Intramontabili lampade di carta
Oggetti poetici e scultorei che portano un tocco di leggerezza e una luce morbida nello scenario domestico. Piccole opere d’arte che non passano certo inosservate.

Infondono un senso di eleganza e di bellezza in ogni ambiente le lampade di carta, evergreen costantemente alimentato dalle interessanti proposte dei maggiori brand del design. Con forme scultoree ed eteree, si distinguono per la ricercatezza di ogni creazione, frutto di accurate lavorazioni artigianali e di un’intensa ricerca. L’estetica unica porta negli ambienti un segno distintivo e una luce soft e avvolgente, capace di creare atmosfere suggestive e intime che rendono ogni spazio un’opera d’arte luminosa.
Forme poetiche

Partendo dalle contaminazioni del mondo della moda, Miyake Design Studio ha ideato la lampada Mendori per la storica azienda Artemide. Grazie al processo innovativo messo a punto dal team di ricerca e sviluppo Reality Lab, basato su un programma matematico, è stato creato un tessuto speciale 132 5. ISSEY MIYAKE che assume forme in 3D a partire da un singolo elemento. Questo metodo applicato alla luce, ha dato vita a una collezione di lampade sospese, da tavolo e da terra. L’effetto tridimensionale consente di realizzare strutture luminose di materiale riciclato che mantengono intatta la loro forma senza il supporto della struttura interna. Il processo di piegatura consente così di rimodellare ogni elemento, permettendo anche di conservarli piegati.
Che entri la luna

“Porta la luna in casa” la Moon di Davide Groppi. La superficie è realizzata in carta giapponese fatta a mano, ma a rendere davvero speciale questo elemento è l’effetto stropicciato, ottenuto incollando e sovrapponendo la carta. Il che conferisce alla lampada un aspetto organico, in costante mutamento. Da tavolo e da terra, e in diverse misure (da 60 a 200 cm) nella versione sospesa.
Sperimentazioni artistiche

L’edizione limitata della lampada Formakami di &Tradition, ideata in collaborazione con l’artista e designer Jaime Hayion si ispira alle tradizionali lanterne dipinte a mano di Kyoto, reinterpretate dai colori audaci e le forme organiche, tipiche dello stile di Hayon.
Tradizionalmente, a Kyoto, le lanterne vengono dipinte a mano o serigrafate, poi esposte o appese come segnaletica o per fare annunci. Come pittore, mi sono ispirato a questo concetto e ho voluto creare qualcosa di speciale per questa collezione, racconta l’artista.
Realizzata in carta bianca avorio con dettagli in quercia tinta di nero, Ogni elemento è numerato con un codice impresso sui divisori della camera in rovere tinto.
Illusione ottica

Sembra sfidare la gravità la lampada Hover di Lodes, nata in collaborazione con YOY Studio. Il paralume, realizzato con uno speciale materiale composto da carta e film polimerico, appare sospeso, separato dalla base, ma è in realtà connesso grazie a un sottile tubo metallico che funge da struttura e da cavo elettrico.
YOY Studio descrive Hover come un’opera che gioca con la percezione: Le lampade sono state progettate con il tema della finzione: progettiamo prodotti come se stessimo scrivendo un romanzo. In un romanzo, la realtà è all’interno della finzione.
Dotata di dimmer sulla parte superiore, permette di regolare l’intensità luminosa con un semplice tocco.
Inaspettati accostamenti materici

È ispirata alle costruzioni del celebre architetto modernista Ieoh Ming Pei la lampada Teo di Salvatori, firmata da Luca Nichetto, nata da un gesto semplice: “arrotolare un foglio di carta e inserirlo in una base di marmo.”
Il nostro obiettivo era progettare una lampada essenziale ed elegante, che trasmettesse una percezione di artigianalità di alto livello. Tuttavia, sviluppare la giusta fonte di illuminazione ha richiesto non poco tempo, racconta il designer.
Doppia base cilindrica in marmo per la struttura: la prima ospita la base ricaricabile, mentre la seconda accoglie la fonte luminosa LED dimmerabile. All’interno, un semplice foglio A4 arrotolato diffonde una luce morbida e avvolgente. Disponibile nelle varianti di marmo Bianco Carrara, Rosso Levanto o Verde Guatemala, abbinate alla carta bianca o a una selezione di carte colorate. Per i collezionisti, Salvatori ha presentato anche una limited edition impreziosita da due illustrazioni inedite di Lucio Schiavon, celebre illustratore veneziano.
Icona di design

Anche il celebre Le Corbusier ha interpretato la carta per un elemento di illuminazione realizzando nel 1952, sulle rive della Costa Azzurra, la Lampe Cabanon, oggi rieditata da Nemo Lighting. Le sue linee minimaliste esprimono un equilibrio perfetto tra forma e funzione. Estetica minimalista, ça va sans dire. La base, ispirata a un reperto bellico – un porta proiettili di mortaio ritrovato sulla spiaggia francese – dialoga con il paralume, realizzato in carta da lucido, materiale con cui l’architetto sviluppò diversi progetti.
Ispirazioni artigianali

Evoca il gesto sartoriale la raffinata lampada Pil di Foscarini, ideata dalla giovane designer danese Felicia Arvid, appassionata di tessuti e lavorazioni artigianali. Il suo diffusore, realizzato in pregiata carta artistica italiana, è composto al 100% da fibre di cotone e sembra realizzato a mano.
Pil è la mia prima lampada – racconta Arvid –. Nell’immaginario comune, le lampade uniscono un corpo e un paralume che racchiude la fonte luminosa. Io, invece, ho scelto di partire proprio dalla luce, costruendole attorno un diffusore che ne fosse diretta espressione, con l’obiettivo di ottenere un’illuminazione morbida e avvolgente.
Un foglio forato di pregiata carta italiana viene attraversato dal tubo luminoso trasformandosi così da una superficie piana in una presenza tridimensionale che diventa paralume inaspettato, fatto di pieghe e drappeggi, apparentemente morbido come un abito.
Essenzialità giapponese

Attraverso la magia della carta, la durezza dell’elettricità si trasforma e torna a essere la luce delle nostre origini: il sole, raccontava Isamu Noguchi.
Nel 1951, il celebre designer realizzò per Vitra la collezione Akari Light Sculptures, una serie di lampade interamente realizzate a mano dagli artigiani giapponesi con la tradizionale carta washi. Il termine akari, che in giapponese significa sia “luce” che “leggerezza”, racchiude perfettamente l’essenza di queste opere. Ogni lampada, un evergreen mai uscita di produzione, prende forma nel laboratorio Ozeki, storica azienda familiare di Gifu, dove la carta washi, ottenuta dalla corteccia del gelso, viene tagliata in strisce e delicatamente applicata su una sottile struttura in bambù, dando così vita a sculture luminose dalla bellezza senza tempo.
Intramontabili lampade di carta: foto e immagini.