Spese condominiali non pagate: tutela la tua privacy e i tuoi diritti
Ecco come avvalersi dei diritti a tutela della privacy di un utente con le spese condominiali non pagate evitando i comportamenti non corretti da parte degli amministratori di condominio.

Quando si abita in un condominio o si ha una proprietà all’interno dello stesso, le spese condominiali sono parte integrante della quotidianità. Necessarie per interventi straordinari o ordinari tra lavori, utente e manutenzione delle parti comuni, servono a godere di maggiore sicurezza e comfort all’interno del nucleo abitativo e regalare ai condomini un luogo dove vivere sempre all’altezza delle aspettative.
Spesso succede che ci siano delle spese condominiali non pagate da parte di utenti morosi: nonostante ciò, è possibile tutelare la propria privacy sapendo riconoscere i comportamenti non corretti da parte degli altri condomini e del proprio amministratore.
Tutela della privacy per le spese condominiali non pagate
Nel momento in cui il condomino è reo di avere delle spese condominiali non pagate, scatta l’iter per il recupero crediti in base al regolamento dello stesso condominio. Se è insito all’interno, è possibile procedere con mora e sanzione, altrimenti spetterà all’assemblea condominiale nella misura della maggioranza assoluta, decidere a riguardo. Molto spesso accade che l’amministratore pubblichi in bacheca, quindi visibile a tutti coloro che transitano all’interno del palazzo, sia l’ordine del giorno dell’assemblea che informazioni sui condomini morosi, ledendone la privacy.
Informazioni in bacheca e lesione della privacy

Pubblicare in bacheca la lista dei condomini morosi nel pagamento delle spese condominiali è stato considerato ufficialmente lesione della privacy secondo l’ordinanza n. 29323 della Corte di Cassazione del 7 ottobre 2022. La stessa Corte di Cassazione ha risposto a un caso analogo di un avvocato proprietario di un’abitazione in un condominio, che ha ritrovato il suo nome in bacheca a seguito di un decreto ingiuntivo per spese condominiali non pagate.
La pubblicazione ha danneggiato così la sua immagine rendendo pubblica la sua situazione, poiché l’avviso è stato esposto sulla bacheca condominiale dello stabile dove abita e lavora, quindi visibile anche ai suoi clienti. Il Tribunale di Bari in primo grado ha però rigettato la richiesta di risarcimento considerando le informazioni già note e senza prova che avessero leso la sua professionalità.
La Corte di Cassazione ha invece dato ragione all’avvocato, procedendo con il risarcimento, confermando il danno alla privacy.
Quando presentare ricorso e cosa può essere reso pubblico

La Corte di Cassazione ha così preso posizione su un’annosa questione e in particolar modo su un aspetto importante del caso. Resta infatti giusto che i condomini siano a conoscenza della situazione moratoria delle spese condominiali, dovendone poi decidere in assemblea a riguardo.
Al contempo però, l’amministratore non può affiggere informazioni riguardanti le posizioni debitorie individuali in spazi comuni ledendo così la privacy dell’utente anche con persone esterne ai condomini.
Le stesse informazioni devono quindi essere comunicate unicamente in assemblea o nel rendiconto annuale, rispondendo eventualmente alle domande poste allo stesso amministratore in privato da parte di singoli utenti, evitandone la divulgazione indiscriminata.
In caso contrario, l’utente moroso la cui privacy è stata lesa, può richiedere un risarcimento per danni sia economici che morali, così come fatto nel caso precedente dall’avvocato in questione. Secondo l’art. 15 del Codice della Privacy infatti, il danno non patrimoniale come quello alla reputazione che può portare anche un decremento di introiti economici, può essere risarcito.