Fuorisalone 2021 Bross: intervista a Lara Dorbolò

Fuorisalone 2021 Bross: In occasione della Milano Design Week 2021 e dei 40 anni di storia nel mondo del design, Bross inaugura il proprio showroom in corso Monforte 16. Lo spazio, che occupa il piano terra di uno storico palazzo milanese del ‘600, è progettato dagli architetti Marco Zito e Omri Revesz e accoglie le più recenti collezioni dell’azienda e le novità 2021.

Fuorisalone 2021 Bross

In occasione dei 40 anni di Bross (Bross-italy.com), abbiamo incontrato e intervistato Lara Dorbolò, Ceo dell’azienda che ci racconta le novità presentate per la settimana del design.

Quest’anno festeggiate il vostro 40 anniversario. Un traguardo importante. Tra i punti fondamentali della filosofia aziendale di Bross da sempre c’è innovazione, customizzazione e tanta ricerca. Ce ne vuole parlare?

“Quando la mia famiglia ha acquisito la proprietà dell’azienda, nel 2006, conoscevo abbastanza bene la storia di Bross ed ero affascinata dalla sua capacità innovativa e dall’idea di legare un materiale tradizionale, come il legno, a forme sperimentali e a un design contemporaneo. Le sedie di Bross, così come i suoi tavoli, erano diffusi e commercializzati in tutta Italia e la loro qualità era quella garantita da una realtà forte con una filiera consolidata nella lavorazione del legno. Ho vissuto dall’esterno il brand prima di prenderne la guida, quindi l’ho accompagnato fino a questo traguardo, cercando di mantenerne sempre la riconoscibilità e di rafforzarne i valori con una decisa vocazione internazionale. Ho voluto pensare a collezioni sempre più trasversali non solo per la casa ma anche per l’ufficio, l’hotellerie, la ristorazione e questo ha reso necessaria una sostanziale evoluzione, con un design che si è fatto più complesso, grazie anche alla nostra capacità di assorbire le diverse fasi della lavorazione della materia prima, la verniciatura e la tappezzeria.”


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Ma ci sono anche altri valori che guidano la vostra storia aziendale, quali sono, ce li racconta?

“Bross è stata pioniera nella realizzazione di complementi di design originali ma anche colti e di straordinaria manifattura e la sua capacità artigianale è stata valorizzata nel tempo dalla collaborazione con grandi designer. Ettore Sottsass, Rodolfo Dordoni hanno disegnato per Bross, insieme a Luciano Marson, Giulio Iacchetti, Enzo Berti, Michael Schmidt, Marco Zito, Marco Piva. Partiamo sempre da famiglie di prodotto ampie che siano personalizzabili non solo nelle finiture ma spesso anche nelle dimensioni e questo è un servizio che poche aziende sono in grado di offrire e che costituisce un nostro grande valore.”

In che modo si sta evolvendo, oggi, il settore dell’arredamento, vista anche la pandemia di Covid-19, che ci ha fatto riscoprire l’importanza della casa durante il lockdown?

 “La differenza sostanziale è che ora più che mai le persone desiderano una casa cucita sui propri gusti e le proprie necessità. Con il tempo e i mezzi per documentarsi, avanzano richieste di personalizzazione sempre maggiori, che prima si era soliti affrontare prevalentemente con gli architetti, e allora per le aziende significa riorganizzare la propria filiera, per riuscire a rispondere in tempi brevi a qualunque richiesta.”


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Dopo la pandemia e il lockdown, quali sono le sfide del futuro che dovranno affrontare le aziende che producono design?

“Ci sono diverse sfide che siamo chiamati a raccogliere. Da una parte continuare a produrre quel design che unisca estetica, comfort, raffinatezza, funzione, possibilità di personalizzazione e in questo senso il valore del prodotto dovrà essere molto alto e non ci sarà spazio per soluzioni provocatorie o di scarso valore, come abbiamo visto negli ultimi decenni. Dall’altra indubbiamente il fatto di aver toccato con mano un pianeta più pulito a causa del blocco forzato ci ha fatto capire la necessità di uno sforzo globale e quotidiano verso la sostenibilità. Con questo non intendo solo che il prodotto debba avere le necessarie certificazioni e che la filiera debba essere il più possibile a impatto zero: la durata stessa del prodotto ne definisce in gran parte la sua sostenibilità.”


