Incentivi e novità in arrivo per sostituire i vecchi impianti di riscaldamento
Il Governo ha messo a punto un piano d’azione nazionale per migliorare la qualità dell’aria e incentivare la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con impianti più moderni. Ecco cosa prevede il piano, gli incentivi futuri e quali sono le novità in arrivo in campo edilizio per ridurre l’inquinamento atmosferico che deriva dal riscaldamento civile.
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Il riscaldamento civile in Italia rappresenta una spina nel fianco al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea. Si tratta di un settore che, nonostante i miglioramenti avvenuti nel corso degli ultimi anni, non riesce ancora ad allinearsi agli standard richiesti e che, inevitabilmente, incide negativamente sulla qualità dell’aria. Rientra, non a caso, tra le cause principali delle 3 procedure d’infrazione per il superamento sistematico dei limiti di PM10 e biossido di azoto (NO2) che la Commissione Europea ha avviato nei confronti del nostro Paese.
Le aree che risultano più critiche sono quelle urbane e la zona della Pianura Padana e, per evitare sanzioni e tentare di risolvere il problema, è stato approvato un Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale risale al 20 giugno 2025, e il programma prevede lo stanziamento di 2,4 miliardi di euro per ridurre l’inquinamento atmosferico. Per riuscire nell’intento, il Governo ha individuato 4 ambiti di priorità:
- agricoltura,
- mobilità sostenibile,
- riscaldamento civile,
- azioni trasversali di sistema.
Migliorare la qualità dell’aria

L’obiettivo del Piano d’Azione Nazionale è migliorare la qualità dell’aria ed evitare pesanti sanzioni da parte dell’UE. Per raggiungerlo, il Governo ha in mente una serie di interventi e azioni di grande impatto, da realizzare nel breve periodo.
Per quanto riguarda il riscaldamento civile, uno dei quattro pilastri di intervento delineati dal Piano, le azioni da fare riguardano sia la teoria che la pratica. Sul piano teorico è necessario aggiornare da un lato le classi di qualità degli impianti, modificare la normativa vigente e aumentare l’informazione riguardo la corretta gestione degli impianti termici civili alimentati con i sistemi a biocombustibili.
Inoltre si dovrà intervenire sul sistema delle ispezioni, sul tracciamento e sull’accatastamento dei nuovi impianti. Tutto questo servirà per determinare le azioni sul piano pratico, riguardanti in particolare gli incentivi da erogare per la sostituzione dei generatori di calore. Non è infatti un segreto che, attualmente, uno dei principali ostacoli alla transizione verde in Italia è rappresentato dall’inaccessibilità economica dei nuovi impianti per una percentuale non indifferente di famiglie.
Rigenerazione urbana e transizione ecologica

Il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria prevede fondi pari a 2,4 miliardi di euro, da ripartire tra i 4 pilastri settoriali visti in precedenza. Una parte di questi fondi sarà utilizzata per creare un piano di incentivi volti proprio a promuovere la sostituzione dei vecchi impianti con sistemi qualitativamente migliori, come le pompe di calore, e accoppiarli eventualmente anche agli impianti fotovoltaici. Una delle ipotesi più accreditate riguarda un finanziamento cumulabile con il Conto Termico, di cui però si devono ancora definire i dettagli.
La riduzione delle emissioni in ambito urbano e il miglioramento della vivibilità degli spazi già esistenti è cruciale nel percorso verso la transizione verde, ma ancora ricco di ostacoli. Per questo, il settore edilizio sarà uno dei più importanti su cui agire. Nello specifico, sono necessarie azioni mirate che da un lato intervengano sul costruito, allineando gli edifici esistenti ai criteri ambientali e prestazionali UE, e dall’altro sul nuovo, definendo nuovi standard di qualità minimi da rispettare per le nuove costruzioni.