Il Consiglio di Stato rinvia la Sanatoria Edilizia in vista del Decreto Salva Casa

Autore:
Alessia Bartiromo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Grandi novità per le decisioni del Consiglio di Stato dopo il rinvio della Sanatoria Edilizia in vista del Decreto Salva Casa per un importantissimo precedente. 

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Il Consiglio di Stato ha preso un’importante decisione, divulgata con ordinanza n° 5889 del 2024. Si è proceduto infatti con il rinvio della Sanatoria Edilizia riferita a un contenzioso, portata avanti dopo un diniego ricevuta da un’Amministrazione Comunale. La parte appellante infatti, aveva richiesto il rinvio per l’introduzione della legge di conversione del Decreto Salva Casa, approvata poi effettivamente il 28 luglio 2024. Un precedente importantissimo non solo per il caso specifico ma anche per quelli analoghi, prevedendo nuove misure per regolamentare gli immobili con irregolarità edilizie. 

Il rinvio della Sanatoria Edilizia in vista del Decreto Salva Casa

La decisione del Consiglio di Stato è stata molto importante per valutare al meglio ogni aspetto proprio in vista delle novità del Decreto Salva Casa, rinviando ogni decisione e la nuova udienza soltanto a dicembre. Possibile infatti che le nuove normative possano avere un ruolo chiave a favore della posizione della ricorrente, in una questione molto delicata e spinosa, nella quale si possono ritrovare coinvolte molte persone. Un precedente fondamentale, che va studiato e analizzato in vista, in particolar modo, dei cambiamenti futuri.

L’oggetto della controversia

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Tutto è nato dal rifiuto di una richiesta di permesso di costruire in base alla sanatoria edilizia da parte dell’Amministrazione Comunale di riferimento. La proprietà ha così prima eseguito i lavori poi ha presentato domanda così come da iter, con la possibilità di ottenere la regolarizzazione per gli interventi non autorizzati. Il Comune ha però respinto la richiesta, dando il via al lungo iter giudiziario da parte del soggetto leso, prima con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e successivamente al Consiglio di Stato, che ha completamente cambiato le carte in tavola, emettendo la storica ordinanza in attesa degli approfondimenti del Decreto Salva Casa. La proprietà ha così deciso di ricorrere al ricorso al Consiglio di Stato, convinta che ci fosse un’errata interpretazione delle norme urbanistiche e amministrative.

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La decisione del Consiglio di Stato

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I punti focali sono stati la violazione del principio di proporzionalità e il diritto di proprietà, con la certezza che gli interventi realizzati non alterassero in modo sostanziale la conformità dell’immobile rispetto al tessuto urbanistico. Il Consiglio di Stato ha confermato il caso come spinoso e fumoso in diversi punti, soprattutto dopo l’introduzione del nuovo Decreto Salva Casa dal 28 agosto 2024.

Per questa ragione, ha deciso di rinviare l’udienza al mese di dicembre, approfondendone le novità e tutte le sfumature, puntando alle nuove norme proprio come semplificazione delle procedure di regolarizzazione degli immobili. Si potrebbe aprire quindi una porta importante per una nuova interpretazione delle regolamentazioni, con un esito anche positivo della vicenda. Se il Comune di riferimento dovesse riconoscere la fattibilità degli interventi con le nuove disposizioni, il ricorso potrebbe essere accolto.

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