Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 7 minuti

Forme inaspettate, materiali edibili e oggetti che solleticano il palato: il food design esplora nuove esperienze a tavola, coinvolgendo tutti i sensi.

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Forniture Pallotta

Oggi mangiare non è più soltanto una questione di gusto: tra talent culinari in tv, chef che trasformano ogni ricetta in uno show e locali che puntano su menu immersivi e degustazioni fuori dagli schemi, il cibo è diventato sempre più un’esperienza da vivere e condividere. Tra i nuovi indispensabili ingredienti spiccano atmosfera, impiattamento e dettagli della mise en place: pronti a sorprenderci al primo assaggio – anzi al primo sguardo. E se a fare la differenza fosse proprio il design? Come nella mixology, dove bicchieri, strumenti e gesti contribuiscono al rituale del cocktail, anche nel food la progettazione gioca con forme, materiali e colori che coinvolgono tutti i sensi. Dalle paste stampate in 3D alle stoviglie che dialogano con le papille gustative, passando per confezioni commestibili e utensili inaspettati, il cibo diventa un terreno di sperimentazione in cui tecnologia, creatività e neuroscienze si incontrano. Con un unico obiettivo: sorprendere, ad ogni boccone.

Forniture Pallotta

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Forniture Pallotta

Dimenticate i classici catering: per Alessandra Pallotta e Sara Ferroni, fondatrici dello studio creativo Forniture Pallotta, il cibo è materia espressiva, strumento narrativo e occasione di relazione. Il lavoro delle due food artist, infatti, è a tutti gli effetti un progetto di gastronomia d’autore capace di spaziare dal food styling alle installazioni edibili, fino alle scenografie e performance tra moda e design. Gelatine colorate diventano composizioni architettoniche, pane e grissini si trasformano in sculture, e il servizio stesso entra nella regia dell’evento. E i camerieri? Diventano performer a tutti gli effetti: così anche un semplice buffet si trasforma in uno spettacolo da gustare fino in fondo.

Cholotates by Ryan L Foote

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Cholotates by Ryan L Foote

Sono così belle che è quasi un peccato mangiarle. Più che semplici cioccolatini, le praline di Chocolates by Ryan L Foote sono vere e proprie micro-sculture. Merito della stampa 3D con cui il designer e chef australiano L Foote, sperimenta forme frattali, motivi geometrici e volumi organici, combinando tecnologie digitali e lavorazioni artigianali. Anche le ricette escono dai percorsi più consueti, con abbinamenti ispirati a ingredienti e tradizioni gastronomiche asiatiche e australiane. La forma non è più un semplice involucro decorativo: dialoga con il ripieno, anticipa l’esperienza del morso e trasforma un piccolo piacere quotidiano in un oggetto da osservare prima di assaporarlo.

Flavour Boosting Plate di NEFF

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Flavour Boosting Plate di NEFF

Sapevate che colore, geometria e materia possono influenzare le aspettative con cui ci avviciniamo a un piatto? È questo il principio alla base della collezione Flavour Boosting Plates, nata dalla collaborazione tra la designer Reiko Kaneko e NEFF, con il contributo delle ricerche sulla gastrofisica. I tre piatti che compongono il servizio sono studiati per accompagnare le diverse portate giocando con forme angolari, smalti e superfici materiche che evocano sensazioni specifiche: sapidità, acidità, sapori forti o delicati. Alla base del progetto c’è un’idea affascinante: il gusto non dipende soltanto dagli ingredienti, ma anche dal contesto in cui li assaggiamo. E il design, a tavola, diventa l’ingrediente segreto da usare “qb”.

