Ami la cucina monocromatica? Ecco perché e cosa stai sbagliando
Un trend sempre più diffuso è l’uso della cucina monocromatica, ma per quanto possa sembrare minimal, ordinata e lineare, c’è un errore che gli esperti d’arredamento conoscono bene: ecco qual è e quali fastidi potrebbe arrecare.
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Chi cerca una cucina monocromatica ama lo stile minimal e lineare, purtroppo però in questo contesto c’è un errore che in pochi sanno e si ritrovano a doverlo sanare quando ormai è “troppo tardi”.
Si tratta più precisamente dello stile asettico a cui si rischia di incorrere se non si fa attenzione ai materiali, ai colori e alla disposizione dell’ambiente. Ma vediamo come poter raggirare il problema pur lasciando una sola tonalità di colore.
L’errore che si fa quando si sceglie una cucina monocromatica

Una cucina monocromatica a primo acchito dà l’idea di uno stile minimal pulito, ordinato e soprattutto coerente con l’intero ambiente. Questa coordinazione con una sola finitura effettivamente può generare queste sensazioni, ma a patto che lo spazio sia piuttosto ampio.
Infatti, la scelta di una sola tonalità di colore si adatta meglio (contrariamente a quel che si possa pensare) in spazi grandi anziché in quelli piccoli, perché in quest’ultimi potrebbe perdersi il senso dello spazio, appiattendo visivamente la stanza.
Gli esperti del settore spiegano che l’occhio necessita di diversi punti di riferimento (sia come colori che come complementi arredo), per separare gli spazi, altrimenti un’unica tinta, pochi elementi e uno spazio piccolo, può generare uno stile freddo e asettico.
La cucina così apparirà piatta, ancora più piccola di quel che è, prendendo le sembianze di una “scatola” priva di elementi accoglienti.
Quando il total white diventa un problema
A peggiorare la situazione è la scelta del total white. Una cucina completamente bianca, dalle pareti fino ai mobili stessi, renderà lo spazio ancora più appiattito. Un errore da non commettere è la scelta del bianco lucido.
Questo effetto renderà la cucina ancora più abbagliante ma in modo fastidioso e non uniforme. Anziché illuminare gli spazi e favorire la luce naturale, l’errore sarà quello di accentuare la sensazione di “appiattimento” e riflessi fastidiosi.
Il bianco lucido monocromatico non perdona, infatti ogni schizzo, macchia, alone o semplice impronta, risulterà molto visibile, rendendo la cucina poco presentabile, apparentemente “sporca”, e sicuramente non “da catalogo”.
Come rendere bella una cucina monocromatica

Una valida alternativa alla classica cucina monocromatica è l’uso di due colori ma dalla tonalità molto simile. In questo modo l’occhio ha la sensazione di una maggior profondità e spazi ampi, rendendo il contesto più piacevole.
È l’esempio di due toni appartenenti allo stesso gruppo cromatico: uno più freddo e uno più caldo, oppure uno scuro e un altro chiaro.
Altri esempi di materiale e dalla tonalità perfetta per una cucina monocromatica è l’uso del marmo con venatura, gres effetto pietra dal tono diverso oppure l’uso della pietra naturale.