Salone del Mobile 2022 Ideal Standard: nuovi elementi per l’ambiente bagno, l’intervista a Safak Fila

Caterina Di Iorgi
  • Giornalista pubblicista

Salone del Mobile 2022 Ideal Standard: l’azienda ha presentato tanti nuovi elementi per l’ambiente bagno come Calla, una collezione di ceramiche, e Joy Neo, una gamma di miscelatori. Sono due nuove collezioni che si vanno ad aggiungere all’Atelier Collections, famiglia di prodotti nata sotto la direzione artistica di Roberto Palomba, Chief Design Officer dell’azienda. Ne abbiamo parlato con Safak Fila, Commercial Leader Ideal Standard Italia.

Salone del Mobile 2022 Ideal Standard

Ci racconta la storia di Ideal Standard?

E’ bella lunga! Negli anni abbiamo sviluppato tante soluzioni per il bagno. A partire dal dopo guerra siamo stati pionieri nel portare design e innovazione tecnologica nell’ambiente bagno. Una volta avevamo due rubinetti che miscelavano l’acqua, da un giorno all’altro Ideal Standard (www.idealstandard.it) ha realizzato una cartuccia che ha permesso di miscelare l’acqua con un’unica leva.In più di 100 anni di storia, abbiamo cercato di introdurre innovazioni per incontrare le esigenze del mercato, migliorandoci e superando i traguardi raggiunti. Questa è veramente la sintesi, perché raccontare tutti gli step della nostra storia – come ci siamo evoluti, cambiato assetto organizzativo, presenza nei vari paesi – potrebbe rubarci non mezz’ora ma forse un’intera giornata. Alla base della nostra storia da sempre c’è comunque la volontà di realizzare un progetto dal design unico e unirlo ad un concetto di funzionalità, innovazione e tecnologia.

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Ideal Standard?

Salone del Mobile 2022 Ideal Standard

In questo momento sono due: Design e Performance. Il design è nel nostro DNA, i nostri prodotti raccontano le collaborazioni con i grandi Maestri e la volontà intrinseca di curare la parte estetica riuscendo ad anticipare le tendenze del mercato. Dall’altro lato tutto quello che facciamo deve rispondere a elevati criteri di qualità e deve garantire prestazioni eccellenti. Per esempio, la nostra ceramica è garantita 100 anni, i nostri prodotti sono fatti per durare “una vita”, abbiamo tecnologie di scarico brevettate come “AquaBlade®” che garantisce igiene, pulizia e silenziosità superiori rispetto agli scarichi tradizionali, un materiale come il Diamatec®, realizzato da noi, che permette di progettare prodotti resistenti oltre ogni aspettativa. Design e Performance devono andare di pari passo, nessuna delle due parti deve prevalere, devono andare in parallelo. Ed è proprio quando non ci rende conto di quanto il prodotto è ben pensato, ben progettato e di come funziona bene che il nostro obiettivo è stato centrato. Noi lavoriamo proprio su questo!

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

L’abbiamo riscoperta tanto perché tutti siamo rimasti chiusi in casa per un po’ di tempo. Ritorno un po’ a quello che dicevamo prima. Ci siamo resi conto che quello che avevamo forse non era pienamente soddisfacente. Una cosa è vivere in casa poche ore ed utilizzare il bagno, non come zona di relax, ma di passaggio, la sera e la mattina. Un’altra cosa è stare di più in casa e capire che ci sono anche altre esigenze. Personalmente ad esempio mi sono accorto di un rubinetto che non funzionava propriamente, di una vasca da bagno che non occupa il giusto spazio o di una doccia con un piatto senza trattamento antiscivolo. Insomma, il consumatore ha preso coscienza di necessità basiche, sottovalutate ma che sono fondamentali per vivere nel modo migliore l’ambiente bagno.

