Affitti brevi, più di 4 appartamenti è attività d’impresa: le novità della manovra 2024
Affitti brevi, la cedolare secca rimarrà ferma al 21% solo per le locazioni brevi di chi affitta un solo immobile: per coloro che affittano più di 4 appartamenti per meno di 30 giorni, l’attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale e si perde il beneficio della cedolare. È quando emerge dalla legge di Bilancio 2024. Diamo un’occhiata alle ultime novità.

Con la Manovra 2024 sono state introdotte alcune novità riguardanti gli affitti brevi e la cedolare secca. Nel dettaglio, il sistema di tassazione resta al 21% per chi affitta un solo immobile mentre se vengono concessi in locazione più appartamenti, scatta la maggiorazione della percentuale (26%). Resta ancora il dubbio che riguarda la percentuale più alta anche per il primo appartamento, ma non mancheranno futuri chiarimenti. Cosa succede in caso di locazione di più di 4 appartamenti? Al quinto immobile in affitto scatta la tassazione di impresa per i canoni di tutti gli immobili affittati.
Il regime fiscale delle locazioni brevi è riconosciuto solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di quattro appartamenti per ciascun periodo d’imposta; ne consegue che, in caso di destinazione alla locazione breve di cinque o più appartamenti, l’attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale
, si legge. In altre parole, chi affitta più di un immobile subirà l’incremento di cinque punti su tutti. Inoltre, gli interventi presenti nella manovra non colpiranno solo la cedolare secca, ma potrebbe subentrare anche il Cin, il codice identificativo nazionale.
Manovra 2024, affitti brevi: ipotesi Codice identificativo nazionale

Il gruppo di Forza Italia punta all’introduzione del Cin, il codice identificativo nazionale che andrebbe a combattere l’evasione fiscale e a regolamentare il settore degli affitti brevi.
Un codice identificativo nazionale, attraverso il quale potremo tracciare tutti quelli che affittano un appartamento. Questo è stato già introdotto in Grecia, ad esempio, e ha aumentato di 10 volte il gettito per quanto riguarda gli affitti brevi. Aumentare la tassa sulla cedolare secca può invece incentivare il nero”, ha spiegato Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia e vicecapogruppo vicario dei deputati
è quanto dichiarato da Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia. Ricordiamo che il codice identificativo nazionale (Cin) è un codice che viene assegnato dal Ministero del Turismo o dall’autorità competente di un paese. Lo scopo è quello di identificare in modo univoco un immobile ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche. In altre parole, grazie al Cin tutti gli immobili in locazione per brevi periodi vengono registrati e tracciati. Cosa rischia chi non è in possesso del codice identificativo nazionale per ogni immobile? Per chi non rispetta questa misura è pronta una maxi sanzione che può ammontare a 5mila euro.
Affitti, tasse alle piattaforme
Le piattaforme dell’intermediazione online degli affitti brevi continueranno a pagare la cedolare secca al 21%, mentre la ritenuta al 21% verrà versata a titolo d’acconto solo se il proprietario dell’immobile affitta per brevi periodi più di un appartamento (sempre attraverso le piattaforme). In restante 5%, invece, verrà versato in sede di dichiarazione.