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Ci racconta la nuova collezione SIT di Marco Zito?

“SIT è una collezione versatile e ampia che comprende poltrone lounge, una chaise longue, pouf e coffee table. Come le più recenti famiglie di prodotto Bross, è pensata per avere una destinazione sia residenziale sia contract, con tutte le specifiche tecniche richieste da quest’ultima. In SIT le parti imbottite sono studiate con grande attenzione e dettaglio: quasi modellate, sia nella seduta sia nello schienale, per dare origine a una forma morbida ed ergonomica che avvolge la persona. La struttura, esile, contrasta con l’ampia imbottitura ed è realizzata in tondino metallico di colore nero o bronzo spazzolato. Marco Zito ha disegnato una collezione molto identitaria, unica, il cui disegno è rafforzato nelle sedute dalle cuciture a vista sui profili e nel coffee table dall’accostamento di una cornice che definisce un top, entrambi disponibili in diversi materiali, tono su tono o a contrasto.”

E la nuova collezione River di Marco Spatti?

“Nel caso di River, è perfettamente espressa la storia e la capacità di Bross nella lavorazione del legno. La struttura di questa collezione di tavoli è in massello ed è pensata per essere interpretazione del tradizionale cavalletto: ha profili morbidi e nasce da tre elementi verticali dalla sezione ellittica leggermente inclinati, che sono uniti nella parte inferiore da altrettanti traversi con crociera centrale. Gli elementi di giunzione rendono unica questa collezione disegnata da Marco Spatti, giovane designer che ha collaborato con noi per la prima volta. River può essere tondo o ovale, con una o due basi e in diversi materiali ed è un tavolo ideale sia per l’ambiente domestico sia per sale meeting.”

Quale sarà il concept dell’allestimento per la Design Week 2021?

“L’allestimento sarà di fatto permanente perché inserito in uno spazio, in corso Monforte 16, che accoglierà lo showroom Bross nei prossimi anni a Milano. È stato un passo importante per noi e gli architetti Marco Zito e Omri Revesz, che hanno seguito il progetto, sono riusciti a esprimere non solo il linguaggio dell’azienda ma anche i temi, così trasversali, a cui di fatto fanno riferimento le nostre collezioni. Bross Monforte 16 è uno spazio che rievoca i luoghi di lavoro contemporanei, fluidi, ma anche le lobby di hotel o gli ambiti living residenziali, internazionali, che vengono arredati con i nostri prodotti. Non volevamo fosse uno showroom in senso tradizionale e mi auguro che la sensazione sia di uno spazio dinamico, raffinato, di matrice italiana.”

Qual è la “cosa” più contemporanea, forte e promettente che si manifesta a suo avviso sulla scena del design contemporaneo?

“C’è una comune e sentita necessità di guardare più vicino, di non dimenticare la spinta internazionale ma di ritornare a valorizzare le proprie radici, il proprio territorio di azione. Di fare scelte mirate sui prodotti da inserire nel catalogo, che non dovranno più essere una corsa dovuta alla novità ma una vera necessità di mercato per l’azienda. In questo senso trovo che ci sia da parte degli imprenditori una maggiore coscienza e responsabilità e questa ‘saggezza’ mi auguro dominerà la scena, riportando con più valore il senso del design, di quel design italiano che ci ha fatto conoscere nel mondo.”

Una domanda che è anche un po’ una provocazione, esiste ancora uno stile italiano nel design?

“Oserei dire italianissimo.”

Caterina Di Iorgi
  • Laurea in Filosofia
  • Giornalista pubblicista
  • Specializzazione in Architettura & Design
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