La pietra ha una nuova voce: a Marmomac 2026 prende forma una visione intergenerazionale

Autore:
Monica Zani
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

Sessant’anni di storia rappresentano un traguardo importante, che per Marmomac diventano soprattutto l’occasione per guardare al futuro. La manifestazione internazionale di riferimento per il settore della pietra naturale, in programma a Verona dal 22 al 25 settembre 2026, si prepara a celebrare la sua sessantesima edizione con un progetto che va oltre la dimensione fieristica, rafforzando il dialogo tra design, architettura, ricerca e innovazione

La pietra ha una nuova voce: a Marmomac 2026 prende forma una visione intergenerazionale
Le Cave Lazzareschi, a Carrara

L’anteprima dell’evento ha scelto ancora una volta di raccontare il valore del territorio. Dopo la presentazione a maggio ospitata nelle Cave di Prun in Valpolicella, Marmomac ha fatto tappa a Carrara, luogo simbolo della cultura del marmo nel mondo.
L’incontro, svoltosi presso le Cave Lazzareschi in occasione dell’apertura di White Carrara e del tradizionale Party in Cava, ha riunito istituzioni, imprenditori e professionisti. Il confronto ha delineato una visione condivisa che va ben oltre la promozione fieristica: una scelta dal forte valore simbolico che consolida il legame tra due dei più importanti distretti lapidei italiani e conferma la volontà di costruire una rete capace di valorizzare il patrimonio produttivo nazionale attraverso una visione condivisa.
A inaugurare la la 60ª edizione della fiera, sarà l’architetto e curatore Carlo Ratti. Tra le voci più influenti nel dibattito globale su tecnologia, urbanistica e architettura, Ratti aprirà i lavori con una lectio magistrale che ridefinisce il ruolo della pietra naturale: non più semplice retaggio del passato, ma materia viva, capace di interpretare le grandi trasformazioni dell’abitare contemporaneo.

Un asse strategico tra le capitali del marmo: il modello ‘sistema Paese’

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Le Cave di Prun sulle colline veronesi

Se Verona è storicamente e programmaticamente la culla organizzativa di Marmomac, Carrara ne costituisce da sempre una delle anime culturali e produttive più autorevoli. Si tratta di due territori profondamente diversi per morfologia e attitudine, ma strutturalmente complementari che nel corso del tempo hanno saputo costruire un dialogo virtuoso capace di dare stabilità e spessore all’intero comparto lapideo nazionale. Negli anni, Marmomc ha vissuto una metamorfosi profonda, evolvendo da fiera specializzata a piattaforma internazionale in grado di mettere in rete competenze artigianali, tecnologie industriali e culture territoriali.
Questo ruolo di connettore assume oggi un valore cruciale all’interno di un mercato globale sempre più competitivo e aggressivo. La vera forza del Made in Italy non risiede più nell’azione isolata dei singoli marchi, ma finalmente nella consapevolezza della necessità di presentarsi come un sistema integrato e compatto. La collaborazione tra Verona e Carrara si muove esattamente in questa direzione: una sinergia geopolitica e commerciale che punta a promuovere nel mondo non solo un materiale di pregio, ma una vera e propria cultura progettuale che affonda le radici nella storia artistica del Paese e guarda con decisione all’innovazione tecnologica.

A Verona il marmo entra in città

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White Carrara

Tra gli elementi più interessanti annunciati in vista dell’edizione 2026 c’è il dialogo tra White Carrara e Marmomac & The City, il programma che ogni anno porta il design nel centro storico di Verona. Per la prossima edizione, la città scaligera ospiterà una serie di installazioni in marmo realizzate da aziende toscane e firmate da alcuni protagonisti del design contemporaneo: Ross Lovegrove, Antonio Aricò, Claudio Nardi e Fabio Novembre.
A questa costellazione di interventi si aggiungerà un’opera sviluppata con il Comune di Pietrasanta e firmata da Gustavo Vélez, a rafforzare ulteriormente il legame tra i luoghi che più rappresentano l’eccellenza artistica e produttiva della pietra naturale. L’idea è affascinante nella sua semplicità: portare il marmo fuori dai classici spazi espositivi e inserirlo nel tessuto urbano, dove possa incontrare cittadini, visitatori e progettisti in una dimensione diretta, quasi quotidiana, esprimendo la capacità di essere insieme memoria e contemporaneità.

