Ludovico Grantaliano: Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto

Per la nostra rubrica dedicata ai designer under 35, abbiamo incontrato Ludovico Grantaliano, affascinato dall’approccio artigianale della scuola portoghese, alla costante ricerca della
leggerezza.

Video intervista a Ludovico Grantaliano


Il senso della leggerezza e di equilibrio guidano il lavoro di Ludovico Grantaliano, designer romano
reduce dalle recenti edizioni di BeDesign week a Genova, Edit Napoli, evento di design contemporaneo, e di IDesign, la Design week a Palermo. Classe 1991 si è laureato in architettura a Roma nel 2017, dopo aver trascorso un anno in Portogallo per svolgere gli studi Erasmus.

 

Nel 2014, appena rientrato dal viaggio in Portogallo, ho realizzato il mio primo progetto, la libreria Lucia, di cui ho prodotto manualmente alcuni elementi, cercando di rispondere alla domanda: come posso sospendere una decina d’assi di ciliegio che si inseriscono nello spazio tra muro e pilastro? Sono stati infatti previsti quattro tondini per lato, di acciaio inox lievemente satinato, che scendono a piombo poco fuori dal filo del pilastro. Così dopo questo pezzo ho continuato a disegnare altri elementi e ciò mi appassionava molto.

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Libreria Lucia

Subito dopo la laurea ha lavorato come assistente presso lo studio di un’artista a Roma, interessandosi sempre di più al mondo della progettazione.

Ho appreso un approccio più manuale al design. E dalla pandemia in poi mi sono dedicato esclusivamente a questo tipo di attività, racconta Ludovico.

Alla ricerca di un costante equilibrio

Non ama definirsi un designer puro perché costantemente contaminato dal mondo dell’arte e dalla musica, l’altra sua grande passione.

Quando progetto non penso a disegnare un prodotto, ma mi piace immaginare che sto realizzando un’opera, che racconti una mia sensazione, un mio punto di vista e soprattutto che abbia un senso compiuto.

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Tavoli che camminano

Nei suoi lavori c’è sempre un buon equilibrio tra le forze, per poi raggiungere la tensione della leggerezza.

Cerco sempre di andare contro la forza di gravità o di cercare di superarla. Questo è un po’ il mio tratto distintivo. Anche il mio primo progetto, la libreria Lucia toccava questo aspetto perché tutte le assi erano quasi un’illusione ottica, sospese da un sistema di acciaio che scendeva dal soffitto.

Contaminazioni portoghesi

A influenzare il suo approccio creativo è stata anche la scuola portoghese.

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Tavoli che camminano

Devo essere sincero, fin quando frequentavo l’Università a Roma non sapevo esattamente cosa fare. In Portogallo ho compreso che c’era una sfera dell’architettura più interessante che riguardava l’aspetto umano, l’artigianalità, il lavoro manuale, svela Ludovico.

Un altro aspetto per cui nutre grande interesse è la ricerca del dettaglio meccanico, quasi artigianale.

Non tento di risolvere i problemi con la forma, ma attraverso il meccanismo e il gioco delle forze della materia che c’è in campo.

Emblematica è infatti la collezione Tavoli che Camminano.

La serie nasce da un disegno quasi infantile perché le gambe ricordano un animaletto. In realtà non mi interessava evocare l’immagine di un animale, ma piuttosto il movimento, partendo dal gioco ironico della parola ‘mobile’.

In questi elementi ha anche un ruolo determinante l’utilizzo del colore, che permette di enfatizzare l’anima ironica del progetto, donandogli un aspetto giocoso e dinamico per inserirsi in modo armonico in qualsiasi contesto domestico.

L’interesse per i materiali

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Dettaglio Libreria Lucia

Tra i materiali prediletti c’è sicuramente il metallo per la sua leggerezza, duttilità, malleabilità e sinuosità. Ma anche il legno, ovvero materiali legati alla tradizione del saper fare.

Tutti i prodotti dovrebbero avere durabilità nel tempo. Oggi più che mai credo sia necessaria, o almeno dovrebbe esserlo. Penso sia importante produrre arredi che possono durare nel tempo, mantenendo sempre viva la propria anima.

Né manca la costante ricerca per il dettaglio, la cui passione nasce dall’influenza di Carlo Scarpa e dalle sua capacità di risolvere perfettamente aspetti complessi nel dettaglio senza forzature formali, bensì ragionate.

L’arte come fonte di ispirazione

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Senza titolo (Cianotipo)

Ma c’è anche un interesse profondo per il mondo dell’arte, che scavalca i confini del mondo del design.

Ho realizzato stampe ciano su carta cinese, dove espongo i disegni sotto la pioggia, che fissa il colore creando una composizione sempre diversa. Un tentativo quindi di dar forma alla pioggia. La tecnica della stampa cianografica è normalmente utilizzata per la riproduzione di foto e sfrutta la sensibilità alla luce delle sostanze chimiche che compongono la soluzione di stampa. Nella mia serie questa tecnica è stravolta e utilizzata in un modo “inappropriato” esponendo la carta da impressionare direttamente all’azione della pioggia. Questa cadendo sulla carta scioglie la soluzione mentre la luce del sole la impressiona e la rende insolubile. iI risultato quindi, è in qualche senso una “fotografia” dell’azione della pioggia, una sorta di acquarello monocromatico dipinto da ogni goccia che cade.

Una tensione verso la leggerezza

Anche la luce è un campo di approfondimento, che Grantaliano sperimenta e cerca di approfondire.

Ludovico Grantaliano: “Mi piace pensare che sto realizzando un’opera di senso compiuto”
Lampada Gigi

La lampada Gigi nasce intorno al sistema con il quale la lampadina è sostenuta, quel diapason o forcella che si può far scorrere e posizionare come si vuole sull’asta. Questo dettaglio a sua volta è derivato dalla libreria Lucia, realizzando la quale avevo notato i comportamenti che avevano le forcelle che sostenevano le assi, e ho voluto portare questo meccanismo come incipit nella costruzione della lampada. Nel mio lavoro c’è sempre una tensione verso la leggerezza, la sospensione. Utilizzo spesso solo la forza di gravità per reggere gli elementi, senza viti o altri incastri, cercando di sfruttare le forme e il peso proprio della materia. In questo caso infatti è grazie al peso stesso della lampada e del cavo che la forcella è in grado di bloccarsi sull’asta: tutti gli elementi che compongono la lampada sono mostrati per quello che sono senza volerli nascondere o occultare, conclude Ludovico.

Progetti in cantiere? Sto portando avanti una collezione di lampade e un divano in legno di rovere per una commissione privata. In futuro mi piacerebbe progettare un interno.

Ludovico Grantaliano: foto e immagini.