Da archeologia industriale a loft di carattere

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 6 minuti

Loft, l’open space di 162 mq progettato dallo studio este’r partner nell’ex Mulino Gizella di Budapest, risveglia la memoria industriale dell’edificio con accenti contemporanei e un’accoglienza funzionale e chic, con un sapore esclusivo

Da archeologia industriale a loft di carattere
Ex Mulino Gizella

Da mulino, a ufficio, a loft di indubbia eleganza. Una vera sfida progettuale quella dello studio di architettura e interior design este’r partner che, partendo dalla memoria industriale di un edificio storico di Budapest, il leggendario Mulino Gizella nel IX distretto della capitale ungherese, ha saputo creare un loft di carattere. La richiesta del proprietario era chiara: un interno essenziale e sobrio, in sintonia con la natura del loft, ma capace di distinguersi dagli altri ambienti dello stesso edificio. L’obiettivo? Dare personalità senza eccessi, con dettagli discreti, ma incisivi.

Un loft tra i loft: stesso scheletro, anima diversa

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Gizella Malom

Costruito nel 1879 e trasformato in magazzino all’inizio degli anni 2000, il Mulino Gizella, un’icona della Budapest ottocentesca in zona Soroksári út, è stato oggetto di una profonda riqualificazione che ne ha preservato solo la struttura esterna. Oggi Gizella Malom ospita uffici, una galleria d’arte contemporanea e più di 130 appartamenti. Loft, di nome e di fatto, è un open space di 162 mq, nato dalla totale riconversione di un ufficio su due livelli in residenza privata dal sapore unico.

Da archeologia industriale a loft di carattere
Loft, appartamento su due piani

La memoria industriale dell’edificio emerge nei dettagli autentici, nei mattoni grezzi, nelle ampie altezze. All’interno, però, tutto parla un linguaggio nuovo: sobrio, essenziale, sofisticato. La bellezza grezza si contrappone agli elementi moderni e il fascino rustico si amplifica in un’atmosfera chic che fa dell’apparente cortocircuito estetico il suo punto di forza. Entrare in questo appartamento, infatti, significa varcare una soglia invisibile tra passato e presente.

Luce e geometria: un dialogo essenziale

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Loft, ingresso e zona giorno

Dall’ingresso si accede subito alla zona giorno, un ampio living dove si ricrea la convivialità tipica dei loft newyorkesi, ma con un’anima tutta europea. Il divano, ampio e rigoroso, esplicita il suo invito a rilassarsi allungandosi nella stanza, mentre il maxi schermo integrato nella parete amplifica la sensazione di comfort con un effetto home cinema. Il mood è decisamente rilassante: il legno naturale dei pavimenti, le pareti in mattoni, la palette cromatica dalle tonalità neutre scaldano l’atmosfera esaltando l’anima industriale dell’edificio, mentre l’illuminazione integrata sottolinea volumi e texture materiche con discrezione. “La progettazione della luce nel soggiorno è stata una delle sfide più affascinanti” racconta l’architetta Eszter Radnóczy, titolare dello studio. “Abbiamo sostituito le vecchie lampade industriali con soluzioni leggere e ariose, che di solito non possiamo usare nelle abitazioni per via dei soffitti bassi. Qui, invece, diventano quasi invisibili, fondendosi con l’architettura.” L’illuminazione, infatti, segue un approccio minimalista, trasformandosi in un elemento architettonico a tutti gli effetti. Nel soggiorno, una sospensione lineare spezzata si fonde con il muro di mattoni, senza essere disturbata da prese e interruttori, spostati a pavimento, mentre un tappeto luminoso attraversa il soffitto della sala interna.

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Loft, cucina

Accanto al living, la cucina è progettata con rigore essenziale: un’isola centrale fa da fulcro funzionale e conviviale, mentre i piani di lavoro sono un continuum con le pareti, mantenendo una pulizia visiva assoluta. Qui il minimalismo non è un esercizio di stile, ma una scelta precisa che lascia siano gli spazi a parlare.

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Loft, scala a chiocciola

Dalla grande scala a chiocciola in metallo, originaria dell’edificio, si arriva alla zona notte, un ambiente che gioca con la dualità tra apertura e privacy. La luce filtra dalle strategiche pareti in vetro, mentre il sistema di pannelli a persiana che sostituisce le precedenti balaustre, garantisce la giusta intimità senza chiudere lo spazio e il letto, posizionato accanto alla piccola finestra, offre una vista panoramica sul Danubio.

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Loft, camera da letto con vista

Anche il corridoio con armadi segue la stessa logica, giocando con superfici trasparenti per lasciar filtrare la luce naturale, fino ad arrivare allo studio interno.

Il gioco di volumi e trasparenze

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Loft, bagno con doccia walk in

Superfici in cemento cerato, dettagli in ottone, pareti riflettenti definiscono gli stessi canoni progettuali anche in bagno, dove spicca una grande doccia walk-in con vetro fumé, in un’atmosfera soffusa a tutto benessere.

Ogni elemento esiste per dare senso allo spazio, ogni scelta è un dialogo tra estetica e funzionalità, che non lascia nulla al caso. Dalla scala a chiocciola originale, conservata e valorizzata per la sua funzione scultorea, al restauro del muro di mattoni, che torna a vivere con la sua texture imperfetta e affascinante; dagli armadi nascosti che sembrano pareti, ai contenitori a specchio che moltiplicano la luce. Nessun eccesso, nessun fronzolo.

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Loft, piano superiore

“Abbiamo lavorato con l’anima dell’edificio, con la sua storia e la sua struttura” conclude Eszter Radnóczy. “L’obiettivo non era snaturarlo, ma farlo evolvere. Creare un rifugio sofisticato e accogliente, dove il rigore industriale si fonde con il calore di una casa.”

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Loft, interno piano terra

Un progetto ambizioso che si è misurato con le difficoltà di uno spazio privo di finestre frontali, ma con una bellezza naturale da preservare assolutamente. La risposta si legge nelle trasparenze, nei materiali che dialogano tra loro, nelle connessioni visive che rendono tutto fluido e armonioso e raccontano la storia dell’edificio senza nostalgie, ma con la consapevolezza di chi sa che il vero lusso è la semplicità. La luce naturale attraversa gli spazi, scivola lungo le pareti vetrate, esalta i volumi e ne definisce la geometria.

Più che una semplice ristrutturazione, questa è una storia di trasformazione. Si viaggia nella memoria di un luogo storico e suggestivo e si vive, magicamente tutta la libertà di un open space, senza rinunciare alla funzionalità di una residenza moderna e senza tempo.