GT Design tappeti 2021: i vent’anni di Kama, intervista a Deanna Comellini

GT Design tappeti 2021: in occasione del Fuorisalone, abbiamo incontrato ed intervistato Deanna Comellini, titolare e art director dell’azienda.

GT Design tappeti 2021

Il tappeto è arte che ha la capacità di raccontare una storia… Dai materiali pregiati al lavoro artigianale, da dove nasce l’ispirazione per le vostre creazioni?

“Nella cultura mediorientale il tappeto è storicamente portatore di simboli e significati. Questo è il tappeto tradizionale: un oggetto capace di parlare a più generazioni attraverso un codice simbolico, che si ritrova nei suoi disegni, e se vogliamo anche nei suoi materiali e nelle sue tecniche di tessitura. Anche per noi tutto parte dal concetto, dall’idea di “che cosa è un tappeto”. Fin dall’inizio ho voluto rendere contemporaneo l’oggetto tappeto ed ho dovuto quindi pormi delle nuove domande.”


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Che ruolo detiene oggi il tappeto in una casa moderna? Quali potenzialità ha in quanto oggetto?

“Per me il tappeto contemporaneo è prima di tutto un’oasi sensoriale, per cui colore, materiale e tessitura sono essenziali. La ricerca sui materiali, sulle palette di colore e sulle tecniche di tessitura è una ricerca senza fine ed è sicuramente elemento stesso di ispirazione. In primis però direi che ci sono i valori e le visioni. Per me il tappeto contemporaneo deve saper recuperare alcune funzionalità del tappeto classico, tradizionale. Deve saper veicolare significati (e resistere) a più generazioni, deve essere un oggetto essenziale, e di qualità, all’interno della casa. Da qui parto ogni volta prima di iniziare un nuovo progetto.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“I valori di sostenibilità, nel più ampio spettro, sono da sempre parte integrante dell’identità di G.T.DESIGN. Come piccola realtà abbiamo sempre fatto il possibile per cambiare le cose anche quando ci veniva sconsigliato di farlo… Parlo degli anni ‘80 e di alcuni consulenti aziendali che ritenevano che l’“eco” non fosse un argomento adatto al mondo del design. Fin dal primo nostro tappeto, Coconutrug, prodotto in fibra di cocco come dice il nome, abbiamo incentivato la ricerca sulle fibre naturali e processi produttivi a basso impatto ambientale, così come abbiamo sempre optato per packaging riciclato o riciclabile.


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Abbiamo sempre pensato anche che la tracciabilità fosse il primo passo per una produzione sostenibile. Nell’interior design e non solo, spesso non conosciamo l’origine dei prodotti che consumiamo, chi li ha creati e quali materie prime sono state utilizzate per produrli. Nell’economia globale sta aumentando l’obbligo per le aziende di divulgare la propria catena di approvvigionamento e noi ci siamo impegnati nei confronti della tracciabilità fin dall’inizio della nostra storia.

Uno dei nuovi obiettivi che mi sono posta – e a cui sto già lavorando per una serie di nuovi prodotti – è non solo di costruire una filiera etica e trasparente, ma anche di limitare spostamenti superflui o privi di senso degli oggetti. In particolare, in questo momento sto cercando di incentivare collaborazioni con artigiani del nostro territorio, recuperando artigianalità e capacità tecniche di una regione famosa in tutto il mondo per la ricerca sul tessile.”


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Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

GT Design tappeti 2021

“Questi ultimi due anni hanno di certo cambiato molte cose, mostrandoci quali sono gli aspetti su cui ci dobbiamo concentrare tutti di più. Quando ci siamo messi a pensare alla settimana del design di quest’anno ci siamo resi conto di avere una possibilità: fare il solito evento al Fuorisalone oppure cercare qualcosa di diverso. E così che ci è venuto in mente il FAI e Villa Necchi Campiglio. Abbiamo pensato che fosse giusto dare un piccolo contributo al mondo della cultura, così duramente colpito durante la pandemia, piuttosto che organizzare un evento come gli anni passati. Questo è un esempio di come le aziende che producono design possono e devono evolversi in un mondo che cambia più velocemente che mai. In un mondo pieno di oggetti, come designer ci dobbiamo chiedere quali valori stiamo aggiungendo a questa realtà. Penso che prima di tutto dovremmo tornare a progettare oggetti capaci di durare nel tempo, oggetti di altissima qualità, il contrario dell’usa e getta. Infine, si starà a vedere cosa succederà con la sfida aperta dal digitale.”

Come sarà la casa del futuro secondo G.T. Design?

“La casa del futuro sarà probabilmente un mix di high-tech e spazi ibridi, fluidi. Penso che ci abitueremo sempre di più a vedere robot tuttofare condividere la casa con noi. Allo stesso tempo, credo da sempre che la casa sia uno spazio dove lasciar andare le rigidità del mondo esterno. Penso che sia uno spazio dove potersi esprimere al meglio, dove il corpo riacquista una dimensione altra, più libera. Perciò immagino spazi meno rigidi, sicuramente adibiti a più di una attività, ma anche più minimali, più essenziali. Abbiamo tutti bisogno di stare seduti a terra dopo lunghe giornate passate su una sedia alla scrivania, e abbiamo bisogno di svuotare la testa dopo ore passate a guardare immagini. La casa sarà anche un luogo dove poter fare esperienze sensoriali, quindi il contatto con i materiali sarà estremamente importante. Io immagino una casa più ‘aperta’ e libera, con meno mobili imponenti e strutturati e più tessuti e tappeti, dove poter costruire giorno per giorno realtà sempre diverse.”

Ci racconta le novità 2021?

“Il 2021 ha rappresentato per noi un anno importante. Vent’anni prima, infatti, nasceva Kama (nel 2001), uno dei nostri progetti più significativi. Se ogni anniversario è un momento di riflessione, questa occasione ci ha dato la possibilità di avere una visione più lucida del passato. Guardando indietro, quello che salta all’occhio è il nuovo linguaggio introdotto da Kama nell’ambito del tappeto contemporaneo. Dopo anni di ricerca, il risultato è stato un tappeto con una presenza fisica totalmente differente dal passato. Proprio la sua bellezza quasi sfacciata ha fatto sì che ci fosse un’attenzione crescente su di lui. Quello che vedeva la gente era che con Kama, il tappeto stava diventando molto più che un semplice complemento d’arredo: con Kama il tappeto diventava elemento essenziale dell’interior design. Kama è infatti stato anche uno dei tappeti più imitati in tutto il mondo. Per celebrare i 20 anni di Kama, un tappeto su cui abbiamo continuato a lavorare in tutti questi anni, ho lavorato ad una capsule collection che gli rendesse omaggio giocando sulla sua caratteristica principale, ossia la sua capacità di cambiare identità attraverso la luce. Entrambi i due nuovi modelli, ‘Allegro a Piacere’ e ‘Allegro con Brio’ amplificano questa caratteristica di riflettere la luce e sono presentati in quattro colorazioni differenti.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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