Fuorisalone 2021 Zanotta: intervista a Giuliano Mosconi

Fuorisalone 2021 Zanotta: l’azienda svela Intimacy, il racconto di spazi abitativi che mutano nel tempo, condividendo l’esistenza e le trasformazioni. Una proposta articolata che raccoglie un prodotto inedito e alcune estensioni di gamma, ne abbiamo parlato con Giuliano Mosconi, Presidente e Amministratore Delegato di Zanotta.

Fuorisalone 2021 Zanotta

Su quali valori si fondano l’identità e la filosofia produttiva di Zanotta?

“Da sempre Zanotta pone al centro della sua strategia sviluppo, creatività, sperimentazione e progetto. Realizza prodotti dalla forte riconoscibilità, basati sul concetto di buon design, e su qualità, funzionalità, comfort e durata. Zanotta (Zanotta.it) è attenta alla contemporaneità del vivere, dell’abitare, dell’ospitare, cerca di intercettare le nuove esigenze per cogliere i mutamenti sociali in corso e tradurli in prodotti pensati per durare nel tempo ed essere compagni di vita.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore dell’arredo, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?


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“Io credo che il tema per il mondo del progetto sia rimettere al centro le persone con le proprie passioni e le proprie individualità. La casa va concepita come qualcosa di fluido e in continua evoluzione, è uno spazio che cambia e cresce con noi, colleziona i nostri ricordi e le nostre emozioni, racconta i nostri momenti più veri e privati. Le soluzioni di arredo devono essere versatili e non standardizzate su codici globali, devono offrire ampia possibilità? di personalizzazione. La proposta di Zanotta è orientata alla libertà di scelta con oggetti capaci di rappresentare le persone senza imporre uno stile. Il progetto per noi è portatore di un significato, deve essere capace di stabilire un legame con chi utilizzerà gli arredi, solo così i disegni si traducono in prodotti senza tempo, destinati ad essere usati per sempre e tramandati nelle generazioni.”

Vi siete posti nuovi obiettivi in ottica green o nuove soluzioni eco-sostenibili?

“Credo che su questo tema, al di là della sperimentazione nell’utilizzo di materiali recuperati che finora hanno avuto un ruolo più di ricerca, ci sia una diversa consapevolezza. C’è una attenzione diversa alla qualità complessiva e alla durabilità delle cose rispetto alle scadenze programmate dei prodotti. C’è una diversa attenzione alle innovazioni fatte non solo di variazioni estetiche ma di ricerca anche nei processi di produzione.”

Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?


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“L’abitare, i luoghi di lavoro e quelli collettivi si stanno contaminando e si sovrappongono, la progettazione degli spazi da vivere dovrà tenere conto di queste diverse attitudini. È necessario riconsiderare il rapporto tra casa e citta?, tra pubblico e privato, tra lavoro e tempo libero, tra indoor e outdoor. Noi di Zanotta abbiamo iniziato a farlo con il progetto Zanotta House New York … Abbiamo progettato una casa, non uno showroom, un luogo di incontro e relazione, uno spazio dinamico e flessibile, dove i prodotti sono al servizio di chi li utilizza e le cose evolvono come la vita, assecondando il dialogo osmotico tra la dimensione sociale e quella intima. Zanotta House New York vuole essere la sintesi di una precisa visione che, in un’ottica di ibridazione, interpreta gli spazi dell’abitare sfruttandone la capacita? di separare e connettere allo stesso tempo, per rappresentare lo scambio continuo con il tessuto cittadino: Zanotta House New York sara? occasione di eventi, mostre, performance, aprendosi a pubblici diversi (professionisti, dealer, stampa, mondo dell’universita?, della cultura e dell’arte) per connettersi con communities differenti, in un arricchimento reciproco.”


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Quali invece saranno le tendenze su cui puntare per il futuro dell’arredo?

“Nel nuovo mondo connesso, veloce, competitivo occorre rimanere riconoscibili nei valori che ciascuna azienda è in grado di esprimere. Sempre più è richiesto che questa rilevanza lo sia a livello globale. Non so se ci saranno percorsi a cui tendere sotto l’aspetto estetico. Quello che possiamo osservare ora è questa voglia di riscoperta del buon design anche indipendente dal periodo storico. Abbiamo all’interno un patrimonio di prodotti e di intuizioni che riteniamo essere di spinta per l’innovazione futura.”

Ci racconta le novità della collezione 2021?

“La collezione 2021 Intimacy racconta di spazi abitativi che mutano nel tempo, condividendo l’esistenza e le trasformazioni. Riguarda il legame profondo con gli oggetti che ci circondano, parte integrante della nostra personalità e della nostra storia. In continuità con la collezione Back to emotions presentata nel 2020, Intimacy interpreta la necessità di un design autentico e concreto, espresso attraverso oggetti pieni di significato, funzionali ma con un’anima, pensati per diventare compagni di vita.”

Quale sarà il concept dell’allestimento per la Design Week 2021?

“Abbiamo fatto una scelta dolorosa di non essere presenti al Supersalone di inizio settembre; era per noi difficile rappresentarci in un format definito. Vogliamo raccontarci in modo plurale e, come dicevo prima, parlare ai desideri e ai bisogni delle persone. Cerchiamo di farlo nelle presentazioni di Zanotta House Milano, Zanotta House New York e ora in un nuovo spazio nella sede dell’azienda dove accogliere e raccontare le nostre idee dell’abitare.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si sta manifestando a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“È un po’ di tempo che stiamo parlando di un nuovo Umanesimo, intendendo con questa definizione un diverso approccio al progetto delle cose, dove l’uomo ritorna al centro con i suoi desideri e bisogni, in una nuova voglia di autenticità. Da ruoli più o meno definiti che hanno caratterizzato la politica dei brand del settore c’è ora la riscoperta del prodotto e dei suoi contenuti non solo estetici.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“È certo che il modo di fare le cose, di come presentarle e comunicarle da parte delle aziende italiane ha avuto un impatto riconoscibile nei diversi mercati. Non sono sicuro però che nei prossimi anni solo questo sia sufficiente per mantenere la leadership in questo settore.”

Cosa significa per voi il concetto di Made in Italy?

“È un modo di fare che dobbiamo tutelare, fatto di un originale approccio alle innovazioni di prodotto, alle relazioni con i designer e alla capacità di realizzare i prodotti con attenzione particolare alla qualità e al dettaglio.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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