Multe a chi usa stufe e camini in casa: dove e come evitarle
In arrivo multe a chi usa stufe e camini in casa in queste regioni italiane: per salvaguardare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento la chiave sta nella modernità degli impianti. Ecco in quali regioni vigono i divieti più severi, a quanto ammontano le multe e come fare per evitarle e rispettare le regole.
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In inverno scaldarsi davanti al fuoco di un camino o di una stufa a legna è una delle sensazioni di calore più ricercate dagli italiani, anche da chi ha in casa termosifoni e impianti a gas. Non in tutto il territorio nazionale, però, si possono utilizzare stufe e camini domestici come si vuole. Il motivo sta nel rischio inquinamento, poichè in alcune aree del Bel Paese le condizioni climatiche favoriscono il ristagno degli agenti inquinanti, che peggiorano la qualità dell’aria e mettono a repentaglio la salute dei cittadini.
Nonostante la legna sia un combustibile naturale, infatti, produce numerose polveri sottili dannose per la salute, e in quei territori dove il ristagno è maggiore, da diversi anni le amministrazioni regionali hanno introdotto divieti, limiti e sanzioni per contenere l’inquinamento e salvaguardare la qualità dell’aria. In particolare, queste restrizioni riguardano i territori che aderiscono all’accordo del bacino padano, volto a ridurre le emissioni e l’inquinamento dell’aria: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Ecco a cosa fare attenzione.
Multe a chi usa stufe e camini in casa

I limiti e i divieti non riguardano tanto l’utilizzo del riscaldamento a legna, quanto gli impianti attraverso cui si effettua. Gli impianti infatti, seguono una classificazione da 1 a 5 stelle che misura l’impatto ambientale: ad 1 stella corrispondono gli apparecchi molto inquinanti e obsoleti, mentre a 5 stelle corrispondono quelli ad alta efficienza e impatti minimi. In base al livello di allerta, deciso autonomamente dalle singole amministrazioni locali, gli impianti a 1 e 2 stelle sono vietati (livello base), mentre quelli a 3 stelle sono limitati nei periodi di emergenza smog (livello arancione) e ulteriormente vincolati nelle situazioni peggiori (livello rosso).
Chi possiede un impianto a 4 o 5 stelle, può quindi dormire sonni tranquilli e utilizzare stufe e camini liberamente. Chi invece ha impianti più inquinanti, deve immediatamente controllare la propria normativa di riferimento e comportarsi di conseguenza. Se si infrange la legge, infatti, si rischiano multe che vanno dai 100 ai 500 euro per un uso scorretto degli apparecchi o se si utilizzano apparecchi vietati, oppure che arrivano fino a 5.000 euro se gli impianti risultano non dichiarati o non conformi.
Come evitare le sanzioni

Per evitare le sanzioni, quindi, è preferibile prendere alcune precauzioni:
- verificare la classe ambientale del proprio apparecchio (nel Certificato Ambientale, che il produttore deve fornire all’acquisto dell’impianto);
- controllare le normative del proprio comune e della propria regione, soprattutto nei mesi che vanno da ottobre a marzo;
- utilizzare solo legna certificata e ben stagionata (mai legna umida);
- effettuare regolarmente sia la pulizia che la manutenzione della canna fumaria;
- scegliere impianti a 4 o 5 stelle.
Per acquistare o sostituire il proprio impianto, si può usufruire dei vantaggi del Conto Termico 3.0 e, ancora fino alla fine dell’anno, degli incentivi dedicati agli impianti green e che coprono l’acquisto di apparecchi a basso impatto ambientale. Ancora, si può scegliere l’Ecobonus, con la detrazione Irpef al 50 o al 36% (a seconda se gli interventi riguardano la prima o la seconda casa) anche per tutto il 2026.