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

Assolutamente. Stiamo lavorando per ottenere tutta una serie di certificazioni, ma vi farò pochi esempi concreti. Dal lato industriale, abbiamo installato i pannelli fotovoltaici presso i nostri siti produttivi per poter raggiungere il 100% di energia rinnovabile. Abbiamo brevettato materiali che consentono di produrre una ceramica più sottile e resistente diminuendo il materiale di scarto e l’energia per realizzarli. Abbiamo scelto di avere un packaging più sostenibile eliminando totalmente la plastica entro la fine di questo anno. Stiamo spingendo nella direzione di un’economia circolare e per raggiungere una produzione sostenibile.

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

Comprendere l’esigenza dell’utilizzatore finale, capire veramente qual è il suo bisogno senza snaturarlo. Non deve essere l’industria che si impone sui bisogni del consumatore, è necessario comprendere le esigenze di tutta la filiera e lavorare per soddisfarle. La sfida sarà quindi quella del dialogo, uscire dagli uffici e dalle fabbriche e ascoltare il mercato per soddisfarlo. Puntiamo molto su un’organizzazione a stretto contatto con tutti gli interlocutori della filiera del settore, che interagisce con essi per poter portarne alla luce tutte le esigenze e lavorare per soddisfarle.

Ci racconta le novità della collezione 2022 che avete presentato al Salone del Mobile?

Salone del Mobile 2022 Ideal Standard

Per noi è la prima volta. Pur avendo una storia così blasonata di collaborazioni nel mondo del design in tutti questi anni, per noi è la prima volta. Siamo molto felici, in primo luogo proprio per quello che dicevo prima. Ci permetterà di collaborare, parlare, confrontarci. Il Salone è una vetrina meravigliosa per farlo. Abbiamo presentato una parte di quello che è il nostro cuore pulsante, una selezione della Atelier Collections. Un progetto nato in collaborazione con lo studio Palomba Serafini Associati qualche anno fa e che si sta evolvendo in modo importante. Abbiamo la nuova Calla, collezione svelata in anteprima e la novità assoluta Solos esposta per la prima volta al Salone. Abbiamo avuto inoltre l’occasione di parlare di Singular® la nostra nuova filosofia. Singular® è un approccio che permette di combinare prodotti di diverse collezioni per rispondere e diverse esigenze e creare la soluzione più adatta alle proprie esigenze unendo design e performance.

Qual’è stato il concept dell’allestimento per la Design Week 2022?

Abbiamo progettato lo stand insieme allo studio Palomba Serafini Associati. Avevamo un’importante agorà centrale per dare spazio e un senso di apertura, che ci ha permesso di accogliere clienti, business partner, architetti, designer e consumatori. Intorno ad essa si sviluppava la parte di esposizione.

Com’è il bagno del futuro secondo Ideal Standard?

Salone del Mobile 2022 Ideal Standard

Vi faccio un esempio concreto. Abbiamo studiato un device che in sostanza è un rubinetto che miscela il sapone con l’acqua. Viene controllato da un’app che può essere installata su un qualsiasi cellulare aiutando il “gestore” dell’edificio a tenere sotto controllo i suoi dispositivi. Questo significa guardare al futuro, pensare ad un nuovo modo di gestire gli edifici come uffici pubblici o privati o centri commerciali. Avremo un controllo puntuale, costante, avremo la possibilità di un maggiore risparmio eco e di gestione. Guardiamo tutte le esigenze…l’esigenza è per esempio il risparmio idrico? E noi ci siamo, lavorando su scarichi ridotti con funzionalità eccellente. Seguiamo i macrotrend per trovare soluzioni che aiutino il mercato e come dicevamo prima, tutto deve funzionare, tutto deve sembrare “normale”, e noi lo facciamo unendo design e performance.

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

Stiamo assistendo alla commistione tra settori, moda e architettura oggi sempre più intersecati e poi, ma forse è una mia convinzione, è la riscoperta di cosa sia il design. Io ho sempre in mente “La caffettiera del masochista” un libro molto carino che fa vedere cosa non sia il design, ovvero mancanza di funzionalità. Probabilmente questa è la cosa più innovativa, ci siamo accorti di essere andati più in là ed ora facciamo un passo indietro per proporre ciò di cui veramente abbiamo bisogno e che piace perché è semplice, fruibile e utilizzabile ed è gradevole, che sembra banale ma è in realtà è complicatissimo.