Ristrutturare un rudere: il fascino del passato e il comfort moderno

Ristrutturare un rudere: come procedere, che cosa vuol dire consolidamento della struttura, recupero e cambio di destinazione d’uso? Quali sono gli adempimenti burocratici e i permessi, quanto costa e di quali incentivi fiscali puoi usufruire. Scopri tutto ciò che c’è da sapere.

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Se vi state chiedendo perché ristrutturare un rudere, la risposta è nel fascino che può avere vivere in una casa che conserva la bellezza del passato, ma che gode di tutti i comfort moderni. Sparsi per l’Italia da nord a sud esistono tantissimi ruderi che possono rappresentare un ottimo investimento. Scopriamo come fare per ristrutturare un rudere, quali sono i costi e gli incentivi.

Il sogno di molte persone è quello di comprare un rudere da ristrutturare e andarci a vivere. L’Italia, da nord a sud, è ricca di ruderi che con opportuni interventi di ristrutturazione possono essere riportati a una nuova vita.


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Ristrutturare un rudere non è certo una cosa semplice. La complessità dell’intervento richiesto dipende dalle condizioni in cui si trova l’immobile. Per alcuni ruderi possono essere necessari piccoli interventi, per altri bisogna operare delle vere e proprie trasformazioni.

Dal tipo di intervento richiesto dipende ovviamente anche l’investimento che bisogna fare, non solo per acquistare il rudere, ma appunto per la ristrutturazione dell’immobile.  Se anche il tuo sogno è quello di ristrutturare un rudere e trasformarlo in una nuova soluzione abitativa dotata di tutti i comfort, scopri cosa devi sapere. Vantaggi, costi e idee.

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Cos’è un rudere: caratteristiche

Girando per le campagne italiane da nord a sud, è facile imbattersi in vecchie case abbandonate che non sono più abitabili. Ma attuando opportuni interventi di ristrutturazione possono diventare delle vere e proprie chicche.

Questo tipo di immobili risalgono agli inizi del secolo scorso e possono essere di vario tipo. Molto spesso si tratta di case coloniali che sono state lasciate dai proprietari che hanno preferito spostarsi per motivi di lavoro verso i centri urbani.

Attualmente, invece si verifica il processo inverso e, sempre più persone, tendono ad allontanarsi dai grossi centri abitativi, alla ricerca di quiete e tranquillità e di aria sana e pulita. Per questo motivo, i ruderi sono sempre più richiesti sul mercato immobiliare. Il vantaggio di vivere in un rudere ristrutturato è di godere del fascino di una casa storica, con tutti i comfort moderni.  Ma come si può ristrutturare un rudere?


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Come si ristruttura un rudere

Quando si parla di ristrutturazione di un rudere, bisogna tenere presente che esistono varie tipologie di interventi che possono essere così distinti.

  • Consolidamento della struttura: si tratta di intervenire conservando la struttura esistente ed andando ad intervenire con opera di consolidamento dell’immobile, che mirano a rendere più sicuro e anche più moderno e confortevole l’immobile.
  • Recupero integrale. Si tratta di un intervento più imponente dove si cerca di recuperare tutte le parti conservate bene della struttura come le murature perimetrali, i solai e la copertura. Si punta al riutilizzo dei materiali in buone condizioni come  tegole, mattoni, travi in legno. L’obiettivo è comunque quello di non trasformare l’aspetto complessivo della struttura.
  • Cambio di destinazione d’uso. È questo il caso in cui invece l’intervento di ristrutturazione è più complesso ed imponente. Si tratta infatti di trasformare completamente la destinazione d’uso per cui era utilizzato l’immobile, dandogli una seconda vita. È il caso, ad esempio, di vecchi fienili con stalle trasformarti in una casa. Oppure di depositi ad uso agricoli ristrutturati e trasformati in vere e proprie case.

In ogni caso in cui si interviene con la ristrutturazione di un rudere bisogna tenere conto di alcuni vincoli che mirano a non snaturare l’aspetto estetico. Bisogna anche tenere conto del vincolo paesaggistico in cui un rudere è inserito e quindi si deve intervenire cercando sempre di tutelare questi aspetti.


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Nel caso di interventi di ristrutturazione più imponenti il legame con la natura originaria della struttura è mantenuto con l’utilizzo di materiali e sistemi costruttivi che permettono di integrare ed uniformare perfettamente vecchio e nuovo.

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Adempimenti burocratici e permessi

Quando si parla di ristrutturazione edilizia bisogna distinguere tra i vari interventi necessari e lo stato attuale del rudere che deve essere oggetto dei lavori di rispristino della struttura.

Nel caso in cui il rudere sia perfettamente identificabile per procedere ai lavori di ristrutturazione occorrono gli stessi permessi di una normale ristrutturazione:

  • Cil (Comunicazione di inizio lavori);
  • Scia (Segnalazione certificata di inizio attività)
  • Permesso di costruire

Se invece l’intervento di ripristino o di ricostruzione riguarda un rudere, eventualmente crollato o demolito, oltre a questi descritti in precedenza, occorre anche documentare attraverso una serie di testimonianze l’effettiva preesistenza della struttura. Possono in questo caso essere necessari:

  • visure catastali
  • fotografie del rudere, nei quali sono visibili, elementi dell’originario fabbricato
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

Qualora poi nella zona dove sorge il rudere ci siano dei vincoli paesaggistici bisogna richiedere anche l’autorizzazione al Ministero dei Beni Culturali per l’approvazione del progetto di ristrutturazione.

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Quanto costa ristrutturare un rudere

Come è facile intuire, i costi di ristrutturazione sono estremamente variabili e dipendono da numerosi fattori: dal tipo di intervento che bisogna effettuare, dall’azienda che effettua i lavori, dallo stato di conservazione dell’immobile.

Spesso può anche capitare che valutazione fatta in fase di preventivo debba essere rivista perché con l’inizio dei lavori ci si trova di fronte a una situazione inattesa. In linea di massima i costi di ristrutturazione sono puramente indicativi e si aggirano attorno ai 1.000-1.200 euro/mq.

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Quali sono gli incentivi fiscali

La ristrutturazione di un rudere può beneficiare di alcuni incentivi fiscali che riguardano ad esempio le detrazioni al 110% introdotte dal Decreto Rilancio. Si tratta di immobili  accatastati in categoria F2 non suscettibili di produrre reddito.

Si può anche accedere al cosiddetto sisma bonus, dimostrando che la ristrutturazione ha puntato alla messa in sicurezza antisismica del rudere.

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Ristrutturare un rudere: immagini e foto

Se anche tu vuoi scoprire il fascino di una dimora del passato, ma con tutti i comfort moderni, allora scegli un rudere da acquistare e ristrutturare.

Marcella Piegari
  • Laurea in Scienze della comunicazione
  • Giornalista pubblicista
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