Spaghetto 3d di Artisia

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Spaghetto 3D di Artisia

Addio caro e vecchio spaghetto filiforme, a vincere il Compasso d’Oro 2026 è stato lo Spaghetto 3D, progetto di Artisia. Una lunga striscia di pasta fresca trasformata, grazie alla stampa additiva, in una struttura tridimensionale simile a un nido, progettata per essere raccolta con le dita e gustata in un solo boccone. Oltre ad essere una piccola struttura commestibile perfetta per il finger food e gli aperitivi contemporanei, la geometria assolve brillantemente anche a una funzione gastronomica: la forma trattiene il condimento enfatizzando l’esperienza di degustazione. Con buona pace di chi amava arrotolare gli spaghetti nel sugo.

Ooho di Notpla

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Ooho di Notpla

E se anche la confezione diventasse parte del cibo? La britannica Notpla esplora questa possibilità con Ooho, una membrana a base di alghe e ingredienti vegetali che racchiude acqua e altri liquidi in una sorta di bolla commestibile. L’idea sposta il progetto dal contenitore all’esperienza: non esiste più un involucro da buttare, si mangia anche il packaging. Quello che resta, oltre al gusto, è un gesto che fa bene anche all’ambiente.

Crafthouse Cocktail Smoking Cloche di Fortessa

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Crafthouse Cocktail Smoking Cloche di Fortessa

Una cloche di vetro, una base in legno di noce e un piccolo affumicatore: il Crafthouse Cocktail Smoking Cloche di Fortessa porta la teatralità del bar anche nell’esperienza gastronomica. Racchiuso sotto la campana trasparente, il fumo avvolge cocktail e preparazioni, aggiungendo note aromatiche e creando un momento di suspence prima della degustazione. Pensato anche per formaggi, frutta secca, antipasti e salse, il progetto lavora su due piani: da una parte modifica il profilo aromatico, dall’altra mette in scena la preparazione – et voilà – l’effetto sorpresa solletica tutti i sensi.

Sensory Textured Spoon di Studio William

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Sensory Textured Spoon di Studio William

Anche una posata può cambiare il modo in cui percepiamo ciò che mangiamo. A dimostrarlo sono i Sensory Textured Spoons di Studio William: sulla superficie hanno una texture tridimensionale pensata per coinvolgere labbra e lingua durante l’assaggio. Il contatto con il metallo lavorato, infatti, aggiunge una sensazione tattile all’esperienza gustativa, che risulta particolarmente interessante con dessert, gelati e preparazioni giocate sul contrasto tra consistenze. Perfetti per chiudere la cena con il gran finale.

UMA di HAK Studio

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
UMA di Hac Studio

Con UMA, HAK Studio esplora il legame tra design delle stoviglie e percezione del gusto, ispirandosi alle ricerche di gastrofisica di Charles Spence. Due gli elementi in porcellana pensati per stimolare i sensi: il Dessert Plate con una superficie lucida e una spirale cromatica che richiama panna e cioccolato fuso, evocando la dolcezza già al primo sguardo; la Salty Bowl, destinata a zuppe e riso, che con l’interno liscio e l’esterno ruvido, invita a esplorare la superficie con le dita e richiama la consistenza del sale cristallizzato. Il progetto ha anche una finalità inclusiva: stimolare soprattutto chi presenta alterazioni del gusto o ha una ridotta percezione dei sensi.

Barilla Racing Wheels

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Barilla Racing Wheels

Pranzo al volo? Le Gran Ruote Racing Edition di Barilla prendono ispirazione dal mondo della Formula 1 e trasformano la pasta corta in una ruota da corsa in miniatura. Il bordo dentellato e il profilo dinamico portano in tavola l’immaginario della velocità, con una forma riconoscibile che aggiunge un elemento ludico al rituale del pasto. Per chi preferisce cucinare a casa, invece, la contaminazione tra food e design di Barilla coinvolge anche l’udito: ad accompagnare la cottura ci sono le playlist di Spotify dedicate ai diversi formati di pasta, che dettano i tempi corretti. Perché anche il piatto più semplice, con il giusto ritmo, può trasformarsi in un piccolo spettacolo.

Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto: foto e immagini