Abitare con arte: Case Museo davvero speciali
Due Case Museo, idealmente collegate da una pianta circolare e avvolgente, mettono in relazione arte, design, architettura. Riscopriamo Casa Museo Remo Brindisi, a Lido di Spina, e la recente Casa Molinario Colombari a Milano.

Una casa museo incarna la personalità di chi l’ha voluta e abitata, conserva le sue memorie e in alcuni casi anche le opere. Si tratta comunque sempre di un importante lascito alla posterità che nel caso delle due case qui illustrate parla ai conoscitori del design che si possono immergere in due contesti completamente differenti, per epoche e stili, e geograficamente parlando. Un ideale itinerario per appassionati che Pianeta Design proseguirà anche nei prossimi mesi.

La Casa Museo Molinario Colombari
La Casa Museo di Ettore Molinario e Rossella Colombari aprirà le sue porte nel quartiere Isola di Milano il cinque febbraio. Nasce dalla volontà della coppia – lui uomo di finanza, ma soprattutto da trent’anni collezionista di fotografia e scultura dell’India e del sud est asiatico; lei nota gallerista di design e appassionata di architettura d’interni – di avere una casa dove poter vivere e al contempo mostrare e conservare le amate collezioni.
Due energie all’apparenza lontane – dichiara la coppia – qualcuno direbbe inconciliabili, e invece proprio nell’invenzione della Casa Museo, nel suo vederla crescere giorno per giorno, dal guscio all’allestimento, ci siamo misurati, confrontati, amati.
Una casa-isola, non solo perché nasce a Milano nel quartiere Isola dalla profonda ristrutturazione della fabbrica novecentesca di argentieri Vavassori ma perché instaura un dialogo sentimentale tra architettura, fotografia, design, scultura.
Qui, in ben 1000 mq. di superficie espositiva si sono riuniti insieme gli interventi di Lazzarini Pickering Architetti, per il progetto architettonico, la stessa Rossella Colombari per le scelte connesse all’interior design, e l’Atelier Lavit di Parigi per il progetto del cortile d’ingresso, un luogo di incontro e di scambio con tre grandi strutture in lamiera metallica per sedersi.
Dell’interno colpisce da subito il concetto del grande cerchio che ritma gli spazi della casa, imprimendo un movimento armonioso dall’area dei divani – destinati al pubblico che parteciperà agli eventi culturali che verranno condivisi con la città – al giro scale, con le opere appese o disposte tutto l’intorno (ci sono 600 fotografie di cui una parte esposte).
Il gesto circolare e avvolgente incontra la richiesta della committenza di un unico grande spazio fluido, domestico, espositivo, teatrale. Parte dello spazio, di grande altezza, è stato soppalcato e contiene tutte le funzioni dell’abitare con gli ambienti, come la zona notte, chiusi con porte a scomparsa o con sontuose tende in velluto viola. Le pareti, le lunghe mensole, la passerella e la sua balaustra costituiscono i luoghi dell’esposizione di foto e sculture, il resto è punteggiato dall’importante collezione di design funzionale alle esigenze di arredo.

Qui che entra in gioco l’expertise di Rossella Colombari nel creare uno spazio armonico a partire dal colore e dai materiali in continuità con le opere d’arte.
La Casa Museo, vera chicca per appassionati del genere, presenta diversi pezzi di design storico realizzati da alcuni dei più importanti architetti italiani e stranieri del XX secolo, tra questi oltre all’amato Carlo Mollino, Carlo Scarpa, Melchiorre Bega, Ignazio Gardella, Luigi Caccia Dominioni, Osvaldo Borsani, Joseph Hoffmann, Carlo Bugatti, Eugenio & Mario Quarti, Studio BBPR, Gio Ponti, Antonia Campi.
Casa Museo Remo Brindisi

Conosciuta anche come “Museo Alternativo” questa interessante architettura in una località marittima dell’Adriatico fu voluta dall’artista Remo Brindisi che ne chiese il progetto all’amica architetto e designer Nanda Vigo. Tra le protagoniste di quella felice stagione progettuale e anch’essa artista. La casa-museo venne aperta nel 1973 e, secondo le intenzioni di Brindisi, qui l’opera d’arte come l’architettura e gli elementi di arredo dovevano interagire assieme in un’osmosi. Così fu immaginato questo grande spazio multiuso, dove era possibile vivere, lavorare ed esporre.
La riscoperta del luogo, certamente non dimenticato, avviene recentemente anche grazie al brand di arredi Adrenalina che in occasione della Milano Design Week 2024 ha presentato un progetto espositivo a cura Debonademeo Studio “Adrenalina Incontra Casa Museo Remo Brindisi”. Un progetto culturale con una serie di gigantografie in bianco e nero scattate nella casa museo e una selezione di sedute storiche del brand vestite di bianco per evocare lo spazio della casa manifesto.
La scelta della casa Museo Remo Brindisi – raccontano i soci di Debonademeo Studio, art director del brand – è un luogo affascinante e poco conosciuto, in cui architettura e elementi di arredo interagiscono in una osmosi che consente una veduta d’insieme che ci è parsa automatica per illustrare le collezioni di imbottiti di un marchio che nel DNA ha inscritto dinamismo e futurismo.
Gli arredi includono la nuova poltrona Nubia, di Debonademeo Studio, la poltrona Lov e Atina, pezzi storici disegnati da Simone Micheli tra le 1.100 opere che costituiscono la collezione permanente con opere di Giacomo Balla, Lucio Fontana, Arturo Martini, Giò Pomodoro ma anche arredi originali di Bruno Munari, Achille Castiglioni, Pio Manzù, Vico Magistretti, Gio Colombo.

Nell’edificio, a struttura cilindrica, un’importante scala elicoidale conduce ai vari piani e spazi espositivi, tra grandi pareti a specchio, effetti ottici e prospettici esaltati dall’uso del rivestimento in piastrelle bianche. Qui le opere dialogano tra di loro perché, come la stessa Nanda Vigo scrisse, si dovevano soddisfare almeno tre presunte condizioni di inserimento: la collezione permanente di quadri e opere grafiche, quello nell’architettura e gli spazi per le mostre temporanee.

Condizioni mantenute anche oggi con la casa museo aperta nella bella stagione, da visitare sul filo del ricordo di chi l’ha vissuta come Nicoletta Grande, nipote del maestro:
Gli spazi condivisi erano particolarmente interessanti: la zona pranzo con il lungo tavolo, la grande cucina con la dispensa e il bancone bar, la zona per guardare la TV, il salotto circolare di pelo nero, erano sempre brulicanti di vita, di persone di famiglia, amici, artisti.