THE BEDROCK, nuovo laboratorio culturale dedicato alla pietra

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The Bedrock, direzione artistica Giorgio Canale
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Carisma meterico di Raffello Galiotto
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La mostra C’era una volta il ‘cielo’ dell’architettura, curata da Giuseppe Fallacara

La sessantesima edizione di Marmomac segna anche l’avvio di una nuova identità culturale per la manifestazione. Nasce THE BEDROCK – Leading the Future of Natural Stone, lo spazio ospitato nel Padiglione 10 e pensato come piattaforma di ricerca, confronto e visione sul futuro della pietra naturale.

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La mostra Sulla Pietra di Joseph Grima

Il progetto curatoriale coinvolge quattro nomi di rilievo nel panorama dell’architettura e del design, tra cui Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara (le voci storiche), Davide Fabio Colaci e Joseph Grima (la nouvelle vague). Scelta che restituisce bene la direzione intrapresa, che va oltre alla semplice celebrazione del materiale, con un’indagine sulle sue possibilità espressive, tecniche e culturali.

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L’installazione Pantheon, realizzata con 60 materiali lapidei

Tra le installazioni più attese figura ‘Pantheon’, un’opera composta da sessanta materiali lapidei provenienti da tutto il mondo. Un gesto simbolico, che celebra la dimensione internazionale della manifestazione. Ma, soprattutto, un lavoro che ribadisce il concetto che la pietra naturale continua a essere un terreno fertile per il pensiero progettuale contemporaneo.

Innovazione e sostenibilità guidano il futuro della filiera

Se la dimensione estetica e culturale occupa un posto centrale, altrettanto importante è il tema della sostenibilità. Marmomac continua a investire in contenuti dedicati all’innovazione tecnologica, all’efficienza produttiva e alla crescita delle competenze, con l’obiettivo di accompagnare il comparto verso modelli più responsabili e consapevoli.
Tra le novità del 2026 debutta il Premio Internazionale Eccellenze Sostenibili, sviluppato con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Verona. Il riconoscimento intende valorizzare aziende, processi e progetti che si distinguono per la capacità di coniugare qualità, innovazione e riduzione dell’impatto ambientale. Un segnale importante, che riflette l’evoluzione di un settore chiamato oggi a rispondere non solo alle esigenze del mercato, ma anche a quelle di una progettazione più attenta e responsabile.
La sostenibilità, nel caso della pietra naturale, non è un tema accessorio: riguarda i processi, la filiera, il consumo delle risorse e il modo in cui il materiale viene immaginato nei progetti di architettura e design. Marmomac, da questo punto di vista, si conferma un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del settore.

Una celebrazione che guarda oltre

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Le Cave di Prun (Valpolicella)da dove si ricava la Pietra di Prun, segnata da tracce fossili

I sessant’anni di Marmomac, oltre a rappresentare un traguardo, è l’occasione per misurare la maturità di una manifestazione che ha saputo evolversi insieme al comparto che rappresenta. La fiera veronese resta un punto di riferimento internazionale, ma il suo valore oggi si misura anche nella capacità di costruire relazioni tra territori, di alimentare il dialogo tra industria e progetto, di dare forma a una narrazione contemporanea della pietra naturale. Verona, Carrara e Pietrasanta diventano così i poli di una geografia culturale che racconta l’Italia della materia, del saper fare e della visione. È una storia che parte da un sapere antico e arriva fino alle sperimentazioni del presente, con uno sguardo rivolto al futuro del design, dell’architettura e dello spazio pubblico.
In questa prospettiva, Marmomac è sì una fiera, ma anche un laboratorio di idee, un luogo in cui la pietra continua a rivelare la propria attualità, la propria forza espressiva e la propria capacità di interpretare il tempo presente.

La pietra ha una nuova voce: a Marmomac 2026 prende forma una visione intergenerazionale: foto e immagini