Un gioco di pieni e vuoti

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

A Torino, il loft firmato lamatilde si distingue per un gioco di contrasti accattivante. Minimale a un primo sguardo, l’interior design riempie gli spazi con soluzioni sofisticate e importanti.

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

Arioso ma compatto. Leggero ma solido. Minimal ma imponente. Con questo progetto lo studio di interior design lamatilde torna a occuparsi di residenziale dopo una serie di esperienze nell’hospitality e nella ristorazione. Il loft torinese sorprende per contrasti ricorrenti in tutto il suo sviluppo. Situato nel quartiere Barriera di Milano, l’appartamento riflette l’attitudine urbana del contesto in cui è inserito. Appartiene a un car designer di origini canadesi e si distribuisce su quattro livelli per un totale di 600 metri quadrati: 350 mq soppalcati all’interno e 250 mq di terrazza con vista sulla città. L’ampia metratura consente di organizzare gli ambienti con la logica dell’open space, che restituisce per ogni piano una planimetria liquida, senza confini netti.

Estetica rough con stile

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

Al pianoterra si trova il garage, che ospita la collezione di auto d’epoca del proprietario. L’atmosfera ruvida e volutamente non finita si riscatta grazie al giallo limone applicato su pareti e soffitto. Il piano è collegato all’abitazione da un montacarichi a uso esclusivo e da una scala in acciaio che, con la sua finitura più accurata, anticipa l’ingresso alla dimensione domestica.

Volumi imponenti, ambienti intimi

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

Al primo piano si apre una zona giorno a perdita d’occhio, complici le pareti bianche e il parquet chiaro a listoni su cui si stagliano i volumi scuri degli arredi. Protagonista importante la cucina a isola, realizzata su disegno de lamatilde da Disé Italia, affacciata direttamente sulla zona living. Il soggiorno disegna il suo perimetro grazie ai divani Charles di B&B Italia, design Antonio Citterio, e alle poltroncine vintage Wassily Chair di Knoll, design Marcel Breuer, di un bel rosso acceso che sdrammatizza l’atmosfera. Come un fiore dallo stelo sottilissimo si allunga sopra i divani la lampada da terra Sampei di Davide Groppi.

Nella zona pranzo, l’ampio Tavolo 25 firmato Desalto, design Bruno Fattorini e Robin Rizzini, è abbinato a sedute Calligaris in tinta, mentre una composizione della lampada Algorithm di Vibia, design Toan Nguyen, li illumina dall’alto. Anche se di certo non manca la luce naturale, proveniente dalle ampie finestre disposte su un lato che contribuiscono a sottolineare l’effetto loft industriale.

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

Dalla parte opposta della cucina si trovano due maestosi volumi metallici sovrapposti, che contengono due ambienti chiusi: il primo, in lamiera acciaio al carbonio brunito, custodisce la sala cinema privata, collegata da una scala al secondo volume, in lamiera microforata all’esterno, che svela una camera per gli ospiti, un nido privato e accogliente. Altre due camere da letto, ciascuna con bagno privato en-suite, sono state ricavate alle spalle della cucina.

Zona notte fluida

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

Il secondo piano è tutto dedicato alla stanza padronale. Fulcro dell’ambiente è il corpo centrale chiuso, occupato dalla cabina armadio, attorno al quale è stato studiato un percorso che permette di passare senza soluzione di continuità dalla zona lettura all’ambiente bagno, dal letto alla vasca, alla doccia walk-in. L’estetica estremamente razionale è vivacizzata da pezzi storici del design che si scoprono qua e là, come per esempio la chaise longue LC4 disegnata nel 1928 da Le Carbusier e prodotta dal 1965 da Cassina.

Oltre alle finestre presenti su un lato, la camera da letto ha anche un affaccio sulla zona living grazie a un’apertura coperta da una struttura con doghe in legno mobili: aperte o chiuse, permettono di far entrare luce o, viceversa, di riservare maggiore privacy al piano superiore.

Rooftop privato

Un gioco di pieni e vuoti
Foto Alessandro Saletta, DSLStudio

All’ultimo piano si accede alla terrazza, da cui si gode un’ampia vista sulla città. Un ambiente pensato per il relax, dove indugiare fra piscina e sauna finlandese o stare all’aria aperta protetti dal pergolato e un perimetro fatto di arbusti e piccole piante da frutto. La presenza di una cucina suggerisce anche un uso conviviale di questo rooftop privato.

 

Un gioco di pieni e vuoti: foto e immagini