Le sette sedie più innovative
La sedia come unico oggetto. La sostenibilità è sempre più al centro dell’attenzione, sia del consumatore, sia delle aziende e dei progettisti, che si impegnano a utilizzare e ricercare materiali riciclati, riciclabili, naturali, poco impattanti, nonché dotati di una resistenza tale da aumentare la vita dei prodotti, sempre con un’estetica di sicuro effetto. E poi il colore come elemento frequente.
Le sette sedie qui selezionate rappresentano, a nostro parere, i progetti più interessanti e significativi presentati alla recente Milano Design Week, capaci di distinguersi per proposta estetica o per utilizzo dei materiali.
Passoni, Radice, atelier oï


Una sedia a tre gambe con un’asse principale che sembra emergere dal terreno estendendosi a formare la seduta e i braccioli, e richiamando così la struttura di un albero. atelier oï, lo studio svizzero di design e architettura, nei suoi progetti da sempre fortemente legato ai materiali naturali, celebra con Radice la decennale collaborazione con Passoni Design.
Il nostro obiettivo era quello di creare una sedia che rappresentasse un equilibrio tra la praticità di una sedia standard e il comfort di una poltrona. La struttura in legno con linee morbide abbinate a elementi imbottiti fornisce un’esperienza di seduta accogliente e confortevole. Le tre gambe sono radicate per garantire stabilità, mentre l’asse principale emerge dal terreno e si dispiega come rami per formare la seduta e i braccioli, evocando la struttura di un albero,
raccontano i designer.
Una collezione resa ancora più particolare dal procedimento cromatico, unico e brevettato in un processo industriale, che sfrutta le proprietà del vino e delle vinacce, abbinate agli ossidi di ferro, proponendo sei varianti di colorazione.
Edra, Milano, Jacopo Foggini


La sedia è allegoria e icona di quel rapporto tra regola e libero impulso capace di dar vita alla materia. Lavoravo al progetto provando nuove forme con impulsività e in un accenno di cannettatura scorsi con sorpresa una somiglianza inequivocabile, troppo semplice e pulita da poter ignorare: il Duomo era apparso per magia. Mi è sembrato subito un accostamento perfetto, per me di grande significato. Un omaggio alla città in cui ho visto il mio lavoro crescere, trasformarsi e che incarna con gentilezza gli aspetti in cui la mia creatività si è riconosciuta in tutti questi anni
racconta Jacopo Foggini.
La maestria di Edra asseconda ancora una volta la visione artistica di Foggini nel nuovo progetto della seduta Milano, dove azienda e designer continuano la sperimentazione sul policarbonato policromo, che contraddistingue da anni il loro percorso con esiti sempre sorprendenti. Un filo polimerico plasma seduta e schienale in un’unica scocca, levigata e confortevole all’interno e mossa sul retro, la cui ispirazione è evidente.
Alias, Time, Alfredo Häberli


La trasformazione di un semplice foglio bidimensionale ha dato vita a un’originale seduta tridimensionale, tramile la fustellatura del foglio, realizzato con un sandwich di legno e compositi, in una tecnologia tradizionalmente utilizzata per le tavole da snowboard.
La collezione di sedute TIME – che comprende anche poltroncine e sgabelli – disegnata da Alfredo Häberli per Alias presenta infatti una scocca realizzata in abs, sostenuta da un telaio grafico e minimale in tubolare di acciaio – riciclabile all’infinito – saldato e verniciato in diversi colori.
Fin dai primi pensieri e schizzi fugaci, la domanda per il progetto TIME era, come suggerisce il nome, sul tempo. Dal materiale più sottile e piatto possibile, piegandosi dal mezzo superficiale alla terza dimensione. Come un foglio di carta, cartone o compensato. Sono la piegatura morbida e i contorni organici a determinare la forma. È stata la ricerca empirica dell’ergonomia rispetto a infiniti modelli a guidare il progetto
afferma il designer.
Kartell, A.I.O.R.I., Philippe Starck


Con A.I.O.R.I, Kartell amplia la già nota famiglia A.I., generata dall’intelligenza artificiale, che combina l’estro di Philippe Starck con un algoritmo innovativo per un prodotto distintivo e eco-sostenibile, che accelera il processo di produzione e riduce gli sprechi. A.I.O.R.I è una sedia realizzata in materiale riciclato, la cui originale struttura pieghevole si ispira all’arte dell’origami.
Mattiazzi, PAF PAF, Studio Irvine


La caratteristica principale di MC 25 PAF PAF Lounge, come quella di tutta la collezione disegnata da Maria Laura Irvine per Mattiazzi, è l’imbottitura dei cuscini che compongono seduta e schienale, realizzata con piume provenienti da cuscini dismessi anziché con il più tradizionale poliuretano. Il gesto che ne deriva, quello di ‘aggiustare’ il cuscino dopo essersi seduti per restituirgli la forma originaria , è forse un gesto di memoria, che pone però l’attenzione alla cura dell’oggetto, oltre a spiegarne il nome (paf paf, come nei fumetti , è il suono quando si batte un cuscino). Particolare per estetica, elegantemente rivestita con tessuti Kvadrat, è volutamente imperfetta per opporsi alla logica della perfezione di un A.I., disassemblabile in ogni sua parte (la struttura è di legno) e quindi riparabile e riciclabile.
Magis, Twain, Konstantin Grcic


Curiosamente a metà tra la sedia safari e un piccolo trono. Nata dopo un attento studio sulla sostenibilità, Twain, disegnata da Konstantin Grcic per Magis combina legno, cuoio e tessuto. La struttura è composta da un telaio in fusi di massello di faggio naturale o tinto nero, montati a incastro e tenuti in tensione da una cinghia e da un cricchetto, mentre due fasce di cuoio formano i nobili braccioli.
Sedile e schienale sono realizzati in tessuto autoportante sfoderabile. Una versione realizzata con l’altrettanto celebre designer olandese Hella Jongerius, prevede una coperta a drappo con due fantasie inedite specificatamente disegnate.
Cassina, Flutz, Michael Anastassiades


Un pezzo inaspettato e scultoreo. La sedia Flutz, disegnata da Michael Anastassiades per Cassina, ‘è quasi un ossimoro’, un gioco di equilibri tra la struttura rigida costituita da due lastre di alluminio verniciato e la cuscinatura morbida. Decisamente minimalista, elegante, facilmente immaginabile attorno a un tavolo da pranzo, si presenta ora nelle nuove versioni senza braccioli con schienale alto o basso, con una cuscinatura in poliuretano rivestito da una fodera in ovatta di PET riciclato. Grazie al lavoro di Cassina LAB, gli elementi della sedia sono progettati in un’ottica di circolarità per essere disassemblati e riciclati al termine del ciclo di vita.
Le sette sedie più innovative: foto e immagini