Emilia Romagna inverno 2026/2027: quando si potranno accendere i caloriferi?
Primo cambiamento importante causa il clima caldo: il nuovo calendario accensione riscaldamento in Emilia Romagna: le date, la normativa in vigore e le eccezioni.

Siamo agli sgoccioli: l’inverno è alle porte e sta per giungere il momento di accendere il riscaldamento; la questione riguarda anche gli abitanti dell’Emilia Romagna e sapere quando si potrà premere il tasto ON sulla caldaia per sentire il tepore in casa è importante, anche in considerazione del fatto di evitare possibili multe.
Le regole del Piano nazionale non prevedono più il posticipo dell’accensione degli impianti nelle case e nelle fabbriche come avvenuto negli ultimi inverni, causa la crisi energetica determinata dallo scoppio della guerra in Ucraina e che ha mandato alle stelle il prezzo del gas.
L’impianto di riscaldamento essere tenuto acceso in modo da raggiungere una temperatura interna di 20 gradi per le abitazioni e di 19 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili.
Ma precisamente, quando si potrà accendere il riscaldamento nei comuni dell’Emilia Romagna?
La regione si trova quasi interamente nella fascia E (la penultima delle 6 fasce) e quindi i cittadini avranno facoltà di accendere il riscaldamento per 14 ore al giorno, dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027.
La data di accensione è stata però rivista a seguito del cambiamento climatico che sembra aver decisamente spostato in avanti le lancette dell’arrivo dell’autunno. A seguito di un’ordinanza regionale dello scorso settembre , i sindaci di alcune città della regione hanno deciso di posticipare l’accensione, operazione peraltro gradita anche dai consumatori in ottica risparmio. Andando nello specifico, il nuovo calendario prevede l’accensione di caldaie e caloriferi a partire dal 1° novembre 2026 per tutte le località situate in fascia E, a partire quindi dal capoluogo di regione Bologna oltre alle provincie Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ferrara, Forlì e Rimini.
Per i comuni invece della fascia F, non vigono regole, a causa delle diverse situazioni climatiche che possono verificarsi a seguito del posizionamento geografico.
Emilia-Romagna inverno 2026/2027: le date per ogni provincia

Bologna
Zona E, eccetto i comuni di Lizzano in Belvedere, Porretta Terme e Granaglione in zona F
Modena
Zona E , con eccezione dei comuni di Frassinoro; Pievepelago; Fiumalbo; Riolunato; Montefiorino e metà dei comuni di Palagano, di Lamamocogno, di Montecreto, di Sestola e di Fanano, tutti in zona F
Reggio Emilia
Zona E con eccezione dei comuni di Ramiseto; Collagna; Busana; Ligonchio; Villa Minozzo e metà dei comuni di Toano; di Castelnovo ne’ Monti e di Vetto, in zona F
Parma
Zona E con eccezione dei comuni di Corniglio; Monchio; Palanzano; Albareto; Borgotaro; Compiano; Bedonia e Tornolo in zona F
Piacenza
Zona E con eccezione dei comuni di Zerba, Cerignale, Ottone e Ferriere in zona F
Ferrara
Zona E
Forlì e Cesena
Zona E eccetto la parte centrale della provincia, in zona D
Ravenna
Zona E
Rimini
Zona E
Direttiva regionale
Attenzione però: la Regione Emilia-Romagna ha una direttiva, con validità 1 ottobre/31 marzo di ogni anno, che stabilisce, per i comuni posti al di sotto dei 300 metri di altitudine, il divieto di utilizzare
generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa ad alto impatto emissivo sotto la certificazione a 3 stelle.
Ulteriore limitazione, qualora scattino misure emergenziali della qualità dell’aria, per tutti i comuni di pianura vige
il divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa ad alto impatto emissivo sotto la certificazione a 4 stelle.
Anche per quest’anno, il divieto è stato confermato dalla giunta regionale emiliana-romagnola.