Gli scarti non sono più scarti, ma materiale prezioso a cui le aziende sanno dare nuova vita. Ecco 6 progetti importanti
Dal recupero di tessuti, all’uso di materiale riciclato, ai legni provenienti da filiere sostenibili, fino agli scarti delle produzioni vinicoli: ecco come nascono progetti votati a un’economia circolare.

Che ruolo hanno oggi le aziende nella costruzione di un futuro più sostenibile? L’esempio arriva anche dai progetti che abbiamo qui selezionato, esempi concreti di come un utilizzo consapevole delle materie prime possa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche aprire nuove strade alla sperimentazione progettuale. Il riciclo, infatti, non è più soltanto una pratica virtuosa, ma un vero e proprio motore di innovazione, capace di trasformare materiali di recupero e scarti produttivi in oggetti dal forte valore estetico e funzionale. In un contesto in cui la responsabilità ambientale è diventata una priorità imprescindibile, le scelte delle aziende assumono un ruolo determinante. Ripensare i processi produttivi, valorizzare le risorse esistenti e dare nuova vita ai materiali significa contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente, ma anche ridefinire il valore delle cose e il concetto stesso di design, dimostrando che creatività, qualità e sostenibilità possono procedere nella stessa direzione.
Metamorfosi, Paola Lenti

Recupero come gesto creativo. Metamorfosi, il progetto firmato da Fernando e Humberto Campana per Paola Lenti, è nato dall’idea che anche gli scarti possano trasformarsi in bellezza. «Girando per i nostri capannoni non riesco a trattenermi dal recuperare qualche avanzo di tessuto gettato nel cesto degli scarti», racconta Paola Lenti. «Non solo perché reputo che il riuso sia un valore, ma anche perché penso che la combinazione di colori e forme diverse abbia in sé una bellezza imprevedibile. E se gli scarti stimolano la fantasia, come è possibile considerarli materiali da gettare?».

Da questa visione hanno preso forma cinque sedute e un arazzo dal forte impatto cromatico, sospesi tra arte, artigianato e design. I rivestimenti nascono dal recupero degli avanzi di tessuti e corde, cuciti a mano su un feltro sintetico ottenuto dal riciclo di bottiglie in polietilene, dando vita a texture irripetibili e composizioni sempre diverse. Anche le imbottiture seguono la stessa filosofia: sono realizzate con polietilene espanso riciclabile e Aerelle® Blue, una fibra di poliestere ottenuta dal recupero della plastica monouso dispersa nell’ambiente e intercettata prima che raggiunga fiumi e oceani, attraverso un processo industriale certificato Ecolabel UE. Il progetto assume infine anche una forte dimensione sociale grazie alla collaborazione con l’atelier di sartoria CouLture Migrante di Como, che offre opportunità di formazione e inserimento lavorativo a persone a rischio di esclusione.
Marazzi, Terramater

Terramater, la collezione in gres porcellanato della linea Crogiolo di Marazzi, è composta per il 60% da materiale riciclato, il che traduce i principi dell’economia circolare in superfici dal forte valore estetico, dove sostenibilità e ricerca materica procedono di pari passo. Grazie a speciali smalti che, durante la cottura, si fondono con la terra rossa, ogni superficie acquista un carattere irripetibile, che evocano la memoria della ceramica artigianale. Sette tonalità intense, nate dalla reazione tra smalti e ossidi naturali, reinterpretano in chiave contemporanea l’estetica delle ceramiche degli anni Settanta, recuperandone anche i formati. I tre moduli – un quadrato e due rettangoli con base di 37,5 cm – permettono di creare schemi compositivi sempre diversi, dando vita a pavimenti e rivestimenti dal forte impatto decorativo.

