Posso tagliare l’albero invadente del mio vicino?

Cosa fare quando si rende necessario il taglio di un albero del proprietario del fondo confinante che rechi un danno o un disturbo alla mia proprietà? Come evitare di andare davanti al giudice per risolvere la questione.

Albero, Caduto

Il buon vicinato tra proprietari terrieri può avere, spesso, radici molto profonde. Terreni che si tramandano di padre in figlio e che fanno nascere relazioni di amicizia fra persone, con un reciproco scambio di favori e tutto nella normalità.

Può accadere però che sorgano problematiche dovute proprio alla vicinanza tra fondi, con alberi che rechino un disturbo o un danno.

Ed allora, ci si chiede come poter dirimere la vicenda evitando che le parti giungano nelle aule dei Tribunali.

Caduta di foglie o frutti sul fondo del vicino: come nascono le diatribe

Taglio degli alberi: è necessario chiedere permesso al vicino?

Alberi fin troppo sporgenti sul fondo del vicino ovvero la caduta di frutta matura oltre il limite di demarcazione, sul terreno del vicino, possono rappresentare le prime avvisaglie di diatribe tra proprietari di fondi contigui.


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Tali situazioni, infatti, determinano in capo al proprietario del fondo contiguo, l‘onere di provvedere alla pulizia costante ed all’ordinaria manutenzione del proprio terreno.

Problematiche più gravose possono essere generate allorquando le radici delle piante si insinuino oltre le delimitazioni danneggiando siepi o costruzioni che si trovano sul confine fra le due proprietà.

Spesso le radici delle piante possono insinuarsi sotto il terreno confinante, provocando ingenti danni alla corrispettiva pavimentazione  e, talvolta, alle fondamenta dell’abitazione.

In tal caso, ci si chiede se si possa provvedere autonomamente all’abbattimento dell’albero del vicino e se per fare tale operazione, occorra l‘autorizzazione dello stesso.

Abbattimento albero del vicino: non è possibile agire con libero arbitrio

Giardino, Casa

Prima di procedere all’abbattimento di un albero sito sul fondo del vicino occorre verificare se quest’ultimo sia apposto ad una distanza legale dal confine.

In tal senso occorre far riferimento alle distanze prefigurate dai regolamenti ed usi del Comune di ubicazione del fondo.

In mancanza di usi o regolamenti degli Enti Locali, si deve far riferimento al rispetto di tali distanze:

  • Tre metri per alberi di alto fusto quali cipressi, pini, pioppi o querce
  • Un metro e mezzo per gli alberi non classificabili quali di alto fusto, aventi quest’ultimo di altezza non superiore ai tre metri
  • Un metro per le siepi di ontano
  • Due metri per le siepi di robinie

Se le piante si trovano in prossimità di un muro divisorio tra i due fondi, non è necessario far rispettare tali distanze legali. In questo caso specifico non è obbligatorio rispettare le distanze minime tra l’albero e il confine purché l’albero non sia più alto del muro divisorio. Entra in gioco questa eccezione dato che il vicino non subisce diminuzione di aria, luce e veduta.


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Nel caso in cui gli alberi non siano stati piantati sulla scorta del rispetto delle distanze legali, sarà possibile chiedere al vicino l’abbattimento al di là del danno o pregiudizio sussistente a carico del fondo contiguo.

Se il vicino si oppone, il proprietario del fondo contiguo potrà adire la giustizia ordinaria per ottenere l’abbattimento coattivo.

Abbattimento autonomo dell’albero: configura reato

albero-caduto

E’ vietato provvedere all’abbattimento di piante o alberi che seppur nel rispetto delle distanze legali, cagionino danni o rischi a carico del proprietario del  fondo contiguo.


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Un’operazione di tal genere configurerebbe, infatti, il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Prima mossa: richiesta amichevole al vicino di abbattimento dell’albero

La prima cosa da fare nella fattispecie summenzionata, è quella di chiedere al vicino di tagliare l’albero o la pianta che reca fastidio o danno a mezzo raccomandata a/r con tanto di termine tassativo entro cui adempiere l’opera.

In caso contrario, qualora il vicino non ottemperi all‘obbligo di provvedere oggetto di  richiesta, il giudice potrà valutare l’istanza formulata in giudizio e, una volta accertato il rischio o il danno a carico dell’attore, potrà condannare il vicino al taglio dell’albero o dei rami invadenti.

Se il vicino non ottempera neppure dopo il provvedimento del giudice, quest’ultimo procederà ad esecuzione forzata a mezzo di ufficiale giudiziario, recidendo l’albero e condannando il vicino al pagamento delle spese che potrà essere effettuato spontaneamente o a seguito di pignoramento.

Radici che sconfinano: è possibile tagliarle?

La procedura per l’abbattimento dell’albero è differente da quella prevista per il taglio delle radici che travalicano il confine.

L’art.896 c.c. consente di provvedere direttamente al taglio delle radici senza richiesta di autorizzazione o eventuale intervento del giudice.

Tale azione non vincolata da autorizzazione del giudice o del vicino, è concessa al proprietario del fondo danneggiato dal travalicamento delle radici degli alberi apposti sul fondo contiguo, poiché sarebbe difficile provare l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni nel taglio delle radici che, può avvenire involontariamente,  attraverso gli atti di ordinaria manutenzione del terreno.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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