Gli appartamenti privati vanno in scena
Il desiderio di trasmettere sensazioni più autentiche ha portato molti brand e studi di interior design a scegliere appartamenti privati come sedi espositive temporanee. A seguire, l’esempio di cinque showroom dove si è respirata l’aria di casa durante la Milano Design Week.

Nel mondo del beauty il concetto di bellezza autentica imperversa da alcuni anni, a riflettere un desiderio collettivo di maggiore autenticità. Look artefatti e perfetti lasciano il posto a tendenze naturali, nel make-up, nei capelli, nello skincare. Questa stessa sensibilità si sta trasferendo in ambito design, apparentemente lontano anni luce dal mondo della bellezza, ma in realtà non così tanto. Ciò che scegliamo nei nostri spazi comunica il nostro stile di vita, le nostre esigenze. E quel desiderio di maggiore autenticità veste anche arredi e complementi. Non solo: per restituire un risultato più realistico, i brand e gli studi di interior design sempre più spesso scelgono di esporre in appartamenti privati, showroom temporanei dall’atmosfera calda e accogliente che valorizzano materiali e colori. La tendenza è stata tangibile all’ultima edizione della Milano Design Week, di cui raccontiamo cinque esempi interessanti.
H+O Apartment Gallery

Al terzo piano di via Solferino 11, Elisa Ossino e Josephine Akvama Hoffmeyer, direttrici creative e fondatrici di H+O, hanno ricavato un appartamento galleria, i cui spazi offrono l’ambiente giusto per condividere con altri designer e con il pubblico l’idea di interior di Elisa e Josephine. Per l’edizione 2023 della Milano Design Week qui è stata allestita la mostra intitolata Butterfly Effect, liberamente ispirata a una frase del film Fino alla fine del mondo di Wim Wenders: una riflessione su quanto l’impatto di piccoli fenomeni possa portare ad enormi effetti, che si rispecchiano nell’ambiente intorno a noi. In collaborazione con Muuto, V-Zug, Tubes, File Under Pop ed Elisa Ossino Studio, H+O ha trasformato l’appartamento settecentesco a Brera in un ambiente ricco di spunti sensoriali, che riflette scenari di vita quotidiana.
Utilizzando mobili, illuminazione e accessori Muuto, la mostra ha indagato l’impatto che elementi come colori, texture e forme possono avere sulle nostre vite. Mentre V-Zug ha offerto un’esperienza in cucina e Tubes ha contribuito portando nuove prospettive sulla percezione dei radiatori nello spazio abitativo. Lo scopo comune è il desiderio di stimolare riflessioni innovative ed esplorative, che vadano oltre la prima percezione di uno spazio o di un progetto.
Casa SEM

Siamo in via Borgazzi 4, a metà fra Porta Romana e Ticinese, all’interno di una dimora storica che affascina fin dall’ingresso. Qui SEM – private label nata nel 2018 per concretizzare l’esperienza nel retail e nel design di interni acquisita da Spotti fin dagli anni Cinquanta – allestisce ambienti raffinatissimi selezionando gli arredi del brand. Il progetto Casa Sem, infatti, nasce con l’idea di dare una dimora a tutte le collezioni Spotti, che diventano protagoniste all’interno di un unico ambiente domestico sofisticato e contemporaneo. All’ultima edizione della Milano Design Week, per esempio, la nuova collezione Néolithique ha presentato pezzi reinterpretati in una veste custom declinata in toni naturali.
L’allestimento firmato Motta Architecture ha scelto di tornare alle origini della materia: per i pezzi più iconici del catalogo sono stati selezionati solo materiali naturali, per valorizzarne le peculiarità attraverso un’estetica raw. Pezzi firmati da autori come Hannes Peer, Marcante Testa, Giuseppina Motta e Giacomo Moor per SEM hanno dialogato con tessuti Dedar, alcune lampade di Pietro Russo e una selezione di opere concesse da Edoardo Monti e A+B Gallery.
Casa Ornella

Molto più di una casa. L’appartamento in via Conca del Naviglio 10, nel distretto delle 5vie, è stato concepito da Maria Vittoria Paggini come uno spazio eclettico e caleidoscopico dove la sua visione creativa si concretizza fra le pareti di una casa privata (è la sua residenza a Milano), che è anche spazio espositivo, che è anche luogo di condivisione con altri designer e artisti. Ultimo, ma non meno importante, è un omaggio a una delle cantanti italiane più note di sempre, Ornella Vanoni, di cui la Paggini è appassionata. Porte aperte all’ultima edizione della Milano Design Week, la casa ha esposto pezzi della designer, brand emergenti nazionali e internazionali, opere d’arte esclusive in un susseguirsi di forme, tessuti, luci e materiali, accomunati da un fil rouge, il colore, espressivo ed emozionante.
Così commenta Maria Vittoria Paggini:
Credo nella casa che trasmette emozioni, una casa che vive e rivive, dove i colori seguono il ritmo degli stati d’animo. Mai un progetto fine a sè stesso, ma un percorso emotivo che ogni giorno ti ricorda che sei dentro il tuo viaggio.
Still Life – The Art of Living

Il titolo di questa mostra temporanea organizzata durante la Milano Design Week ne sintetizza bene gli intenti. Gabriel Tan – fondatore dello studio omonimo nonché direttore creativo del brand giapponese Ariake e di quello portoghese Origin Made – ha voluto inscenare il suo senso di intimità domestica. Per farlo, ha scelto il contesto più appropriato, ovvero la casa di una coppia milanese in un edificio del Novecento in via Tadino 2, a Porta Venezia, il cui fascino vissuto e autentico ha saputo accogliere al meglio l’interior selezionato. Fra gli altri, mobili di Ariake, oggetti da collezione artigianali di Origin Made, illuminazione in legno curvato di Secto Design, tappeti di produzione etiope di Sera Helsinki, tecnologia calma di mui e una nuova collaborazione tra l’azienda svedese di letti di lusso Duxiana e Ariake. Ciascuno di questi brand rappresenta un’eccellenza nel proprio campo, ma tutti condividono una comune dedizione all’arte del fare e una propensione per un modo di vivere più piacevole.
Echoes of Alchemy

La ricetta come progetto. La gastronomia, intesa come studio della relazione tra cultura e cibo, messa a confronto con artigianato e arte del costruire. Questi i punti di partenza della singolare mostra Echoes of Alchemy curata da Irthi Contemporary Crafts Council insieme allo studio Mr.Lawrence. Una riflessione sottile, attenta e inedita sul concetto allargato di ricetta, che diventa l’intersezione fra due mondi, il costruire e la cucina, solo apparentemente distanti. Scenario comune capace di rappresentare entrambi gli ambiti è la casa. Così nell’appartamento di via Correnti 14, nel distretto delle 5vie, sono stati disseminati tavoli in tutte le stanze, a supporto della ricerca condotta per questa iniziativa: ricette innovative ed esperienze culinarie curate da Casalinghe di Tokyo, personalizzate con una collezione di oggetti per la tavola e la cucina progettata da Studiopepe e dai designer di Irthi Contemporary Crafts Council. Una mostra dove lo spazio casa privata/showroom viene interpretato sotto una luce ancora diversa.