Con i tavolini da caffè e side table della collezione Navy Lounge, disegnata da Jasper Morrison, Emeco ribadisce il proprio impegno verso un design capace di trasformare il recupero dei materiali in valore. Ogni elemento nasce infatti da una filiera attenta alla sostenibilità: il piano è realizzato con legno proveniente esclusivamente da foreste gestite in modo responsabile e lavorato da falegnami Amish in Pennsylvania, mentre la base prende forma dall’ alluminio riciclato. Gli artigiani dell’azienda continuano ad utilizzare l’esclusivo processo produttivo in 77 fasi eseguite manualmente, sviluppato negli anni Quaranta per la Marina degli Stati Uniti: una lavorazione che converte il comune alluminio di recupero in un materiale resistente. Come sottolinea Jasper Morrison: «Come gli altri membri della famiglia Emeco, Navy Lounge è progettato per resistere agli effetti del tempo sia dal punto di vista fisico che estetico. L’insolita combinazione di versatilità per interni ed esterni, longevità e leggerezza rende Navy Lounge un prodotto unico».
laCividina e Kvadrat

Anche l’azienda di imbottiti laCividina porta avanti una ricerca concreta sui temi dell’economia circolare, dimostrando come la sostenibilità possa diventare parte integrante dell’evoluzione aziendale. In collaborazione con Kvadrat, lo storico divano Osaka si veste infatti di Regos, un nuovo rivestimento che interpreta il riciclo come opportunità progettuale e non come semplice scelta tecnica. Il tessuto nasce da un processo che valorizza scarti post-industriali e materiali riciclati, trasformandoli in una superficie materica e sofisticata. La sua struttura a doppia maglia combina lana e poliestere riciclato ottenuto da bottiglie in PET, dando vita a un rivestimento resistente, tattile e dall’estetica ricercata. Il lusso contemporaneo è sempre più legato alla qualità dei materiali, alla durata nel tempo e alla responsabilità ambientale.
Listone Giordano e Passoni Design, Terre di vigna

Anche gli scarti della produzione vinicola possano diventare una preziosa risorsa progettuale. La pavimentazione in legno Terre di Vigna, prodotta da Listone Giordano e Passoni Design, nasce infatti da un innovativo processo che recupera vino e vinacce per trasformarli in pigmenti naturali, riducendo il ricorso a coloranti di origine sintetica. Un procedimento brevettato da Passoni Design che sfrutta le proprietà intrinseche del vino e delle vinacce la cui acidità, combinata con gli ossidi di ferro, innesca una reazione chimica che colora naturalmente il legno, mentre le proprietà alcoliche permettono di veicolare pigmenti completamente naturali, ottenendo tonalità profonde e irripetibili. «La collaborazione nata con Listone Giordano conferma il grandissimo valore di un progetto di ricerca e sviluppo in continua evoluzione», spiega Tommaso Passoni, quarta generazione dell’azienda di famiglia. «Con questa linea abbiamo voluto portare avanti un approccio realmente sostenibile nella produzione di complementi d’arredo per la casa e il contract. È proprio nella comune cultura del legno che si sviluppa la ricerca e l’utilizzo delle tinte naturali al vino sui prodotti Listone Giordano: una lavorazione che richiede una profonda conoscenza delle materie prime e che, grazie a un autentico rispetto per la natura, ha dato vita a un progetto unico, capace di esprimere i valori più autentici del Made in Italy».
Rak Ceramics, Re-Use

Questo impegno concreto si riflette anche nelle proposte di Rak Ceramics con Re-Use, una collezione di piastrelle in gres porcellanato che trasforma gli scarti della produzione ceramica in una nuova risorsa progettuale. Realizzate al 100% con materiali riciclati pre-consumo e certificate secondo lo standard SCS Recycled Content Standard V7-0, queste superfici dimostrano come l’economia circolare possa tradursi in un linguaggio estetico contemporaneo con prestazioni tecniche elevate. La collezione si articola in due interpretazioni materiche, Re-Use Mineral e Re-Use Quartz, entrambe pensate per valorizzare il potenziale dei materiali recuperati attraverso superfici dalla forte personalità.
Gli scarti non sono più scarti, ma materiale prezioso a cui le aziende sanno dare nuova vita. Ecco 6 progetti importanti: foto e immagini.