Quando l’architetto disegna la casa per sè

Autore:
Marilena Pitino
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel cuore di Porta Romana, storico quartiere residenziale milanese, BoattoMartino Studio firma la propria abitazione: uno spazio luminoso e aperto, dove l’elegante progetto di architettura incontra l’eredità del luogo.

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Casa BoattoMartino

Nel quartiere di Porta Romana, a Milano, scopriamo la casa dell’architetta Maddalena Boatto e del product designer Manuel Martino, fondatori di BoattoMartino Studio. Situata all’interno di un elegante edificio storico dei primi del ’900, rappresenta una sintesi del loro approccio progettuale, perché unisce estetica, funzionalità e ricerca sui materiali.

L’intervento ha previsto l’unione di due appartamenti con caratteristiche e storie molto diverse: un trilocale che conservava intatti i segni del tempo, con cementine originali a pavimento e una struttura portante centrale in muratura, tipica dei palazzi di fine Ottocento, e un bilocale ristrutturato più di recente, con un impianto completamente differente, raccontano gli architetti.

Partendo quindi dall’ascolto degli spazi e dei vincoli progettuali, i progettisti hanno saputo valorizzare la storia dell’immobile, preservandone l’identità originaria, recuperando quanto c’era di originale, ma senza un atteggiamento nostalgico.

Abbiamo cercato di mettere in risalto i punti di forza, concentrandoci sugli elementi caratterizzanti e cercando un equilibrio tra passato e presente.

 

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Casa BoattoMartino

La genesi dell’intervento

Grazie alla capacità di individuare un fil rouge tra le due anime dell’immobile, rispettandone le differenze ma ricercando una continuità visiva e funzionale su cui poi sovrapporre le proprie scelte, ha preso vita uno spazio armonico.

Ci siamo lasciati ispirare dai materiali originali e dalla volontà di preservare e valorizzare una forte identità architettonica. Uno degli elementi centrali è stata infatti la valorizzazione della luce naturale: abbiamo scelto di posizionare la zona giorno nella parte più luminosa della casa, per amplificarne la vivibilità, mentre le camere sono state collocate in ali più intime, affacciate sul cortile interno, per favorire tranquillità e riservatezza, spiegano i progettisti.

Anche la palette cromatica dialoga con le finiture già in essere, creando un legame coerente tra nuovo e preesistente, tra materia e atmosfera.

Non sono mancate, però, le sfide. Prima di tutto la condizione strutturale dell’immobile, che si presentava in stato precario e ha richiesto un importante intervento di risanamento. Questo intervento, se da un lato ha garantito la sicurezza e la stabilità dell’edificio, dall’altro ha imposto scelte delicate anche sul piano estetico e conservativo. Ad esempio, solo una parte delle cementine originali ha potuto essere mantenuta: sono state sollevate con grande cura, pulite e riposizionate, cercando di preservarle il più possibile, evitando rotture. Anche le travi a soffitto sono state nascoste nei controsoffitti per armonizzare l’alternanza con le nuove travi in acciaio, ma abbiamo voluto comunque mantenere l’altezza generosa dei locali, un elemento tipico e prezioso dell’architettura dell’epoca.

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Cucina, casa BoattoMartino

Ambienti luminosi e fluidi

Oggi, grazie alla nuova distribuzione degli spazi, l’intero appartamento è inondato di luce naturale per tutto il giorno. La luce filtra all’interno grazie ai viali alberati e all’assenza di edifici vicini sulla strada su cui si affaccia l’immobile. Elemento centrale dell’intervento è il lungo corridoio, rivestito nella calda tonalità noce moscata, che unisce le due unità originarie e mette in comunicazione i vari ambienti.

Abbiamo deciso di conferirgli una forte caratterizzazione cromatica, trasformandolo in un elemento protagonista e non in qualcosa da nascondere: una spina dorsale visiva che racconta il passaggio e l’unione tra le due anime dell’abitazione.

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Camera da letto, Casa BoattoMartino

Alla ricerca della perfetta armonia

Le scelte materiche, cromatiche e d’arredo sono state guidate da un filo conduttore preciso: l’equilibrio.

Volevamo creare un dialogo tra elementi originali, come le cementine recuperate, e finiture più attuali, come il parquet posato a spina italiana, lavorando su texture e accostamenti capaci di raccontare una continuità estetica coerente. Anche i colori sono stati selezionati con attenzione per esaltare la luce naturale e dare carattere agli ambienti, senza mai appesantirli. Abbiamo introdotto anche grafiche a parete dal linguaggio contemporaneo, alternando tonalità decise a tinte neutre, e combinando superfici opache, smalti lucidi e resine per donare profondità e intimità agli spazi, spiegano i progettisti.

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Casa BoattoMartino

 

Gli arredi, molti dei quali realizzati su misura o progettati dagli stessi architetti, seguono questa stessa filosofia, con linee pulite ed essenziali, e inserimenti di elementi a contrasto che danno una maggiore forza e complessità agli spazi. Come le sedie Ponti 969 di BBB Italia – disegnate da Gio Ponti nel 1969 che circondano il tavolo da pranzo dalle gambe sottilissime (acquistato da Robertaebasta) – il cui schienale, irregolare e decorativo, rompe volutamente il rigore geometrico, introducendo quel segno distintivo e personale immediatamente percepibile che si ripete in tutto l’appartamento.

L’emozione che volevamo trasmettere è infatti quella di una casa che si lascia abitare con naturalezza, dove ogni dettaglio è pensato per accompagnare la quotidianità senza ostentarla. Un luogo che accoglie, che racconta una storia, e che permette a chi lo vive di sentirsi sempre in dialogo con lo spazio, concludono Maddalena Boatto e Manuel Martino.

Quando l’architetto disegna la casa per sè
Cameretta, Casa BoattoMartino

Quando l’architetto disegna la casa per sè: foto e immagini.