Riscaldamento 2025: accensione, regole e sanzioni

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Riscaldamento 2025: l’autunno è alle porte e le temperature iniziano ad abbassarsi di giorno in giorno. Ecco il calendario di accensione dei riscaldamenti in Italia, le regole da seguire e le sanzioni a cui si va incontro se si contravviene a quanto sancito dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013.

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Riscaldamento 2025: accensione, regole e sanzioni
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Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013 è il testo di riferimento in materia di riscaldamento domestico in Italia. Si tratta di un decreto che stabilisce precisamente quante ore al giorno si possono tenere accesi i riscaldamenti, e a quale temperatura. Al suo interno sono contenute la differenziazione per zone climatiche, le deroghe ai casi particolari e tutte le informazioni utili a cui fare riferimento quando si ha a che fare con l’accensione e la gestione del riscaldamento domestico.

Se non si rispettano queste regole, si va incontro a sanzioni importanti. Soprattutto nel periodo storico contemporaneo, in cui l’attenzione all’impatto ambientale è massima e la necessità di non sprecare energia superflua è altissima, rispettare la disciplina del riscaldamento domestico è essenziale per rispettare il pianeta e, contemporaneamente, anche risparmiare in bolletta e non impattare negativamente sull’ambiente in cui si vive.

Riscaldamento 2025

Riscaldamento 2025: accensione, regole e sanzioni
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L’autunno inizia a bussare alle porte degli italiani, e se al Sud c’è chi va ancora al mare, nelle regioni nordiche altri hanno già tirato fuori dall’armadio cappotti e sciarpe. Proprio a causa delle enormi differenze climatiche che ci sono nella nostra Penisola, non tutte le regioni accendono i riscaldamenti nello stesso momento, ma si devono seguire delle regole ben precise (cui i Comuni possono autorizzare deroghe in situazioni particolari):

  • Zona A: isole di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Qui si possono accendere i riscaldamenti dal 1° dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore al dì;
  • Zona B: province calde (Palermo, Catania, ecc.), dove si possono accendere i riscaldamenti dal 1° dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore al giorno;
  • Zona C: città del Sud meno calde (Napoli, Salerno, Cagliari, ecc.), dove i riscaldamenti si possono accendere dal 15 novembre al 31 marzo per massimo 10 ore al dì;
  • Zona D: città del Centro (Roma, Firenze, Pescara, ecc.). Qui i riscaldamenti si possono accendere dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno;
  • Zona E: il Nord e il Centro-Nord (Milano, Venezia, Bologna, ecc.). Qui si può accendere il riscaldamento dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al dì;
  • Zona F: aree più fredde (Belluno, Trento, Cuneo), dove i riscaldamenti si possono accendere senza limitazioni di date né di ore giornaliere, ma secondo necessità.

Temperature e sanzioni

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Riguardo le temperature, il massimo che si può tenere all’interno degli ambienti riscaldati è 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Si tratta di un limite che segue le direttive UE e serve per contenere i consumi energetici e ridurre le emissioni. Chi contravviene a quanto di cui sopra, va incontro a sanzioni pesanti, che partono da 500 euro e possono arrivare anche a 3.000 euro. Oltre a queste, anche il condominio o il Comune possono decidere di applicarne di ulteriori per punire i trasgressori. In questo caso, le multe per recidiva possono arrivare a 800 euro.

Per aumentare l’efficienza energetica dei propri impianti, i contribuenti hanno diversi strumenti a disposizione. Anche chi non può cambiare l’impianto però, può fare qualcosa per le proprie tasche e per l’ambiente, seguendo i consigli dell’Enea per un utilizzo più consapevole del riscaldamento domestico.

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