Hotel Tyrol, dove l’ospitalità diventa esperienza
L’accoglienza autentica e l’amore minuzioso per i dettagli proseguono la lunga tradizione hospitality di un hotel in cui si respira aria di casa.

C’è davvero un luogo capace di far sentire il calore di casa anche se non si è a casa propria. Si tratta dell’Hotel Tyrol, situato nel cuore di Selva di Val Gardena, che da ben sessant’anni si fa custode di un’ospitalità affettuosa.
Grazie a un importante restyling concluso da poco, questa storica casa di montagna è riuscita a rinnovarsi senza tradire la propria identità: l’eleganza contemporanea e il calore della tradizione qui convivono in equilibrio, offrendo agli ospiti un comfort che profuma di legno e avvolge come il velluto.
La storia di un hotel-istituzione

Tutto inizia nel 1964, quando Karl Malloyer e Frida Kasslatter decisero di trasformare un sogno in realtà. Lui commerciante intraprendente, lei ultima discendente di una storica famiglia di albergatori, decidono di unire visione, passione e una profonda conoscenza dell’ospitalità alpina quando acquistano un terreno dove, due anni più tardi, sarebbe nato il Tyrol.
Inaugurato nel 1966, l’hotel divenne rapidamente un punto di riferimento per l’aristocrazia e l’imprenditoria internazionale, ospitando personalità di prestigio, fra cui anche Sandro Pertini.

Oggi, la terza generazione rappresentata da Emanuele Dirler Micheli, insieme ai genitori Bibiana e Maurizio, porta avanti questa eredità. A rendere diverso questo hotel dalla collaudata formula di ospitalità diffusa in questa regione è l’incontro tra l’attenzione puntuale e l’accoglienza altoatesina con il calore e la solarità toscana portata da Maurizio.
Questa sinergia si riflette in ogni scelta gestionale e stilistica, rendendo l’hotel un luogo dove la professionalità di un servizio ineccepibile si fonde con l’intimità di una dimora privata.
Il restyling delle camere: piccole Stuben contemporanee

Il progetto di restyling, curato dallo studio Insam Ardovini, ha interessato 47 camere. L’obiettivo dichiarato da Emanuele Dirler Micheli era ricreare l’atmosfera delle antiche Stuben gardenesi, piccoli scrigni di calore domestico.

Nelle stanze protagonista assoluto è il legno d’abete invecchiato, lavorato con maestria artigianale e intarsiato a mano con i classici motivi a rosone, un richiamo storico che si sposa con la semplicità di un interior attuale e pulito.
La palette cromatica trae ispirazione dalla lobby dell’hotel: una lounge accogliente con divani di velluto, luci soffuse, camino e legni pregiati del 1966. Spiccano le testate dei letti, dove il fiore intarsiato e dipinto a mano del bancone della reception – un pezzo originale, risalente al 1966 – viene riproposto come stampa su tessuto, creando continuità tra passato e presente.
Privacy all’insegna dell’esclusività

La nuova Penthouse si distribuisce su 70 mq, ma grazie al collegamento con una camera aggiuntiva è ampliabile fino a 110. A dominare l’ambiente è il caminetto centrale, mentre ampie vetrate incorniciano la vista esterna sul Sassolungo.
L’attenzione ai dettagli è ricorrente: i tessuti portano la firma di Dedar, scelti per la loro forza espressiva e un’eleganza tattile, mentre i bagni sono sale del benessere, dotati di doppi lavandini dal design minimale firmato antoniolupi. A rendere la suite ancora più confortevole sono la sauna privata e una doccia emozionale.
Benessere fra dolomia e sale himalayano

Piscine interna ed esterna riscaldate a 30 gradi, saune profumate al pino cembro, bagno turco, whirpool esterno, una sauna in baita nel piccolo giardino, vasca salina, sala relax al sale himalayano e trattamenti rigeneranti che invitano a riscoprire il piacere della disconnessione.
Tutto questo è offerto nell’area spa dell’Hotel Tyrol, un percorso sensoriale che emoziona grazie anche alla valorizzazione dei materiali del territorio. Nella piscina coperta il pavimento in lastre di dolomia si contrappone ai soffitti in stucco e roccia, intervallati da possenti travature in legno massiccio antico.

Ogni ambiente è caratterizzato dalla presenza di un materiale specifico: la sauna Stube è progettata in legno profumato, per un calore secco e avvolgente; la sala relax ha pareti di sale himalayano che purificano l’aria e creano giochi di luce ambrata; infine, la sauna in baita, situata in giardino, è costruita in legno grezzo per restituire un’esperienza più autentica.
Da provare la Wine Experience, un bagno immersi in tinozze di legno, seguito da un massaggio all’olio di vinacciolo (dalle proprietà toniche, antiossidanti e depurative) e da una degustazione di vino, speck e formaggi locali.
In cucina asse Val Gardena – Val d’Orcia

Sotto la guida dello chef Alessandro Martellini, tutta da sperimentare è anche l’offerta culinaria dell’hotel, che si divide tra l’ambiente piacevolmente informale del TyBistro e l’eleganza sofisticata del Ristorante Suinsom, riconosciuto con una stella Michelin.

Il design del ristorante è sobrio: ambienti intimi dove il legno scuro e le luci soffuse sono pensati per non distogliere l’attenzione dall’esperienza gastronomica. Qui la tradizione ladina viene decostruita e ricomposta con estetica mediterranea, culminando in serate dedicate al connubio gardenese-valdorciano (anche lo chef è toscano), un omaggio alle radici della famiglia Micheli-Dirler.
Verso i 60 anni di storia

Con la stagione invernale 2026 l’Hotel Tyrol festeggia il sessantesimo anniversario di un approccio hospitality molto particolare. Come amano ripetere i proprietari, il Tyrol non è solo un hotel, è casa. In un mondo in perenne corsa, il Tyrol invita a rallentare, circondati da materiali nobili e da un design silenzioso.
Vogliamo stare al passo coi tempi per continuare a soddisfare i nostri ospiti italiani che tornano con piacere tutti gli anni e vogliono ritrovarsi in famiglia e, allo stesso tempo, rispondere al meglio alle richieste di una clientela sempre più internazionale che si sta affacciando sul nostro territorio. Vogliamo cambiare e migliorare, mantenendo sempre la nostra identità, con quel flair di casa di montagna, dove si respira la tradizione avvolta dalla modernità di un’accoglienza contemporanea.