Tettoia divelta dal vento: chi risarcisce il danno?

Cosa si verifica allorquando,  complice degli straordinari fenomeni metereologici, la tettoia venga divelta dal vento? Chi è tenuto a risarcire il danno? Ecco la risposta della Corte di Cassazione.

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Per effetto di fenomeni metereologici sempre più costanti, soprattutto in Inverno ma anche nel periodo Estivo, complice il contrasto dell’aria calda con quella fredda ad alte quote, si possono generare  intemperie in grado di provocare ingenti danni agli edifici.

Del  punto se n’è occupata la Corte di Cassazione che ha stabilito un determinato orientamento giurisprudenziale.

Danni da intemperie cagionati ad una tettoia: cosa accade?

La Suprema Corte ha esaminato il danno cagionato da una tettoia che, complice il forte vento dopo aver colpito il manufatto del vicino, ne provocava un ingente danno.

A quel punto la Corte si è chiesta se il proprietario della tettoia potesse essere ritenuto responsabile.

Ebbene, il caso di specie rileva una sorta di responsabilità presunta per la sussistenza della quale occorre che il danneggiato debba fornire in giudizio la prova del nesso causale tra evento e danno.

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Inoltre, il danneggiante è necessario che abbia avuto un potere sulla cosa e la capacità di intervenire sull’oggetto da cui è derivato il danno al di là della sussistenza o meno della preventiva azione di controllo e sorveglianza.

La responsabilità, qualora sussistano tali condizioni, visto il rapporto tra cosa e custode, può essere esclusa nel momento in cui il danneggiante dimostri la sussistenza del caso fortuito ovvero di un fattore estraneo che per l’eccezionalità, abbia interrotto il nesso causale, generando un evento lesivo di un bene altrui ma ad esso non imputabile.

Con l’arrivo dei mesi autunnali ed invernali ci si trova spesso dinanzi a delle intemperie che possono provocare danni agli edifici.

Ma fino a che punto le avverse condizioni atmosferiche possono essere considerate le uniche “colpevoli” di tali danni?

Danno cagionato da una tettoia a seguito di forte vento: cosa dice la Cassazione

Sul punto la Cassazione ha evidenziato che il custode non può essere tenuto responsabile del danno da questa cagionato al manufatto altrui, causa un evento meteorologico, sulla scorta del caso fortuito tenendo in considerazione i danni provocati dal dinamismo intrinseco della cosa in custodia di cui il titolare che è tenuto ad attivarsi, con media diligenza, per evitarli in ogni modo.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ritiene che un evento meteorologico di forte intensità, capace di disancorare la tettoia per poi determinare il danno al manufatto altrui, sia da ascrivere ad evento fortuito imprevedibile ed inevitabile, non imputabile alla responsabilità del custode, che pur apponendo tutte le misure di prevenzione del caso, non sarebbe stato in grado di evitarlo.

La Suprema corte di Cassazione ha, altresì, statuito:

Ai sensi dell’art. 2051 cod. civ. la responsabilità del custode della res sussiste pure in relazione ai danni dipendenti dal dinamismo intrinseco della stessa (per tutte: Cass. 27/11/2014, n. 25214, ove ulteriori riferimenti) per la sua conformazione o struttura, cui ben può ricondursi il rischio di uno svellimento di una tettoia precaria, sia pure per il concorso dell’azione di un vento di forza particolare, ma evidentemente non considerata o prevista in modo adeguato al momento del suo ancoraggio al suolo e quindi con persistente piena operatività di obblighi e responsabilità del custode: quindi, la tesi dell’inapplicabilità della norma suddetta alla fattispecie è di per sé errata e la ricorrente non può giovarsene

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Pertanto, nel caso di specie, il proprietario della tettoia, quale custode della stessa, è responsabile dei danni derivanti dal dinamismo intrinseco del bene, ma non potrà rispondere dei danni cagionati dallo stesso ad un manufatto altrui, qualora  lo svellimento dello stesso  sia stato dovuto, non a negligenza nell’adempimento dei propri obblighi, ma ad un evento meteorologico di elevata intensità, imprevedibile ed inevitabile, tale da interrompere il nesso di causalità tra il danno e l’evento che risulta essere in tal modo non imputabile alla responsabilità del proprietario-custode della tettoia.