Appassionata Maison Coppiano

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

A Torino, in un edificio dei primi anni del Novecento, l’appartamento di due sorelle diventa laboratorio dove esprimere la loro creatività.

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

Una casa che è un distaccamento del cuore. L’appartamento delle sorelle Marisa e Franca Coppiano emana passione in tutti i suoi centimetri quadrati: per i loro talenti, per il loro passato, per il loro presente.

Franca si dedica da tempo alla fiber e textile art, realizzando opere d’arte attraverso l’uso di materiali tessili. Marisa da anni mescola i confini fra la sua attività di architetta e quella di artista. Insieme, le due sorelle condividono abitazione e atelier, dislocati su due piani differenti.

Ci troviamo a Torino, a pochi passi dal Castello del Valentino e dall’omonimo parco, in un edificio che risale al 1903, eretto da un industriale piemontese. Il quartiere in cui è immersa è quello di San Salvario, multietnico, vivace nei suoi piccoli negozi di giorno e nei locali della movida di notte.

L’appartamento in cui abitano Marisa e Franca si sviluppa al terzo piano su circa 180 metri quadrati. La zona giorno è anticipata da ingresso e corridoio, per svelare poi cucina, sala da pranzo e due living, mentre la zona notte si distribuisce fra tre camere da letto e due bagni. Al piano inferiore, lo studio atelier si apre con un ampio ingresso che sfocia in tre stanze e un bagno.

Tracciare il passaggio del tempo

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

L’ispirazione per la nostra casa attuale nasce dalla stratificazione di memoria che si è creata con il passaggio di destinazione d’uso da studio ad abitazione. Ho infatti cercato di mantenere dove possibile le caratteristiche identitarie dello spazio precedente

spiega Marisa Coppiano, che si è occupata della ristrutturazione e del restauro dell’appartamento. Gli interventi sono stati pochi e mirati: bagni rifatti, rivestimenti alle pareti sostituiti, mentre sono stati mantenuti con orgoglio e affetto i pavimenti, dei bei parquet in legno e dei seminati, nonché le cornici a stucco e i rosoni delle volte, diversi in ciascuna stanza.

L’originario impianto elettrico a vista, costituito da canaline di alluminio zincato con relative scatole elettriche, insieme all’impianto di rete, che si snoda su una canalizzazione lungo tutto l’ingresso e il corridoio, sono stati mantenuti perché tracce di memoria della precedente funzione come studio. Ora la canalizzazione è stata riconvertita a supporto per i corpi illuminanti di ingresso e corridoio.

Anche i serramenti sono quelli originali, sia gli interni – con vetri d’epoca colore giallo opalino – sia gli esterni. Grazie a queste accortezze, l’atmosfera della casa si è tinta delle suggestioni Liberty ereditate dalla storia dell’edificio.

Tessili e colori a volontà

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

Insieme alla memoria, il colore è un altro grande protagonista nell’interior design di tutto il progetto di restyling. Senape, mandarino, ciclamino, turchese, ottanio sono squarci di inaspettata energia che rivitalizzano pareti, divani, complementi d’arredo, facendo emergere ora gli uni o gli altri a seconda dell’ambiente. Nell’ingresso spicca subito l’appendiabiti Corallo disegnato da Michael Sodeau per Gervasoni. E lo scrittoio Pivot di Arco in un bel viola. In cucina, la nota hi-tech dell’acciaio è smorzata dalla presenza di arredi vintage, come la sedia che il designer milanese Umberto Mascagni ha disegnato per Harrods negli anni Cinquanta.

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

Nella sala da pranzo il parquet chiaro va a contrasto con la pienezza del viola alle pareti. Qui si riconoscono le sedie del modello Leggera, disegnato da Gio Ponti per Cassina nel 1952, abbinate al Saarinen Table firmato nel 1957 da Eero Saarinen per Knoll. A illuminare con un fascio diretto la zona pranzo è la Tolomeo a parete di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide.

Il mondo di Marisa e Franca si racconta anche attraverso collage, home decor, tappezzerie particolari progettate da Marisa o ricami e pezzi di arte tessile realizzati da Franca. Imponente per esempio la carta da parati nella meeting room, con lo sviluppo in piano di un’antica mappa del mondo, che contrasta con la modernità delle Miss Trip – seduta in polipropilene colorato e gambe di faggio – disegnate da Philippe Starck per Kartell e la proverbiale essenzialità della libreria self standing Original Ptolomeo di Opion Ciatti disegnata da Bruno Rainaldi.

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

Sognanti e misteriose, le tende vengono interpretate come perimetri dinamici per definire con dolcezza alcune zone della casa, ripostigli, angoli di intimità. Il tendone verde all’ingresso, per esempio, oltre a celare un piccolo ripostiglio, diventa pretesto per accogliere degli antichi fazzoletti di famiglia che sono stati ricamati come decorazione.

Valorizzazione di tutti gli spazi

Maison Coppiano
Foto Barbara Corsico

La passione di Franca per le wunderkammer ha trasformato numerosi angoli della casa in piccoli scrigni delle meraviglie, pur mantenendo l’organizzazione generale degli spazi coerente con la funzionalità che richiede lo svolgimento delle attività quotidiane. Piccoli tavolini, groupage di vasi, pouf, poltroncine vintage accompagnano l’occhio e scaldano l’atmosfera.

Ciascun arredo racconta una storia, è un deposito di memoria della casa. Alcuni li ho progettati io, per esempio il cabinet in camera da letto di Franca, e rispondono a un’esigenza precisa espressa da mia sorella quando mi ha raggiunto in questa casa.

Appassionata Maison Coppiano: foto e immagini