Due ristoranti dal design infuocato

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Lo chef stellato Dani García apre a Dubai due ristoranti signature. Filo conduttore è l’immaginario legato al fuoco, alla brace, all’affumicato.

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Una steakhouse e un ristorante stellato. Due destinazioni all’interno della stessa location, il St Regis Garden di Dubai, progettate dallo stesso studio. Si tratta delle due nuove proposte di ristorazione firmate dal gruppo Dani García, fondato nel 2014 dal famoso chef andaluso e che conta oltre 20 ristoranti in 6 Paesi. In Medio Oriente, dopo Doha in Qatar, ecco inaugurate recentemente le due nuove sedi che portano anche a Dubai la fama di Leña e Smoked Room.

Gli spazi sono firmati da Astet, studio con sede a Barcellona, fondato nel 2018 dagli architetti Ala Zreigat e Oscar Engroba. Specializzato in ospitalità, ristoranti e residenze private, ha ricevuto diversi riconoscimenti dal settore design, fra cui alcuni proprio per location realizzate in collaborazione con lo stesso chef García. A connotare i loro lavori è una particolare attenzione a texture e materiali, spesso messi in risalto da pezzi realizzati su misura, pensati per rimarcare la personalità dei singoli progetti.

Molto più di una steakhouse

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Da Leña la carne è la grande protagonista, da sperimentare in diversi metodi di cottura, come l’affumicatura e la grigliatura sulla brace. Una direzione dettata dal primo Leña, quello situato a Marbella e sempre a firma Astet, che fra parentesi ha ricevuto il premio come Best Overall Restaurant dai prestigiosi Restaurant & Bar Design Awards nel 2021.

Il focus pertanto è rivolto alla sinergia fra legno e fuoco, all’idea della brace e a tutto l’immaginario che ne consegue. Per questo il colore dominante è il nero, a evocare il legno carbonizzato, presente in mille sfumature su pareti, soffitti, pavimenti e mobili. Le tonalità sono create utilizzando una palette che si schiarisce o si attenua a seconda delle esigenze, sostenute dagli effetti prodotte da texture differenti.

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

I materiali sono prevalentemente naturali. Altamente scenografico è il soffitto, le cui sinuose doghe in frassino verniciato riproducono giochi di ombra e luci simili a quelli della brace. Il legno compare anche a pavimento, ma è nella grande parete intagliata all’ingresso che sorprende i visitatori con il suo eclettismo.

Il bancone del bar e gli sgabelli abbinati giocano con essenze di diverse texture e lavorazione, evocando un effetto affumicato, mentre il piano di lavoro è realizzato in pietra tropicale nera, coerente con il concept del ristorante.

I bagni si rivelano un altro ambiente ad alto tasso di sorpresa. A partire dal soffitto, impreziosito da una copertura scultorea in legno e specchio, per proseguire con il lavabo, un pezzo imponente realizzato in terrazzo marrone e nero, fino alla parete rivestita in ottone che accoglie l’illuminazione.

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Il bar esterno è concepito come una diramazione dell’interno. Le doghe si allungano fuori, creando una tettoia sinuosa che conduce l’occhio al bancone, realizzato con listoni in travertino per evocare lo stesso effetto di texture grezza del bar interno. Qui la palette cromatica dei materiali, in toni chiari dal beige al marrone del legno, contrasta con le tonalità profonde dell’interno.

Una stella per 14 coperti

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Anche Smoked Room al St Regis Garden di Dubai ha un fratello maggiore a due stelle in Europa. Sempre abbinato a un Leña e sempre firmato da Astet, si trova a Madrid ed è stato premiato come Global Winner nella categoria Small Space dei Restaurant & Bar Design Awards.

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La location a una stella di Dubai è famosa per il Fire Omakase, un menu degustazione di 15 portate in cui l’affumicato è il tema guida. Un’esperienza servita a soli 14 commensali, in uno spazio che riesce a coniugare minimal chic con un’atmosfera opulenta ed evocativa. L’accesso, per esempio, avviene attraverso un corridoio buio in cui sono invitanti archi luminosi a guidare verso l’ingresso.

Per gli interni, lo studio ha selezionato materiali grezzi come il mattone nero da alternare ad altri più ricchi come metalli, specchi e maglie di ottone: un mix sofisticato che suggerisce la magia dei riflessi e delle scintille del fuoco. Similmente, i pavimenti sono in legno e graniglia nera, coerenti con il concept.

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Con la sua forma semicircolare, la sala principale Omakase è quasi un anfiteatro da cui i 14 commensali possono godersi lo spettacolo della cucina a vista, soprattutto la fase di impiattamento, eseguita su piatti di ceramica di ispirazione giapponese. Tocco nipponico anche per il bancone in legno chiaro di acero, a contrasto con lo sfondo di mattoni scuri. Infine, il lampadario centrale cattura l’attenzione per la sua imponenza. I corpi illuminanti si alternano a finiture di ottone, in un agile gioco simmetrico che scivola verso la cucina collocata proprio sotto.

Due ristoranti dal design infuocato
Foto Francisco Nogueira

Arrivato il momento del dessert, ci si sposta in una zona più riservata e soffusa: sedute in velluto, pareti rivestite in legno e un’installazione particolarissima situata sul soffitto che genera un effetto quasi ipnotico, proprio come quando si osserva la legna crepitare nel camino.

 

Due ristoranti dal design infuocato: foto e immagini