C’è chi scende e c’è chi sale: scale e miniascensori
Una recente ricerca sugli stili abitativi degli italiani spiega come abitare in una casa a due piani rappresenta una delle scelte residenziali più affascinanti e versatili. In questo contesto, scale e miniascensori si rivelano decisivi per la progettazione.

Che si tratti di una villetta con giardino, di un duplex o di un appartamento con soppalco più della metà degli intervistati apprezza la separazione tra zona giorno al piano terra e zona notte al piano superiore, per questioni di autonomia e privacy, anche in relazione allo smart working. Alla presenza delle scale, sia che si tratti di interventi in situ sia in caso di soluzioni modulari, si affiancano i miniascensori domestici sempre più versatili e utili non solo per persone disabili o con difficoltà motorie, ma anche preferiti per esigenze di mobilità e comodità. Ne vediamo alcuni esempi.

I miniascensori domestici adatti a tutti
Le scale possono rappresentare, in certe condizioni, una delle principali barriere architettoniche per chi abita su più livelli. Il miniascensore domestico diventa così un elemento di arredo che arricchisce sia esteticamente che funzionalmente gli spazi preesistenti, prevenendo esigenze di mobilità future.

La gamma di Uplifts Stannah
Stannah è un’azienda con 150 anni di esperienza nelle soluzioni elevative, particolarmente nota nel nostro paese per le soluzioni di montascale e servoscale. Per muoversi in fluidità e sicurezza all’interno della casa la sua proposta di miniascensori, personalizzabili, si avvicina a qualsiasi esigenza, residenziale o collettiva.
Siamo oggi orgogliosi di portare sul mercato un prodotto rivoluzionario come gli Uplifts by Stannah, per elevare e personalizzare l’idea degli homelift, ridefinendo il modo di muoversi su e giù per la casa
dichiara Giovanni Messina, Director of Southern Europe
Due le versioni: una più compatta e dal minimo ingombro grazie alle sue guide posizionate contro la parete, che può ospitare una o due persone in piedi. L’altra adatta fino a tre persone in piedi o una persona in sedia a rotelle, con il plus di potere optare per una doppia porta su due lati, ottimale per salire su un pianerottolo.
Nella cabina, dai profili curvilinei, per inserirsi anche negli ambienti più tradizionali, una luce nella parte superiore e inferiore offre sicurezza e piacevolezza d’uso. I modelli sono personalizzabili nei dettagli, dal corrimano al sedile o una panca per il massimo comfort, e negli accessori: appendiabiti, tasca porta-oggetti.

Aritco HomeLift
Progettato dal designer Alexander Lervik, per l’azienda svedese Aritco – distribuita in Italia dall’italiana Vimec, leader nel settore della mobilità pubblica e domestica – è un elevatore residenziale, pluripremiato, che si contraddistingue per i suoi comandi intuitivi ed ergonomici. Si aziona ruotando e premendo un anello in acciaio inossidabile progettato nell’impugnatura, in modo facile e intuitivo. Precise funzionalità e connettività digitali, quindi, garantiscono il sicuro utilizzo per tutti e in tutte le situazioni. Anche qui le possibilità di customizzazione permettono di ottenere soluzioni allineate allo stile dell’interior in modo da integrarsi nello spazio abitativo. Aritco è costituito da una piattaforma a L la cui parete verticale è realizzata in vetro acrilico resistente ai graffi e retroilluminata con una luce LED bianca o colorata. La parete è personalizzabile con diversi fondali grafici, come nella versione speciale Fairytale, vista all’ultima Design Week milanese e parte di un’ambientazione fiabesca, ispirata all’immaginario della mitologia e alla letteratura tradizionale nordica.

Scale protagoniste dell’interior
Che si tratti di un restauro conservativo o di un intervento ex novo, l’inserimento di una scala in un interno lascia sempre all’architetto un grado di libertà espressivo che regala alla scala il protagonismo di un elemento di scena.

Un elemento architettonico su misura
La scala in ferro grezzo è il punto focale della residenza privata Capolago 12 progettata da Luca Remigio con il suo team di Remigio Architects.
Caratterizza l’edificio residenziale, disposto su quattro piani, unendo l’ingresso fino alla terrazza componendosi di 6 rampe e 69 gradini, realizzati in blocchi di porfido, estratto e lavorato in Val Camonica, e inseriti con incastri millimetrici con una inusuale “incastonatura” a secco. La tecnica prevede che la scala sia disegnata e prodotta presso i vari artigiani, per poi essere trasportata in cantiere a assemblata sul posto.
Altro elemento guida del progetto è la sua illuminazione: il gesso a forma concava permette di creare giochi ad effetto e tagli di “luce su misura” che variano a seconda dell’inclinazione e delle diverse ore della giornata. Un accorgimento progettuale che favorisce continuità e verticalità al corpo della scala. E la decisione di togliere l’alzata e di creare il sotto gradino curvo permette alla luce naturale di penetrare dalla grande finestra illuminando tutto l’interno della dimora, evidenziando anche i solai stessi della scala.

La voluta di Rizzi Scale
L’azienda vicentina Rizzi Scale ha dato un contributo fondamentale collaborando nella ristrutturazione di Casa Tai, un edificio terratetto a Sesto Fiorentino dell’architetto David Bertuccelli di Firenze. L’edificio, originariamente composto da due piani e da una soffitta abitabile, è stato completamente svuotato, lasciando solo le mura perimetrali. La decisione ha consentito la riconfigurazione del layout interno ricavando uno spazio dispensa al piano terra e un terzo bagno al piano primo oltre alla ricollocazione strategica della scala, ora protagonista nella trasformazione.
La scala elicoidale è diventata elemento distintivo non solo per la sua notevole dimensione in pianta, visto il diametro di due metri, ma soprattutto per la capacità di ottimizzare lo spazio interno collegando verticalmente i tre piani. La scelta della sua tipologia ha permesso di creare un cono di luce che, partendo dai lucernari della soffitta, permea attraverso i piani fino al livello terra, migliorando certamente la luminosità interna e conferendo altresì all’abitazione un’atmosfera aperta e ariosa.
Realizzata con finitura esterna in gesso verniciato a smalto, ha pedate e alzate in micro- resina, mentre corrimano e balaustra in ferro verniciato a smalto ne completano l’estetica, rendendola sicura senza compromettere lo stile complessivo.

Valore simbolico
Elemento chiave del recente allestimento dell’Ajman Ruler’s Court negli Emirati Arabi Uniti è la scala centrale che prende spunto dalle dune del deserto, in continuo movimento, per ricordare la natura dinamica delle strutture organizzative, come nel caso della sede in questione. Pallavi Dean, fondatrice e direttrice creativa dello studio Roar di Dubai, spiega:
La scala rappresenta la fluidità e la resilienza dei paesaggi naturali della nostra regione e rispecchia l’adattabilità richiesta dalla leadership e dalla governance.
Ad accompagnare il percorso ci sono le sculture con le palme realizzate in materiali locali alte fino a quattro metri. A fianco della scala, i visitatori sono accolti nell’area reception che riprende il linguaggio progettuale della stessa con il movimento avvolgente e digradante del banco di accoglienza.



