Cosa include il Conto Termico 3.0? Gli interventi incentivabili
Cosa include il Conto Termico 3.0, il nuovo meccanismo di incentivi per gli interventi di piccole dimensioni volte ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici italiani? Ecco la lista completa degli interventi che rientrano nel raggio d’azione del decreto, e tutti gli ultimi aggiornamenti sulla sua attesissima pubblicazione.
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Il Conto Termico 3.0 è un decreto di prossima pubblicazione che andrà ad aggiornare il Dm 16 febbraio 2016. Si tratta di un nuovo meccanismo di incentivi volti all’efficientamento energetico degli edifici italiani a cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le Regioni stanno lavorando dallo scorso dicembre, e che pare quanto mai necessario nello scenario attuale. Grazie a questo piano di incentivi infatti, moltissimi edifici italiani potranno sostituire i vecchi impianti di climatizzazione e riscaldamento con nuove soluzioni, e andare incontro alla transizione verde.
Il Conto Termico 3.0 ha una platea più ampia del precedente Dm 16 febbraio 2016, e si rivolge sia ai privati che alle pubbliche amministrazioni. Allo stesso modo, saranno aggiornati anche i massimali di spesa sia specifici che assoluti, alla luce delle nuove oscillazioni dei prezzi di mercato, così come la lista degli interventi incentivabili. Proprio su questi vogliamo concentrarci: ecco la lista completa che riguarda gli edifici residenziali.
Cosa include il Conto Termico 3.0?

Il decreto Conto Termico 3.0 prevede incentivi per diversi tipi di edifici, tutti chiaramente specificati nel testo stesso. Focalizzandosi solamente sugli edifici dell’ambito residenziale appartenenti a soggetti privati, vediamo quali sono gli interventi incentivabili. Si ricorda che il decreto prevede agevolazioni solamente per interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari esistenti, dotati di impianto di climatizzazione:
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore, elettriche o a gas che usano energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi ibridi factory made o bivalenti o pompa di calore add on;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, compresi i sistemi ibridi a pompa di calore;
- installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale;
- sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti utilizzanti unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.
In attesa del decreto

Come è evidente, il decreto Conto Termico 3.0 cambierà parecchie carte in tavola, permettendo a moltissimi cittadini e pubbliche amministrazioni di aumentare l’efficienza energetica degli edifici sia residenziali che non. Un aspetto fondamentale da conoscere è che per fare domanda e ottenere gli incentivi, ci si può presentare sia singolarmente che mediante comunità energetiche o configurazioni di autoconsumo. In base a quanto riporta il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, non si dovrà attendere molto per la pubblicazione del decreto.
Una volta entrato in vigore, il GSE avrà 30 giorni per aggiornare il portale e prepararlo a ricevere le richieste dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni. In perfetto accordo con la Direttiva Case Green, questo decreto renderà più accessibile l’efficientamento energetico, che per molti italiani rimane un sogno irrealizzabile proprio a causa dei costi elevati. Non rimane che attendere la pubblicazione, e andare progressivamente verso un futuro più verde.