Mixology food design, l’arte culinaria diventa progetto
Forme inaspettate, materiali edibili e oggetti che solleticano il palato: il food design esplora nuove esperienze a tavola, coinvolgendo tutti i sensi.

Oggi mangiare non è più soltanto una questione di gusto: tra talent culinari in tv, chef che trasformano ogni ricetta in uno show e locali che puntano su menu immersivi e degustazioni fuori dagli schemi, il cibo è diventato sempre più un’esperienza da vivere e condividere. Tra i nuovi indispensabili ingredienti spiccano atmosfera, impiattamento e dettagli della mise en place: pronti a sorprenderci al primo assaggio – anzi al primo sguardo. E se a fare la differenza fosse proprio il design? Come nella mixology, dove bicchieri, strumenti e gesti contribuiscono al rituale del cocktail, anche nel food la progettazione gioca con forme, materiali e colori che coinvolgono tutti i sensi. Dalle paste stampate in 3D alle stoviglie che dialogano con le papille gustative, passando per confezioni commestibili e utensili inaspettati, il cibo diventa un terreno di sperimentazione in cui tecnologia, creatività e neuroscienze si incontrano. Con un unico obiettivo: sorprendere, ad ogni boccone.
Forniture Pallotta

Dimenticate i classici catering: per Alessandra Pallotta e Sara Ferroni, fondatrici dello studio creativo Forniture Pallotta, il cibo è materia espressiva, strumento narrativo e occasione di relazione. Il lavoro delle due food artist, infatti, è a tutti gli effetti un progetto di gastronomia d’autore capace di spaziare dal food styling alle installazioni edibili, fino alle scenografie e performance tra moda e design. Gelatine colorate diventano composizioni architettoniche, pane e grissini si trasformano in sculture, e il servizio stesso entra nella regia dell’evento. E i camerieri? Diventano performer a tutti gli effetti: così anche un semplice buffet si trasforma in uno spettacolo da gustare fino in fondo.
Cholotates by Ryan L Foote

Sono così belle che è quasi un peccato mangiarle. Più che semplici cioccolatini, le praline di Chocolates by Ryan L Foote sono vere e proprie micro-sculture. Merito della stampa 3D con cui il designer e chef australiano L Foote, sperimenta forme frattali, motivi geometrici e volumi organici, combinando tecnologie digitali e lavorazioni artigianali. Anche le ricette escono dai percorsi più consueti, con abbinamenti ispirati a ingredienti e tradizioni gastronomiche asiatiche e australiane. La forma non è più un semplice involucro decorativo: dialoga con il ripieno, anticipa l’esperienza del morso e trasforma un piccolo piacere quotidiano in un oggetto da osservare prima di assaporarlo.
Flavour Boosting Plate di NEFF

Sapevate che colore, geometria e materia possono influenzare le aspettative con cui ci avviciniamo a un piatto? È questo il principio alla base della collezione Flavour Boosting Plates, nata dalla collaborazione tra la designer Reiko Kaneko e NEFF, con il contributo delle ricerche sulla gastrofisica. I tre piatti che compongono il servizio sono studiati per accompagnare le diverse portate giocando con forme angolari, smalti e superfici materiche che evocano sensazioni specifiche: sapidità, acidità, sapori forti o delicati. Alla base del progetto c’è un’idea affascinante: il gusto non dipende soltanto dagli ingredienti, ma anche dal contesto in cui li assaggiamo. E il design, a tavola, diventa l’ingrediente segreto da usare “qb”.
Spaghetto 3d di Artisia

Addio caro e vecchio spaghetto filiforme, a vincere il Compasso d’Oro 2026 è stato lo Spaghetto 3D, progetto di Artisia. Una lunga striscia di pasta fresca trasformata, grazie alla stampa additiva, in una struttura tridimensionale simile a un nido, progettata per essere raccolta con le dita e gustata in un solo boccone. Oltre ad essere una piccola struttura commestibile perfetta per il finger food e gli aperitivi contemporanei, la geometria assolve brillantemente anche a una funzione gastronomica: la forma trattiene il condimento enfatizzando l’esperienza di degustazione. Con buona pace di chi amava arrotolare gli spaghetti nel sugo.
Ooho di Notpla

E se anche la confezione diventasse parte del cibo? La britannica Notpla esplora questa possibilità con Ooho, una membrana a base di alghe e ingredienti vegetali che racchiude acqua e altri liquidi in una sorta di bolla commestibile. L’idea sposta il progetto dal contenitore all’esperienza: non esiste più un involucro da buttare, si mangia anche il packaging. Quello che resta, oltre al gusto, è un gesto che fa bene anche all’ambiente.
Crafthouse Cocktail Smoking Cloche di Fortessa

Una cloche di vetro, una base in legno di noce e un piccolo affumicatore: il Crafthouse Cocktail Smoking Cloche di Fortessa porta la teatralità del bar anche nell’esperienza gastronomica. Racchiuso sotto la campana trasparente, il fumo avvolge cocktail e preparazioni, aggiungendo note aromatiche e creando un momento di suspence prima della degustazione. Pensato anche per formaggi, frutta secca, antipasti e salse, il progetto lavora su due piani: da una parte modifica il profilo aromatico, dall’altra mette in scena la preparazione – et voilà – l’effetto sorpresa solletica tutti i sensi.
Sensory Textured Spoon di Studio William

Anche una posata può cambiare il modo in cui percepiamo ciò che mangiamo. A dimostrarlo sono i Sensory Textured Spoons di Studio William: sulla superficie hanno una texture tridimensionale pensata per coinvolgere labbra e lingua durante l’assaggio. Il contatto con il metallo lavorato, infatti, aggiunge una sensazione tattile all’esperienza gustativa, che risulta particolarmente interessante con dessert, gelati e preparazioni giocate sul contrasto tra consistenze. Perfetti per chiudere la cena con il gran finale.
UMA di HAK Studio

Con UMA, HAK Studio esplora il legame tra design delle stoviglie e percezione del gusto, ispirandosi alle ricerche di gastrofisica di Charles Spence. Due gli elementi in porcellana pensati per stimolare i sensi: il Dessert Plate con una superficie lucida e una spirale cromatica che richiama panna e cioccolato fuso, evocando la dolcezza già al primo sguardo; la Salty Bowl, destinata a zuppe e riso, che con l’interno liscio e l’esterno ruvido, invita a esplorare la superficie con le dita e richiama la consistenza del sale cristallizzato. Il progetto ha anche una finalità inclusiva: stimolare soprattutto chi presenta alterazioni del gusto o ha una ridotta percezione dei sensi.
Barilla Racing Wheels

Pranzo al volo? Le Gran Ruote Racing Edition di Barilla prendono ispirazione dal mondo della Formula 1 e trasformano la pasta corta in una ruota da corsa in miniatura. Il bordo dentellato e il profilo dinamico portano in tavola l’immaginario della velocità, con una forma riconoscibile che aggiunge un elemento ludico al rituale del pasto. Per chi preferisce cucinare a casa, invece, la contaminazione tra food e design di Barilla coinvolge anche l’udito: ad accompagnare la cottura ci sono le playlist di Spotify dedicate ai diversi formati di pasta, che dettano i tempi corretti. Perché anche il piatto più semplice, con il giusto ritmo, può trasformarsi in un piccolo spettacolo.