Buon cibo & buon design

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Tre progetti interpretano la ristorazione in tre modi diversi, tutti accomunati da uno studio attento e originale del contesto.

Buon cibo & buon design
Foto Sergey Krasyuk

La comunione di due esperienze. Da un lato, il fascino che uno spazio ben progettato è in grado di trasmettere. Dall’altro, il piacere di condividere un menu che appaghi prima il palato e poi gli altri sensi. Dalla migliore fusione di queste due esperienze prendono spunto i progetti dei tre ristoranti che stiamo per raccontare.

Spazi dove tutto è ben studiato, con intenti diversi: se Contraste a Milano è un gioco alla pari fra tutti gli elementi progettuali, il ristorante Courtyard by Marriott Hotel inArmenia e il Visteria sul lago di Como orchestrano per far emergere una componente in particolare. Tutti dimostrano quanto un buon progetto sia capace di interpretare e completare l’esperienza gastronomica, traslitterando il linguaggio della cucina in suggestioni design.

Si va in scena

Buon cibo & buon design
Foto Serena Eller Vainicher

È una magia di sinergie quella che avviene nel nuovo Contraste a Milano, ristorante stellato dello chef uruguaiano Matias Perdomo, del sous- chef argentino Simon Press e del maître italiano Thomas Piras. Debonademeo Studio ha infatti realizzato un luogo atemporale, paragonabile a una scenografia teatrale dove tutti gli elementi – colori, materiali, arredi – acquisiscono un maggior senso quando messi in relazione. Ricavato al piano rialzato di un edificio di primo Ottocento in via Meda, il ristorante ci accoglie in un ingresso in lamina color champagne, una sorta di zona neutra che  non lascia presagire i colori saturi e inaspettati degli interni.

Ciascuna delle quattro sale in cui è suddiviso si ispira a un elemento naturale: Aria, Terra, Acqua e Fuoco. Similmente, sono quattro i colori che vengono svelati uno dopo l’altro da un sistema di tendaggi drappeggiati in velluto a tutta altezza: come quinte di una scenografia le tende si aprono e chiudono rendendo autonomo ogni ambiente a seconda delle esigenze.

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Foto Serena Eller Vainicher

Il restyling messo a punto da Debonademeo Studio si è sviluppato a partire da un attento recupero di superfici, stucchi, apparati decorativi e affreschi originali di fine Ottocento accuratamente restaurati. Alla forte eredità storica dello spazio, sono poi stati abbinati elementi contemporanei elaborati su disegno dallo stesso studio. Come le carte da parati che rivestono le pareti di ogni stanza, disegnate ad hoc per  Wall&Decò, ognuna ispirata ai Quatto Elementi. A ogni tavolo è stata assegnata una lampada ad arco in metallo dalla finitura champagne, realizzata su disegno in collaborazione con Karman. Infine, i carrelli porta vivande giallo fluo con maxi ruote sono stati progettati apposta per connotare fortemente l’ambiente. Nelle sale, i tavoli sono invece gli Inox di Pedrali, così come le poltroncine in pelle Ester, disegnate da Patrick Jouin.

La seduzione dei materiali

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Foto Sergey Krasyuk

Ponte fra Europa e Asia, l’Armenia è una terra di mezzo dove le contaminazioni fra le due culture si percepiscono forti. È il caso del ristorante interno al nuovo Courtyard by Marriott Hotel a Erevan, la capitale. L’orientamento della cucina è mediterraneo e mediorientale ed è stato proprio questo il punto di partenza per il concept messo a punto dallo Studio Shoo. Fondato nel 2017 dall’architetta Shushana Khachatrian, la firma è specializzata in design di hotel, ristoranti e interni pubblici, con progetti che spaziano fra Erevan, Tbilisi, Tashkent, Salonicco, Almaty, Dubai e New York.

All’ingresso, i clienti vengono accolti da una cucina a vista con il forno per la pizza in primo piano, di un bel rosso argilla intenso che richiama gli inserti in rame integrati nel rivestimento del pavimento.

Buon cibo & buon design
Foto Sergey Krasyuk

L’atmosfera abbraccia suggestioni che arrivano dalla natura, abbinando i toni caldi della terracotta e del legno a quelli più freddi delle sedute in blu e delle sospensioni in bianco ottico.

Ogni hotel su cui lavoriamo ha una narrazione unica e fornisce una nuova fonte di ispirazione, ma sono tutti accomunati dai nostri valori di riferimento. In questo caso, sono stata influenzata da colori e toni della terra come ocra, bordeaux intenso, terracotta e mattone. Volevo anche sperimentare con materiali naturali come rattan, fiori secchi provenienti dai campi armeni, marmo e rame

spiega Shushana Khachatrian. E infatti di grande effetto sono le teche di vetro che rivestono alcune pareti della sala, da cui si possono ammirare fiori secchi e infiorescenze che contribuiscono a creare un effetto sorpresa, con un tocco di poesia. Sono i materiali i grandi protagonisti del locale, le cui texture invitano a usare il tatto per scoprire i top dei tavoli in legno, i tessuti naturali delle sedute, il rattan di alcune sospensioni.

Quando il paesaggio diventa elemento progettuale

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Foto courtesy of R Collection Hotels

Varenna è fra le mete più apprezzate del lago di Como, un borgo medievale che offre il giusto equilibrio fra chiese, castelli, ville, natura. È qui che il Gruppo R-Collection ha deciso di aprire Visteria, il nuovo ristorante fine dining dell’Hotel Royal Victoria. Il nome scelto ricorda il termine scientifico wisteria usato per catalogare il glicine, si riferisce alla pianta di glicine ornamentale del pergolato esterno che con i suoi toni di lilla, rosa e bianco è diventata sinonimo per l’Hotel Royal Victoria.

Il progetto di restyling di Visteria è stato affidato all’architetto Fabio Gianoli e realizzato da BM Italia, specializzato in interior contracting. Ricavato nella storica veranda coperta del Palazzo, è collegato al resto dell’hotel attraverso un atrio dove una serie di archi costituiscono i passaggi interni e racchiudono il nuovo bar centrale. Il ristorante, affidato alla maestria del giovane chef campano Francesco Sarno, è aperto anche al pubblico, non solo agli ospiti dell’albergo, così come il bar. Del resto, sarebbe un peccato limitare la splendida vista che offre sul lago di Como e su Bellagio grazie alle ampie vetrate completamente apribili verso il giardino esterno. Si può affermare, infatti, che il lago costituisce un elemento progettuale importante, messo in risalto dal gusto sobrio ed elegante degli interni che accolgono questa piacevole invasione di blu al quadrato, fra acqua e cielo.

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Foto courtesy of R Collection Hotels

Marmo scuro e legno chiaro sono stati abbinati ai tavoli Ikon, disegnati da Pio & Tito Toso per Pedrali, mentre un bel velluto arancio riveste le poltroncine Blume 2959 progettate da Sebastian Herkner (sempre per Pedrali), portando una nota di colore deciso in un ambiente concepito come un box tutto chiaro. Una sorta di cannocchiale che concentra il focus sull’esterno. A soffitto, le scenografiche sospensioni Murané R, firmate Matteo Thun e Benedetto Fasciana per Panzeri, riprendono la forma circolare dei tavoli e portano un piacevole motivo ritmato che completa l’atmosfera.

 

Buon cibo & buon design: foto e immagini