Casa Naman, Roma. Dove la Dolce Vita non è mai finita
Nel cuore di Piazza di Spagna, all’interno di un palazzo settecentesco affacciato sulla Scalinata di Trinità dei Monti, da sempre immortalata dal cinema internazionale – da Vacanze Romane a La Grande Bellezza a Mission Impossible – questa residenza privata “divisa in tre” reinterpreta l’abitare romano tra memoria storica, design contemporaneo e un’idea di lusso fatta di misura e riservatezza.

A Roma esistono luoghi preziosi che appartengono alla memoria della città. All’angolo tra Piazza di Spagna e la Scalinata di Trinità dei Monti, l’insegna in pietra datata 1893 del Babington’s Tea Room ne è la prova. È proprio lì, nello stesso edificio della storica sala da tè – nell’Ottocento frequentata dal Lord Byron come da Turner – che si scopre Casa Naman, una residenza del tutto nuova che invita a osservare Roma da un punto di vista privilegiato, sospeso tra monumentalità urbana e dimensione domestica.

Siamo al civico 23 di Piazza di Spagna, all’interno di uno dei palazzi più suggestivi della piazza. Qui l’idea di ospitalità si emancipa dai codici del lusso convenzionale per assumere una dimensione più colta e misurata. Più che una dimora esclusiva, Casa Naman si configura come una dichiarazione d’intenti: vivere Roma come se si fosse a casa propria, in spazi dove l’architettura dialoga con l’anima stratificata della città e l’interior design diventa strumento di racconto.

Il progetto porta la firma di 13.1 Architecture & Decor, lo studio milanese fondato da Filippo Fiora e Federico Sigali, e prende forma all’interno di un palazzo settecentesco restaurato con grande sensibilità. L’obiettivo è chiaro fin da subito:
restituire l’identità storica della città in chiave attuale, senza imitazioni ma con evocazioni preziose dei suoi fasti iconografici
come spiegano i due architetti. L’intervento, calibrato su un principio della leggerezza, ha conservato il carattere monumentale dell’edificio, rendendolo però pienamente abitabile oggi. L’idea di ospitalità su misura, in cui il lusso non ha bisogno di dichiararsi, si percepisce nella qualità degli spazi, nel comfort silenzioso e in quella riservatezza che qui diventa il vero valore aggiunto.

Pensata dagli imprenditori Joshua e Gabriel Naman, fondatori di Naman Hotellerie, Casa Naman si articola in tre appartamenti indipendenti – Janus, Aeneas e Vesta in onore ai miti romani – ciascuno affacciato sulla Scalinata di Trinità dei Monti e su Piazza di Spagna, come se la città entrasse naturalmente negli spazi abitativi, diventandone parte integrante. Servizi personalizzati, chef privati, esperienze wellness, yoga sull’altana panoramica, concierge dedicato, nanny service e persino pet kit personalizzati completano l’esperienza: qui il soggiorno assomiglia più a una vita temporanea romana che a una semplice permanenza.
Un progetto che ascolta Roma

Il progetto nasce da un dialogo raffinato con lo spirito di Roma che viene evocato nei dettagli, senza bisogno di citazioni dirette. I volumi originari sono stati preservati, così come le proporzioni e l’altezza dei soffitti, mentre le funzioni contemporanee come cucine e bagni privati si integrano senza mai tradire l’identità dell’edificio.

A ispirare la palette cromatica, fatta di tonalità calde e luminose, sono le superfici nobili dei palazzi romani: intonaci materici, rossi profondi, verdi intensi che rimandano alle ville patrizie, legni naturali e marmi locali. Ogni ambiente restituisce una sensazione di eleganza autentica, mai ostentata. Gli arredi, in gran parte disegnati su misura dallo studio, sono stati realizzati da eccellenze artigiane italiane come Conte Casa, mentre le lavorazioni marmoree e lignee portano la firma di maestranze romane selezionate per la loro capacità di interpretare il progetto con precisione sartoriale.
L’arte come racconto stratificato

E’ indubbio che entrando in Casa Naman ci si ritrovi a viaggiare nel tempo. All’ingresso, una sorta di gipsoteca ideale – composta da busti, bassorilievi e frammenti scultorei – evoca la Roma Imperiale e dialoga con opere contemporanee selezionate in collaborazione con la Galleria Mucciaccia di Roma. L’occhio cade sui lavori di Pizzi Cannella, artista romano di fama internazionale, che con la sua presenza discreta ma riconoscibile crea un fil rouge visivo lungo tutti gli ambienti. L’arte, qui, non è mai un semplice sfondo: entra nel racconto della casa, ne definisce il ritmo e contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa, che caratterizza tutti e tre gli appartamenti.
Tre appartamenti, tre modi di abitare Roma

Janus, al terzo piano, è l’appartamento della soglia e della trasformazione. I suoi 93 metri quadrati sono pensati per due ospiti e si aprono su ampie finestre a tutta altezza e su un terrazzino privato affacciato sulla Scalinata. All’interno, colonne in porfido rosso, superfici specchiate e una cucina in acciaio con dettagli dorati costruiscono un dialogo elegante tra classicità e contemporaneità. Qui si dorme nella suggestiva “stanza del cardinale” con il bagno in marmo verde Alpi, avvolti da un senso di quiete rara, quasi monastica.

Aeneas, sempre al terzo piano, è la residenza più ampia e celebrativa. Con i suoi 129 metri quadrati, offre una zona living scenografica da cui lo sguardo si perde sui tetti di Roma, in una sequenza visiva che attraversa secoli di storia. La cucina combina acciaio lucido e marmo Calacatta Gold, mentre gli arredi raccontano un gusto colto e stratificato: un arazzo ottocentesco, un’opera di Pizzi Cannella, un grande tavolo in legno. Le due camere da letto e i bagni, rivestiti in marmi preziosi come il Rosso Levanto e il travertino, celebrano la monumentalità romana senza rinunciare all’intimità.

Vesta, al quarto piano, è forse l’appartamento più intimo e poetico. I suoi 89 metri quadrati, con sottotetti inclinati e luce naturale diffusa, evocano l’idea di rifugio domestico. I tessuti Dedar, i marmi selezionati e gli affacci sorprendenti sulla Scalinata costruiscono un’atmosfera calda, accogliente, profondamente romana. La vista diventa scenografia quotidiana, parte di un vivere lento e consapevole.
Otium: il lusso della contemplazione

All’ultimo piano, Otium rappresenta il cuore filosofico del progetto. Sauna, bagno turco e un’altana panoramica reinterpretano il concetto romano di otium come tempo dedicato allo spirito. Dalla terrazza, lo sguardo abbraccia Piazza di Spagna, Villa Medici, l’Altare della Patria e il disegno irregolare dei tetti romani. È un luogo perfetto dove concedersi un caffè o un calice di vino, per un momento tutto per sé, di pura contemplazione.

Con questo progetto, Joshua e Gabriel Naman aggiungono un tassello importante al percorso di Naman Hotellerie, portando la loro visione di ospitalità a un livello ancora più esclusivo. Casa Naman è una casa, prima di tutto: una casa che guarda Roma dall’alto, con rispetto, intelligenza e la rara capacità di trasformare la bellezza in esperienza quotidiana.