A Milano il mercato immobiliare si è fermato: i motivi della crisi
A Milano si vendono meno case rispetto al passato, e secondo l’Ufficio Studi di Gabetti le cause di questo nuovo trend in negativo sono da ricercare in diversi aspetti che influenzano il mercato immobiliare. A parlarne è Diego Vitelli, Senior Research Analyst dell’Ufficio Studi di Gabetti, che analizza i dati dell’Agenzia delle Entrate.

Siamo prossimi alla chiusura del 2024, e analizzando i dati rilevati finora e facendo previsioni e proiezioni in base ai trend, si iniziano a tirare le somme di un anno che, dal punto di vista immobiliare, non è stato affatto facile. Sebbene l’Italia sia molto grande e ogni realtà territoriale viva una propria porzione di storia, non è insensato affermare che quello che avviene nelle città più grandi, in un certo qual modo rispecchia la situazione in tutto lo Stivale.
E proprio in questo fa scuola la città di Milano, che ha da sempre rappresentato uno dei mercati più floridi della scena italiana a livello immobiliare, ma che nel primo semestre del 2024 ha registrato un calo delle compravendite pari al 10% rispetto allo stesso periodo del 2023. Si tratta di una discesa libera che fa pensare e riflettere, e che scaturisce da diversi fattori, sia interni che esterni al mercato immobiliare, ma che lo influenzano fortemente. Ecco quali sono secondo l’Ufficio Studi di Gabetti.
A Milano si vendono meno case

A Milano si vendono meno case, e questo è un dato di fatto, restituito dai numeri dell’Agenzia delle Entrate registrati nel primo semestre del 2024. Questi, infatti, ci dicono che nel capoluogo meneghino nei primi 6 mesi del 2024 si sono vendute solamente 11.229 case. Considerando che nel 2022 si è chiuso l’anno a 28.600 circa, c’è molto da pensare. A cosa si deve questa situazione?
I motivi ovviamente sono molteplici, e l’Ufficio Studi di Gabetti ha provato a stilare un elenco. Secondo loro, ad influire negativamente sui risultati delle compravendite degli immobili residenziali a Milano sono i seguenti fattori:
- una domanda sempre più alta;
- un’offerta che non riesce a stare al passo con la domanda;
- lo stallo dei cantieri e la conseguente scarsità di nuove costruzioni;
- i prezzi degli immobili in aumento;
- il difficile accesso al credito per le famiglie.
Come si evince dai dati dell’Agenzia delle Entrate e di Gabetti infatti, i nuovi immobili sul mercato sono stati meno del 10% nel 2023, e saranno ancora meno in futuro. Inoltre, se le compravendite sono calate del 10%, rispetto a 12 mesi fa, i prezzi sono aumentati dell’1,5%.
Una situazione complessa

Quella di Milano, dove si comprano sempre meno case, è una situazione complessa, che sta spingendo sempre più famiglie al di fuori della città. A parlarne è stato il Senior Research Analyst dell’Ufficio Studi di Gabetti, Diego Vitello:
I prezzi medi hanno visto una crescita del 40% dal 2013 al 2022. Tale crescita ha fatto emergere una questione di affordability della casa e la famiglia media ripiega spesso sull’acquisto di una abitazione fuori Milano. Questo ha portato a registrare delle variazioni tendenziali negative negli ultimi 8 trimestri. […] Le famiglie guarderanno sempre più ai comuni della prima cintura metropolitana come a un luogo ideale dove comprare casa, sia per i prezzi più bassi, sia per un’offerta qualitativamente migliore.
In città infatti, per comprare casa servono almeno 12 anni e mezzo di stipendio, senza alcuna spesa extra!