Titolo edilizio scaduto e lavori avviati: cosa succede al Bonus Mobili?

Autore:
Alessia Bartiromo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa succede con il Bonus Mobili quando il titolo edilizio è scaduto e i lavori sono avviati: ecco i chiarimenti della normativa sull’effettiva data di avvio della ristrutturazione. 

Titolo edilizio scaduto e lavori avviati: cosa succede al Bonus Mobili?
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Il Bonus mobili è un incentivo particolarmente utilizzato in particolar modo per i giovani proprietari di un immobile, che consiste nella detrazione del 50% delle spese effettuate per arredamento e grandi elettrodomestici destinati a una casa ristrutturata.

Nel 2023 l’importo massimo era stato fissato a 8000 euro mentre nel 2024 è sceso a 5000 euro, attivando un iter ben preciso che prendesse il via con la data d’inizio dei lavori. Ma cosa succede se il permesso edilizio è scaduto ma i lavori avviati? Scopriamolo insieme con l’aiuto della normativa.

Il Bonus Mobili con titolo edilizio scaduto e lavori avviati

Il Bonus Mobili è un incentivo che ha aiutato moltissimo i proprietari delle nuove abitazioni, agevolandoli con l’acquisto ei grandi elettrodomestici e mobilia nuova. Anche per questi ultimi mesi, può ancora beneficiare della detrazione chi acquista entro il 31 dicembre 2024 mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A per i forni, alla E per le lavatrici e lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori e al contempo chi ha realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1 gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto, quindi il 2023. Lo stesso è stato confermato anche nella Legge di Bilancio per il 2025 con alcune novità: scopriamo cosa accade in caso di lavori avviati con un titolo edilizio scaduto.

Il caso del titolo edilizio scaduto

Titolo edilizio scaduto e lavori avviati: cosa succede al Bonus Mobili?
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Il caso analizzato vede una ristrutturazione di un immobile con SuperDia nel 2013 ma la pratica era scaduta nel 2016. Fino a quell’anno era stata completata la parte grezza dei lavori interrompendoli, con la necessità attualmente di riprenderli e finire.

La domanda da porsi è se è quindi possibile di usufruire del Bonus richiesto per l’intervento attuale e quale è da considerarsi la data iniziale dei lavori, se quella precedente che non servirebbe per l’incentivo o quella della seconda e ultima parte nel 2024. Con la proroga del Bonus Mobili anche per il 2025, è un quesito più che lecito, con la possibilità di estendere l’agevolazione anche per le ristrutturazioni del prossimo anno. Consentirà di avere uno sconto fiscale del 50% in dieci anni sulle varie tipologie di mobilio, per arredare l’immobile oggetto di lavori.

Il pagamento deve però essere tracciabile tramite bonifico, insieme a fattura e scontrino o tramite carta di credito.

La data di avvio lavori

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Premesso ciò, la normativa a riguardo è chiara: in presenza di un titolo edilizio scaduto non c’è la possibilità di proroga ma è possibile presentare una nuova pratica al Comune tramite una nuova SCIA, con la specifica data di avvio dei lavori.

Per utilizzare il Bonus, non è importante che venga presentata per completare un intervento di ristrutturazione iniziato oltre dieci anni fa o un altro ex novo, rendendo così possibile l’operazione che voleva effettuare la proprietaria del precedente immobile. L’unica condizione richiesta per usufruire del Bonus è quella di avere diritto alla detrazione per ristrutturazione per lavori in corso o già effettuati, che corrisponderebbero così alla seconda parte da completare tra il 2024 e il 2025.

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