Collezione Peggy Guggenheim: design solidale per una maggior inclusione

Con il ricavato della vendita benefica di un’opera in ceramica della designer Elena Salmistraro, Florim sostiene la politica di inclusione del museo Guggenheim di Venezia e un nuovo catalogo Braille per il percorso tattile.

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La capsule collection Hotel Chimera di Cedit, Photo @Vanni Borghi

Non è solo il mondo della moda ad essere sensibile alla filantropia. L’azienda ceramica Florim, parte del gruppo di sostegno socio culturale della prestigiosa Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha recentemente venduto una collezione speciale, andata subito sold out, il cui ricavato ha finanziato un nuovo kit di catalogo Braille per ampliare l’esperienza di visita al museo a non vedenti e ipovedenti.

In questo modo la nota istituzione veneziana estende il suo programma di percorsi tattili confermando l’attenzione verso gli aspetti dell’inclusività e della partecipazione, anche attraverso il design.

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una formella della collezione esposta al museo, Photo © FEI XU

Un museo per tutti

Inclusività e bisogni educativi speciali devono sempre più entrare a far parte dei programmi culturali di musei e collezioni. È quanto dal 2015 sta facendo la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, visitata annualmente da grandi numeri di persone, che con il progetto “Doppio senso.

Percorsi tattili alla “Collezione Peggy Guggenheim”, ha avviato un percorso di accessibilità rivolto a bambini non vedenti e ipovedenti. Questi ultimi possono comprendere alcuni capolavori della collezione grazie allo loro riproduzione in resina con matrice realizzata a mano presso il centro del Materiale didattico della Fondazione Istituto ciechi di Milano.

A causa della pandemia negli ultimi anni il progetto ha subito un rallentamento ma grazie al contributo dell’azienda ceramica Florim è stato ripreso con la novità del catalogo tattile.

Un catalogo da toccare

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catalogo tattile, Photo © FEI XU

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Da metà settembre, infatti, il museo offre anche un vero e proprio catalogo che raccoglie le riproduzioni tattili di alcune opere nella collezione accompagnate dalle schede tecniche descrittive (sia in italiano che in inglese) redatte in Braille.

Si tratta di un kit gratuitamente disponibile presso la biglietteria a supporto di una visita da condurre in totale autonomia e che si affianca alla possibilità, inoltre, di esplorare in originale delle sculture di Max Ernst e Alberto Giacometti in seguito alla valutazione sullo stato di conservazione delle opere e della loro leggibilità al tatto.

Lo scopo è di rendere il museo sempre più a misura di tutti come afferma la direttrice della Collezione Karole P. B. Vail:

un percorso teso alla formazione di una comunità sempre più ampia e partecipe alla vita museale e finalizzato dunque alla diffusione dell’arte moderna, nonché alla promozione del ruolo sociale ed educativo del museo stesso.

Mecenatismo contemporaneo

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Opera di Mimmo Paladino davanti alla sede dell’azienda

Dietro al nuovo progetto per il percorso tattile c’è il sostegno di una nota industria ceramica italiana internazionalmente conosciuta, Florim, la prima ad essere Società Benefit e unica al mondo Certificata B Corp. L’azienda, che ha fatto della sostenibilità la sua chiave di sviluppo, ha preso parte dal 2015 di Guggenheim Intrapresæ, un progetto di corporate membership con il quale, insieme ad altre undici imprese, offre sostegno culturale e sociale al museo.

Proprio alla luce di questa importante collaborazione, e della condivisione di valori quali sostenibilità e inclusione, Florim ha deciso di sostenere il progetto e attraverso il marchio CEDIT – Ceramiche d’Italia ha messo all’asta “Hotel Chimera”, un’opera d’arte della designer Elena Salmistraro, composta da ottanta pezzi unici in ceramica, il cui ricavato di vendita è andato interamente a sostegno del progetto Doppio Senso.

Per Florim (dove l’arte è di casa, ospitata nella Florim Gallery di Fiorano Modenese, spazio di eventi e presentazione di prodotti) l’arte e la bellezza possano essere alla portata di tutti, anche dei più deboli. Come sostiene il presidente Claudio Lucchese. Orgogliosa di aver preso parte al progetto, l’azienda conferma l’importanza perciò della relazione tra impresa e museo, arte e design.

Un puzzle ceramico iperdecorativo

Hotel Chimera è una composizione di venti metri quadrati realizzata da ottanta moduli di gres porcellanato decorato, della misura di 40×60 cm: ognuno è un un’opera a sé stante, un pezzo numerato e firmato a mano, uno ad uno, da Elena Salmistraro. L’installazione (da cui la capsule collection) è stata realizzata l’anno scorso per Cedit durante la Design Week e riprende graficamente un’illustrazione usata nell’allestimento della collezione Chimera, disegnata sempre dalla stessa progettista nel 2020.

Il nome evoca quello mitologico della Chimera, il cui corpo era composto di animali diversi, come sono i motivi decorativi del “puzzle”, o murales ceramico, che nella versione veneziana  è arricchito da una variante cromatica. Per la sua autrice, abituata a contaminare la sua produzione progettuale di segni attinti al mondo dell’arte:

il progetto Chimera si colloca perfettamente a metà tra arte ed industria

in questo caso scomponendosi in lastre/dipinto per una buona causa.

Arte e design solidale: foto e immagini

Con il ricavato della vendita benefica di un’opera in ceramica della designer Elena Salmistraro, l’azienda Florim sostiene la politica di inclusione del museo Guggenheim di Venezia e un nuovo catalogo Braille per il suo percorso tattile.