I mille volti della carta
Fare design con la carta è possibile e, anzi, sta diventando una soluzione sostenibile da tenere in considerazione. Ecco quattro storie d’ispirazione.

Delicata, leggera, a volte fragile. Eppure, come ci insegna anche la morra cinese, la carta sa essere forte, duratura, affidabile. Sono queste le caratteristiche che punta a sviluppare e a valorizzare il design di vocazione sostenibile, immaginando impieghi inediti per un materiale così versatile. Raccontiamo qui quattro casi di ispirazione, interessanti perché hanno saputo guardare alla carta con occhi diversi.
Una seduta pioniera

La Wiggle Side Chair è un’antesignana. La storica seduta di Vitra, infatti, è stata realizzata da Frank Gehry con un doppio intento. Da un lato, rispondere alle esigenze del produttore di trovare un’alternativa alla plastica, conservando i vantaggi di leggerezza e flessibilità. Dall’altro, accogliere la sfida di interpretare un materiale povero con una prospettiva inedita, donandogli una nuova dignità. Il risultato di questa ricerca è la collezione Easy Edges lanciata nel 1972, di cui la sedia Wiggle fa parte.
Realizzata impiegando circa 60 fogli di cartone ondulato, presenta viti invisibili e bordi in cartone di fibra compressa: materiali ordinari rielaborati per definire una nuova estetica al tempo stesso durevole e robusta. La sua semplicità, infatti, nasconde un accurato studio a monte e grande perizia nella realizzazione tecnica.
Una sedia che si comporta come un albero

Arper prende l’insegnamento di Frank Gehry e lo porta un passo oltre con la riedizione della sua seduta Catifa 53, progettata nel 2001 da Lievore Altherr Molina. La nuova Catifa Carta, infatti, è realizzata in PaperShell, un materiale derivato dagli scarti del legno che fornisce la resistenza e il comfort essenziali alla silhouette sinuosa di Catifa: 29 fogli di carta kraft impregnati con una resina a base di emicellulosa vengono accoppiati, pressati e tagliati per formare la scocca. La novità sta nel fatto che questo materiale si comporta come gli alberi, ovvero ha la capacità di catturare anidride carbonica. Arper è il primo produttore nel settore design a utilizzarlo per un prodotto. Per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e garantire un ciclo di vita più lungo, Catifa Carta è stata progettata per essere completamente disassemblabile. A fine vita, la seduta può essere ridotta a biochar, un carbone vegetale che ha la capacità di trattenere il biossido di Carbonio assorbito durante le fasi di vita precedenti.
Un punto di arrivo e punto di partenza per il design e un passo significativo nel nostro cammino verso un futuro più sostenibile
ha commentato Roberto Monti, CEO di Arper.
Il letto dalle tante vite

Dopo Jack, dopo Jack-e, l’ultimo arrivato nel 2024 è Jack-e intreccio. Sono questi i modelli della collezione progettata da Zanellato/Bortotto per Bolzan, il cui protagonista è un letto che a ogni nuova versione racconta materiali diversi e l’eccellenza artigianale di alcune tra le migliori manifatture italiane. Dopo il tessuto e il cuoio, con l’ultima versione Bolzan sperimenta un intreccio in corda carta avana utilizzata per impreziosire il design essenziale di testiera e pediera.
L’intreccio è eseguito manualmente da una realtà artigiana del territorio specializzata nella produzione di elementi intrecciati, unici per qualità e design. Rimane invece invariato il concept originario che vuole Jack un prodotto attento all’impatto ambientale: composto di pochi elementi e spedito smontato con imballi ridotti, facile da assemblare e disassemblare a fine vita, nelle sue continue rinascite con nuovi materiali vuole comunicare un messaggio di rispetto e riutilizzo che si inserisce nel percorso più ampio di sostenibilità intrapreso da Bolzan da tempo.
Il tappeto che viene dalla foresta

Trasmettere l’essenza più pura della Finlandia. Con questo obiettivo nel 1987 è stata fondata Woodnotes, azienda di design finlandese guidata dalla designer tessile Ritva Puotila e da suo figlio Mikko Puotila. Il concept alla base intende fondere la creatività artistica ispirata dalla natura aspra della Finlandia con un’artigianalità di alto valore e tecnologie avanzate, utilizzando materie prime tipicamente finlandesi, come legno e filato di carta. Proprio quest’ultimo è stato il primo materiale utilizzato da Woodnotes per realizzare i tappeti della collezione Paper Yearn, in cui si identifica la cifra stilistica del brand. A questa collezione ne sono seguite altre, che al filato di carta hanno affiancato anche altri materiali, a partire da lana e cotone per finire con un polypropilene selezionato per la collezione outdoor.
La più grande ispirazione di Woodnotes è sempre stata la natura finlandese: gran parte del ciclo annuale è colorato dalle tonalità dell’autunno, dell’inverno e dell’inizio della primavera. La scarsità di luce è tipica della Finlandia. I nostri prodotti consentono di rintracciare una somiglianza con le trame e le atmosfere cromatiche della natura, non tanto come riferimenti diretti, piuttosto come stati d’animo e momenti sottili: la prima neve, la brina sull’erba primaverile, la luce estiva, la luce senza ombre delle stagioni più buie, l’oscurità immersiva dei mesi bui dell’anno
spiega Minna Ahokas, che lavora alla progettazione e alla produzione in azienda fin dal 1994.