Arredi sottilissimi
Leggero, leggerissimo, quasi evanescente: lo stile dell’arredo gioca con un design dai tratti essenziali e dall’estetica quasi impalpabile che fa bene alla vista e all’anima

Volumi aerei, estetica trasparente e una progettualità tesa a togliere, in pieno spirito “less is more”. Il design per sottrazione, ovvero il ritorno all’essenziale e alla leggerezza, non è una semplice moda, ma il connubio di una cultura progettuale che si fa interprete di esigenze estetiche e ambientali. A pensarci viene subito in mente Nendo, lo studio giapponese guidato da Oki Sato che con i suoi oggetti ispirati alla natura e all’estetica giapponese spinge da sempre la progettualità su questa semplicità colta e raffinata. Basta ricordare la mostra personale ‘nendo: whispers of nature‘ organizzata nello spazio di Paola Lenti in occasione del Fuorisalone 2024: un tripudio di arredi evanescenti e scenografie quasi oniriche, in un equilibrio impeccabile che aveva il sapore del benessere. La voglia di pulizia formale, infatti, porta con sé implicazioni ben più alte dell’ordine visivo: è una filosofia che si concentra sull’armonia di forme, colori, spazi e sull’uso più etico di materiali e risorse. Come fanno questi arredi, interpreti di un nuovo modo di vivere l’abitare contemporaneo.
Trasparenza grafica

Fiam è una di quelle aziende storiche che non ha bisogno di presentazione: la prima a proporre l’associazione arredo-cristallo curvato, rigoroso quanto intramontabile. Come Corner, il tavolo progettato da CRS Fiam, che mostra tutta la sua forza espressiva mixando trasparenza e geometrie grafiche: a reggere il piano sono due basi in vetro curvato da 12 mm, piegate come fossero fogli con lati da 45 cm. Rettangolare, quadrato o tondo, in vetro fumè, trasparente o bronzo.
Questione di atmosfera

Le lampade che illuminano il piano con discrezione ci sono sempre piaciute. Se poi riescono anche ad incorniciare il tavolo dando carattere all’ambiente, rasentano la perfezione. Come la nuova versione Koinè di Luceplan, disegnata da Mandalaki Studio, che riprende la tecnologia e il design delle lampade a sospensione a sospensione, aggiungendo un’elegante struttura costituita da uno stelo essenziale di carbonio, un contrappeso cilindrico in acciaio e un dimmer a pedale tipici dei modelli a terra. Et voilà, l’atmosfera magicamente acquista un equilibrio estetico impeccabile.
L’apporto dell’AI

Nell’era della rivoluzione digitale, dove l’AI sta facendo passi da gigante, Kartell spinge la progettualità alla ricerca del minimun, il punto zero dello stile. Il risultato è A.I. Console, l’ultima arrivata nella prima famiglia di arredi concepiti con l’Intelligenza Artificiale guidata da Philippe Starck. Sette anni fa la prima sperimentazione ha riguardato una sedia elaborata da un algoritmo, ora è la volta di questa consolle: in tecnopolimero termoplastico riciclato, stampato a iniezione, ha una sola gamba centrale e si appoggia a parete (in cinque colori diversi).
Salvaspazio “light”

Se lo spazio è poco la parola d’ordine è “ottimizzare”. Quante volte l’abbiamo pensato, sulla soglia della caotica cameretta dei bambini, in bagno, dove creme e asciugamani sembrano sempre troppi, o davanti alla scrivania, quando faldoni e scartoffie non lasciano più spazio al lavoro. La soluzione è Bazar di Richard Lampert, un mobile colonna nato come appendiabiti, ma perfetto per riporre libri, borse, giocattoli e piccoli oggetti sfruttando ripiani e ganci, a tutt’altezza, senza appesantire la stanza. In metallo verniciato a polvere, in vari colori, con ripiani in MDF verniciato o impiallacciato in rovere.
Il gioco dei dettagli

Leggero, ma resistente, adatto a lavorare con spessori minimi. L’alluminio è il materiale perfetto per Robin Rizzini, designer italo britannico che riassume il senso del progetto nel “non utilizzare più di quello che serve”. La riprova è nel tavolo Rizz disegnato per Pedrali: in alluminio, con quattro gambe affusolate che da triangolari si curvano assottigliandosi fino a toccare terra come piedini tondi. Un dettaglio non solo estetico, ma anche tecnico: la curva che disegna la gamba, infatti, si muove verso il centro del piano per dare più spazio alle sedute. A completare l’elogio alla leggerezza è la struttura portante, nascosta sotto il piano: rettangolare, quadrato, con angoli raggianti, tondo e personalizzabile in tante finiture.
La luce si fa poesia

Un filo nero sottilissimo che magicamente si fa luce: Davide Groppi ci ha abituati, da sempre, a esercizi di stile che giocano sull’estetica rigorosa quanto effimera e con Anima, la nuova lampada da terra, raggiunge l’apice del minimalismo con uno slancio poetico che sorprende ancora una volta. Il design, di Davide Groppi e Giorgio Rava, integra la pulizia scandinava alla delicatezza nipponica trasformando la luce indiretta in una sorta di ideogramma circondato dall’aura. L’equilibrio è impeccabile: questa lampada racchiude l’emblema della discrezione e la forza scultorea di un arredo scenografico. Non a caso tra i tanti riconoscimenti ha conquistato anche il XXVIII Premio Compasso d’Oro ADI 2024.
Ordine geometrico

Una ragnatela metallica irregolare, ma praticissima: ecco l’idea di Maison du Monde per l’angolo studio o la parete accanto al frigorifero. Milton è una sorta di pannello memo in metallo nero, con sette mollette abbinate (ma nulla vieta di usarne tante altre). Semplice, grafica e tutta da personalizzare con fotografie, appunti, cartoline ricordo, documenti importanti e le immancabili liste “to do”.
Quando si dice lasciare il segno

Segno, di nome e di fatto. Il nuovo portaombrelli disegnato da Leonardo Talarico per Living Divani disegna lo spazio con un tratto deciso, ma leggero. Affascinante per la sua semplicità e realizzato in metallo verniciato, è essenziale, chic e comodissimo è il complemento ideale per chi vuole dare un twist sicuro all’ingresso di casa.
La natura che fa sognare

Nendo raffigura la bellezza effimera con Passing Rain, una serie di cinque contenitori scultorei che sembrano fluttuare nell’aria, mentre le gocce, create da sottili steli di acciaio, scendono delicatamente, come una pioggerellina leggera. Ogni bacinella ha un numero diverso di steli, ma tutte garantiscono la massima stabilità grazie a viti ed adesivi che si integrano perfettamente con il design. Un capolavoro di ingegneria che esprime tutta l’estetica sognante del designer, visto lo scorso anno da Paola Lenti.