Nautica e design, sempre più vicini
Due mondi che hanno tanto da condividere. Al Salone Nautico di Genova, il Design Innovation Award è il riconoscimento che da quattro anni mette in luce non solo l’evoluzione tecnologica in corso nel settore, ma anche la ricerca estetica di alto profilo.

Vento a favore per il settore della nautica italiana. Una notizia che è arrivata ad aprile, a Milano, con la presentazione dello studio Deloitte The state of the art of the global yachting market, realizzato per Confindustria Nautica, dal quale emerge che il comparto ha manifestato in questi ultimi anni una grande resilienza rispetto alla pandemia, raggiungendo una notevole crescita.
In particolare, bastano due dati dello studio per inquadrare lo stato dell’arte nel nostro Paese: uno è il valore complessivo della produzione di nuove imbarcazioni in Italia, che nel 2021 ha raggiunto i 3,6 miliardi di euro, ovvero + 34% rispetto all’anno precedente. L’altro è la stima del giro d’affari consuntivo previsto per il 2022 per i nostri cantieri: 4,3 miliardi di euro, una crescita dovuta a una raccolta di ordini per nuove imbarcazioni che non ha subito flessioni, nemmeno nelle fasi più gravi della pandemia.
In questo contesto, la quarta edizione del premio Design Innovation Award – che si terrà il 22 settembre a Palazzo della Borsa di Genova, nell’ambito della settimana del 63o Salone Nautico – è un’ulteriore conferma. Promosso da Confindustria Nautica e Salone Nautico di Genova, è stato inaugurato come evento in presenza proprio durante il Salone nel 2020, in piena pandemia, per lanciare un segnale forte che è stato raccolto con grande partecipazione. L’intento di dare risalto a un settore che rientra a buon diritto nelle eccellenze del made in Italy ha fatto centro, istituzionalizzando il riconoscimento a una progettualità e a un’innovazione che avvicina la nautica al design sempre di più.

Luisa Bocchietto – architetto, designer e parte integrante del Comitato d’Indirizzo – spiega:
il Premio nasce per la volontà di celebrare sessant’anni di storia ininterrotta del Salone della Nautica di Genova e per promuovere la qualità dei prodotti dei propri espositori. Si tratta di un premio riservato a loro, senza costi di partecipazione, organizzato dai promotori, libero da ogni sponsorizzazione, affidato a un Comitato d’Indirizzo indipendente che ne gestisce regolamento e svolgimento. Diversamente da quanto accade in altre situazioni, la Giuria lavora libera da condizionamenti e assegna un numero limitato di premi: dieci alle diverse categorie di prodotto e tre premi speciali (all’innovazione, alla carriera, al talento). La Giuria è internazionale e così pure la partecipazione.
La quarta edizione del premio, annunciata a Milano il 18 luglio, ribadisce dunque la vivacità del settore?
Il settore della Nautica italiana rappresenta un’eccellenza mondiale indiscussa e sta crescendo in modo significativo in questi ultimi anni; in Italia si costruiscono molte delle imbarcazioni che rappresentano una parte consistente del mercato globale e i cantieri hanno ordini già acquisiti per i prossimi anni. La nautica è un settore più vivo che mai e il Premio è nato al momento giusto per celebrarlo, anche a livello internazionale. I vincitori nelle diverse categorie rappresenteranno l’eccellenza del settore. Un ruolo importante, inoltre, rivestono le start up, che dimostrano la vitalità del settore e che, anche grazie al Premio, evolvono di anno in anno.
La scelta di Maria Porro come presidente di giuria del Premio DIA sottolinea maggiormente il legame con il design e il Salone del Mobile: quali sono i punti in comune fra le due manifestazioni?
Le imbarcazioni sono grandi oggetti di design, dove la tecnologia si confronta con le condizioni esterne più estreme e mette a dura prova i materiali; dove estetica e innovazione trovano espressione nelle linee del disegno; dove la qualità dei componenti d’arredo è sollecitata da richieste di un mercato attento e sofisticato.
Quest’anno, la scelta di invitare la Presidente del Salone del Mobile vuole creare un collegamento sempre più sinergico tra i due settori e tra i due rispettivi Saloni. Entrambi si rivolgono a un mercato internazionale con una lunga storia alle spalle. Fare sistema e ottimizzare le occasioni di visibilità e di lavoro è un vantaggio per tutti. Da anni i contatti tra le aziende del settore e i cantieri si sono intensificati ed era giusto celebrare quest’unità d’intenti e nuovi propositi per il futuro a Milano, in Triennale. Siamo felici che Maria Porro abbia accettato con entusiasmo la proposta.

Il Premio offre una vetrina d’eccezione su materiali e soluzioni innovative: quali sono le direzioni?
L’innovazione si esprime attraverso la ricerca di nuove soluzioni di utilizzo dello spazio, sia all’interno, sia all’esterno; di messa a punto di nuovi materiali e soluzioni più sostenibili in termini di costo, di peso, di riduzione dei consumi, di riduzione dell’inquinamento, di performance d’uso. La sostenibilità è un criterio assodato di selezione dell’innovazione. L’innovazione formale, infine, ha sempre un’importanza sostanziale in un oggetto che si muove sull’acqua e si inserisce in un contesto visivo particolare.
Ha senso tracciare un parallelo con l’home interior?
Certamente ha senso per ciò che riguarda l’accoglienza e la funzionalità degli spazi, la qualità dei materiali impiegati, l’armonia d’insieme che viene ricercata.
Una barca è però qualcosa di diverso da una casa e, a mio modo di vedere, deve preservare il fascino costituito dal rapporto con il mare, con il viaggio, con ritmi diversi. Non dovrebbe quindi riproporre esattamente ciò che viene richiesto a una casa, se ci si vuole concedere un tempo e uno spazio che siano di stacco dalla quotidianità. Ma questa è la mia visione personale; il mercato offre davvero così tante proposte su misura e soluzioni d’uso da soddisfare ogni più diversa esigenza.
