Da custode del denaro a custode dell’ospitalità: Corinthia Rome, un tempo Palazzo della Banca d’Italia, oggi accoglie e si prende cura dei suoi ospiti

Autore:
Monica Zani
  • Giornalista
Tempo di lettura: 7 minuti

A Roma, nella storica Piazza del Parlamento, all’interno di un monumentale palazzo neoclassico, sorge il Corinthia Rome. Inaugurato a marzo, è il secondo indirizzo di proprietà della Reuben Brothers gestito dal gruppo internazionale Corinthia Hotel. Apre le porte all’interno dell’antica sede di rappresentanza della Banca d’Italia, trasformando un palazzo neoclassico del primo Novecento in una raffinata destinazione di ospitalità contemporanea, manifesto d’intenti per l’hôtellerie di lusso

ph. Jonathan Maloney, What The Fox Studio

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La hall
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La lobby

L’obiettivo non è stato soltanto preservare un edificio storico, ma reinterpretarne l’identità attraverso il linguaggio contemporaneo, dove architettura, arte, design e benessere convivono in misurato equilibrio. La filosofia ‘Grand-Boutique’, che contraddistingue il marchio Corinthia, trova qui una delle sue espressioni più complete: la monumentalità di un palazzo istituzionale si combina con la dimensione più intima e personalizzata di un boutique hotel, dando vita a spazi pensati per gli ospiti che desiderano vivere l’hotel come luogo di incontro, ristorazione e benessere.

Il recupero di un edificio, simbolo della Roma istituzionale

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La facciata originale

L’edificio che oggi ospita Corinthia Rome fu progettato dagli architetti Pio e Marcello Piacentini e costruito tra il 1913 e il 1921 come sede della Banca d’Italia. Affacciato su Piazza del Parlamento, a pochi passi dal Pantheon e dai Fori Imperiali, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura pubblica italiana del primo Novecento, espressione di un linguaggio classico reinterpretato in chiave monumentale per rappresentare la solidità delle istituzioni.
Il progetto di recupero, affidato allo studio GA Design, già autore di numerosi interventi per il Gruppo Corinthia, ha privilegiato un approccio conservativo, ma aperto all’inserimento di elementi contemporanei. L’intervento ha eliminato le trasformazioni accumulate nel corso dei decenni, riportando alla luce la configurazione originaria dell’edificio e valorizzandone il ricco patrimonio decorativo.

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Soffitto affrescato

Il lavoro è stato preceduto da un’approfondita ricerca storica e filologica che ha consentito di recuperare soffitti affrescati, cornici decorative, mosaici, stucchi, pavimentazioni e rivestimenti marmorei, restituendo continuità agli ambienti e riportando in evidenza dettagli rimasti nascosti nel tempo. Parallelamente, i nuovi inserimenti dialogano con l’esistente attraverso un linguaggio sobrio e contemporaneo, evitando sia il contrasto spettacolare, sia la ricostruzione mimetica.
Il risultato è un progetto che lascia emergere il carattere originario del palazzo, reinterpretandolo senza alterarne l’identità.

In dialogo tra storia e contemporaneità

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Una sala da bagno in marmo

Distribuito su circa 9.700 metri quadrati e sette livelli, Corinthia Rome dispone di 60 camere, tra cui 21 suite, oltre agli spazi dedicati alla ristorazione, al benessere e agli eventi. Alcuni degli ambienti più iconici dell’edificio, come il caveau dell’antica banca e la storica sala del Consiglio, sono stati recuperati e reinterpretati secondo nuove funzioni, diventando parte integrante dell’esperienza di soggiorno.
Ed è proprio la capacità di trasformare ambienti estremamente formali in spazi dedicati all’accoglienza e alla convivialità a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del progetto.
I grandi saloni conservano la loro imponenza, ma vengono alleggeriti da arredi contemporanei, materiali naturali e un progetto illuminotecnico studiato per valorizzare i dettagli architettonici senza alterarne la percezione.

