Devi ristrutturare casa? Attenzione al nuovo obbligo che può far aumentare i costi
Ristrutturazioni e rinnovabili: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo quadro normativo previsto dal decreto legislativo 5/2026, che attua la direttiva europea Red III sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili.
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E’ ormai pienamente operativo il nuovo pacchetto normativo del decreto legislativo 5/2026, un quadro che amplia gli obblighi per le ristrutturazioni in attesa dell’applicazione della Direttiva Case Green.
Si tratta di una misura che serve anche ad attuare la direttiva europea Red III sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili, e che, all’atto pratico, obbliga chi decide di fare una ristrutturazione, a includere negli interventi anche quelli che riguardano l’efficientamento energetico.
Ristrutturazioni e rinnovabili

Lo scorso 3 agosto è entrato in vigore il decreto legislativo 5/2026, e nel mondo dell’edilizia è partito un gran fermento. Il decreto, infatti, attua la direttiva europea Red III sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili e amplia i casi in cui diventa obbligatorio coprire una quota dei consumi energetici con fonti rinnovabili. In poche parole, quindi, chi decide di ristrutturare dovrà inserire nei lavori anche interventi che includano soluzioni come:
- fotovoltaico,
- pompe di calore,
- sistemi ibridi.
La novità riguarda gli edifici nuovi e anche una parte di quelli esistenti. L’obbligo, infatti, non interessa tutte le ristrutturazioni in assoluto, e sarà compito del Ministero dell’Ambiente chiarire quali sono i casi che possono evitare di adempiere agli obblighi.
In particolare, l’esclusione riguarderebbe i casi in cui l’intervento risulti tecnicamente impossibile o economicamente non conveniente. A non poter sfuggire ai nuovi obblighi sono le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello, oltre alla ristrutturazione dell’impianto termico.
Per ristrutturazione importante di primo livello si intendono i lavori che interessano oltre il 50% dell’involucro edilizio e comprendono, quindi, anche il rifacimento dell’impianto termico. Il secondo livello, invece, coinvolge dal 25% al 50% della superficie disperdente dell’involucro.
I nuovi obblighi

Considerando le disposizioni precedenti, sono proprio le ristrutturazioni di secondo livello a dover rispettare più obblighi rispetto al passato, in quanto sono molto più frequenti, e in molti casi rientra in questo tipo di ristrutturazione anche il rifacimento del cappotto termico.
Per le ristrutturazioni di secondo livello il decreto impone di coprire con fonti rinnovabili una quota dei consumi energetici pari al 15% della somma dei consumi previsti per la climatizzazione invernale e per la climatizzazione estiva.
In poche parole, quindi, oltre agli interventi sull’esterno dell’edificio, potrebbe essere necessario anche installare o integrare impianti che siano in grado di produrre energia da fonti rinnovabili.
Questi nuovi obblighi si traducono inevitabilmente in costi più alti per i condomini, soprattutto se si interviene su edifici molto datati, dove è più complesso installare fotovoltaici, pompe di calore o sistemi ibridi.
Inoltre, ci sono da considerare aspetti come lo spazio disponibile, le caratteristiche tecniche dell’edificio, l’esposizione, i vincoli urbanistici, lo stato degli impianti esistenti e, non meno importante, la capacità economica dei proprietari.
Si tratta di elementi che si valuteranno con le deroghe, e che per ora non sono ancora stati inquadrati. Nel precedente quadro normativo erano già presenti le impossibilità tecniche e la non convenienza economica, ma potrebbero aggiungersi nuovi casi nella formulazione delle nuove eccezioni.
Fino a quando il Ministero dell’Ambiente non le renderà note, quindi, i lavori presentati con titoli edilizi a partire dal 3 agosto dovranno valutare non solo l’efficientamento energetico dell’edificio, ma anche la quota di energia da fonti rinnovabili richiesta dalla normativa.