Legge clima Lombardia: cosa cambia per l’edilizia dopo l’ok
La Legge clima Lombardia è stata ufficialmente approvata, e intende favorire la transizione verde sul territorio regionale attraverso interventi mirati e politiche green. In particolare, la legge andrà a modificare anche l’edilizia, ma in che modo? Ecco cosa prevede la nuova legge e come intende cambiare per sempre l’asset urbanistico lombardo.
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Intervenire sugli edifici più datati e progettarne di nuovi in base agli obiettivi ambientali europei e all’Accordo di Parigi è essenziale per incamminarsi sul lungo percorso della transizione verde. L’obiettivo finale è la neutralità climatica, e l’abbattimento dell’impatto negativo che gli edifici sia residenziali che non hanno sull’ambiente. Per farlo però, non servono solo buone pratiche, ma direttive dall’alto.
Per questo, viene accolta con molto favore l’approvazione della Legge clima Lombardia che, in perfetta coerenza con gli obiettivi ambientali e di abbattimento delle emissioni, intende stravolgere completamente la gestione climatica della regione. Vuole farlo, nel dettaglio, intervenendo sia sull’adattamento climatico che sull’urbanistica pura e semplice, prevedendo nuove politiche ambientali sia nei trasporti pubblici che nella sanità. Si tratta, insomma, di un approccio integrato e strategico per raggiungere la neutralità climatica: ecco cosa prevede.
Legge clima Lombardia

Il cambiamento climatico è sempre più evidente, gli eventi catastrofici aumentano di frequenza e intensità e c’è bisogno di porre un freno al fenomeno e invertire il senso di marcia. Adottare atteggiamenti green non basta più, ma serve integrare le best practices quotidiane e dei singoli, ad un intervento strategico delle istituzioni. Proprio in questo contesto si piazza la Legge clima Lombardia, di recente approvazione.
Questa legge regionale è perfettamente allineata con le esigenze dell’era moderna e con gli obiettivi del 2050, per i quali l’Italia è ancora piuttosto indietro. L’obiettivo finale è quello di supportare la transizione green e di introdurre politiche climatiche nelle strategie regionali.
La Regione Lombardia sceglie di intervenire così a sostegno delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e di puntare tutto sulle città circolari. Queste rappresentano un modello all’avanguardia, in cui l’urbanistica è basata sui principi di bioarchitettura e ingegneria ambientale. Gli edifici sono tra le principali fonti di emissioni di CO2 e di sprechi, e un intervento diretto sull’edilizia è proprio quello che può fare la differenza tra una città in affanno e una al passo coi tempi dal punto di vista climatico e ambientale.
Obiettivo neutralità climatica

In Italia la maggior parte degli edifici ha ancora una classe energetica bassa, e l’efficientamento energetico rimane un lusso per molti italiani. In questo contesto, le politiche introdotte dalla Legge clima Lombardia risultano essere quanto mai necessarie, non solo riguardo la Direttiva Case Green, ma anche nei confronti dell’Accordo di Parigi. In particolare, la legge parla di:
- efficientamento energetico degli edifici,
- promozione delle fonti rinnovabili,
- sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio,
- gestione sostenibile del suolo,
- forestazione urbana e rurale per l’assorbimento di anidride carbonica,
- promozione dell’idrogeno a basse emissioni.
Per quanto riguarda l’adattamento climatico, in tutta la Regione si dovranno incrementare le aree verdi urbane, l’utilizzo dell’edilizia bioclimatica, interventi per ridurre il rischio idrogeologico e idraulico, e l’uso dei tetti verdi per contenere il carico idrico, migliorare l’isolamento e aumentare l’approvvigionamento.
Infine, in riferimento agli edifici sia residenziali che pubblici, la legge intende incrementare gli obblighi di installazione di impianti da fonti rinnovabili negli edifici, così come l’installazione delle tecnologie necessarie per la ricarica dei veicoli elettrici.