L’arte contemporanea entra negli spazi dell’hotel

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L’ingresso della lobby con l’arazzo di Elisa Grezzani

L’intervento artistico, nasce come parte integrante del progetto architettonico; le opere accompagnano il percorso degli ospiti lungo gli spazi comuni, creando un confronto continuo tra la storia dell’edificio e la ricerca artistica contemporanea.
Un ritorno al mecenatismo di cui Roma è sempre stata fiera, commissionando ad artisti contemporanei la creazione di nuove opere, curato dalla società internazionale di consulenza artistica VISTO.
Tra le figure coinvolte, Elisa Grezzani, autrice del grande arazzo della lobby che rappresenta il fulcro della collezione, insieme a Francesca Longhini, Alice Faloretti e Maddalena Negrone. Accanto a queste opere trovano spazio anche studi preparatori e bozzetti, offrendo uno sguardo sul processo creativo e trasformando l’hotel in una galleria d’arte diffusa.

Interior design: eleganza senza ostentazione

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Una suite

L’interior design sviluppato da GA Design segue una filosofia precisa: valorizzare il carattere storico dell’edificio, senza rinunciare al comfort richiesto dall’hôtellerie contemporanea.
Le camere e le suite sono concepite come residenze private nel cuore di Roma. Soffitti alti, ampie finestre e proporzioni generose dialogano con materiali naturali, superfici lapidee, essenze lignee e tessuti dalle tonalità neutre, creando ambienti luminosi e rilassanti.

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La Junior suite
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Il bagno della Junior suite

L’intervento evita volutamente qualsiasi forma di eccesso decorativo. Il lusso viene espresso attraverso la qualità delle lavorazioni, la scelta dei materiali e l’attenzione ai dettagli, piuttosto che con soluzioni scenografiche.

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La suite Theodoli
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Una suite

Ogni suite interpreta questa filosofia con caratteristiche differenti: le Campo Marzio Suites si sviluppano su due livelli, offrendo spazi ampi e articolati; la Chigi Suite dispone di una terrazza privata con vista sui tetti della Capitale; l’Arte Suite rende omaggio alla collezione contemporanea ospitata dall’hotel, mentre l’Aurea Penthouse, ispirata alla Domus Aurea, propone un’esperienza esclusiva con una vista privilegiata sul centro storico.
L’antica Sala del Consiglio, un tempo cuore operativo della Banca d’Italia, oggi è stata reinterpretata come Theodoli Heritage Suite, una delle suite più rappresentative dell’intero progetto e che conserva intatto il fascino della sua storia, grazie al recupero degli apparati decorativi originali, tra cui gli affreschi realizzati negli anni Venti da Giulio Bargellini e il grande soffitto dipinto da Guglielmo Janni.

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Superior suite
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Il bagno della Superior suite

Il caveau diventa una spa ispirata alle antiche terme

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La piscina della spa, ricavata dal caveau della Banca d’Italia

Tra gli interventi più suggestivi dell’intero progetto spicca la trasformazione in centro benessere dell’antico caveau della Banca d’Italia. La spa reinterpreta la tradizione delle terme romane attraverso un percorso caratterizzato da acqua, luce soffusa, pietra naturale e materiali minerali, costruendo un’atmosfera raccolta e silenziosa. I trattamenti sono sviluppati in collaborazione con Seed to Skin e 111Skin London, combinando ricerca scientifica, cosmetica avanzata e ingredienti botanici italiani in percorsi personalizzati.

La cucina di Carlo Cracco completa il nuovo progetto di ospitalità

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Il ristorante Viride

L’inaugurazione del Corinthia Rome segna anche l’arrivo di un nuovo indirizzo gastronomico nella Capitale. Qui lo chef Carlo Cracco ha scelto infatti di aprire il suo primo progetto romano, il ristorante fine dining Viride, affacciato sulla corte interna, dove la cucina italiana contemporanea viene reinterpretata attraverso ingredienti stagionali, materie prime selezionate e una ricerca costante dell’essenzialità.


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Il ristorante La Piazzetta

Accanto al ristorante gourmet trova spazio La Piazzetta, concepita come un ambiente informale che richiama il valore della convivialità tipico della cultura romana, mentre Ocra Bar propone un’atmosfera più intima per l’aperitivo e il dopo cena. Materiali ricercati, luci soffuse e un interior design elegante contribuiscono a creare uno spazio che richiama il fascino dei grandi hotel internazionali.

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Ocra Bar

Sia i ristoranti, sia il bar sono luoghi aperti alla città e per trasformare l’edificio storico in un nuovo punto di riferimento per la ristorazione e la socialità nel centro della Capitale.

Da custode del denaro a custode dell’ospitalità: Corinthia Rome, un tempo Palazzo della Banca d’Italia, oggi accoglie e si prende cura dei suoi ospiti: foto e immagini