Rinnovabili obbligatorie dal 2026: cambia tutto per le ristrutturazioni

Autore:
Erika Fameli
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Rinnovabili obbligatorie nelle ristrutturazioni a partire da agosto 2026: in Italia tutti i lavori sugli immobili dovranno integrare le fonti rinnovabili. L’obbligo, precedentemente riguardante solamente le nuove costruzioni, interesserà ora tutti gli edifici: ecco cosa cambierà e cosa è importante sapere.

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Rinnovabili obbligatorie nelle ristrutturazioni: nuove regole UE
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Il decreto legislativo 5/2026 recepisce la Direttiva europea RED III e allarga considerevolmente il perimetro per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici. In poche parole, quindi, in ottemperanza delle nuove regole UE per aumentare la quota delle energie pulite, tutte le ristrutturazioni (e non più solo le nuove costruzioni) dovranno aggiungere interventi per le rinnovabili nel piano dei lavori.

Ecco cosa cambia, quando scatta l’obbligo e tutto quello che c’è da sapere su queste nuove regole, che puntano a portare la quota delle energie pulite al 42,5% entro il 2030.

Rinnovabili obbligatorie nelle ristrutturazioni

Rinnovabili obbligatorie nelle ristrutturazioni: nuove regole UE
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La Direttiva RED III fissa al 39,4% l’obiettivo nazionale di quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo da raggiungere entro il 2030, mentre per gli edifici l’obiettivo si spinge fino al 40,1%. Attualmente solamente gli edifici di nuova costruzione e quelli che affrontano lavori rilevanti hanno l’obbligo di integrare negli interventi le fonti rinnovabili, ma grazie a questa Direttiva cambierà tutto. Stando a quanto sancisce il decreto legislativo 5/2026, infatti, dal 3 agosto 2026:

  • gli edifici di nuova costruzione dovranno garantire la copertura del 60% dei consumi previsti per climatizzazione invernale e climatizzazione estiva con impianti a fonti rinnovabili;
  • gli edifici sottoposti a ristrutturazioni di I livello (che coinvolge più del 50% della superficie e include la ristrutturazione dell’impianto termico) devono arrivare ad una percentuale del 40%;
  • le ristrutturazioni importanti di II livello (tra il 25% e il 50% della superficie e l’impianto) e di sostituzione dell’impianto termico devono raggiungere una copertura del 15% dei consumi;
  • la sostituzione del solo impianto di riscaldamento deve garantire la copertura del 15%.

In poche parole, quindi, tutte le ristrutturazioni in Italia dovranno prevedere degli interventi migliorativi dal punto di vista delle fonti rinnovabili. Si tratta di un obbligo che nasce con l’intenzione di portare la quota delle energie pulite al 42,5% entro il 2030, ma come si concretizza, a livello pratico?

Interventi e divieti

Rinnovabili obbligatorie nelle ristrutturazioni: nuove regole UE
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Quali sono gli interventi che rientrano in queste nuove regole, che entreranno in vigore il prossimo agosto? Nell’ambito di una ristrutturazione, sarà necessario integrare le FER attraverso impianti solari termici, pompe di calore e similari. Chi interviene solo sulle caldaie, quindi, deve verificare la dichiarazione del produttore, poichè le caldaie a condensazione sono escluse dai bonus e i modelli di nuova generazione dovrebbero rispettare in automatico i livelli minimi di energia rinnovabile richiesta. A questo punto, però, è necessario fare una precisazione: il nuovo decreto specifica che se si interviene solo sulle caldaie, non si possono richiedere più gli incentivi fiscali per la sostituzione dell’impianto a gas con una caldaia a pellet.

L’unica eccezione al rispetto di queste nuove regole riguarda l’impossibilità di seguirle, che deve però essere certificata: se il progettista attesta nella relazione tecnica che è tecnicamente impossibile o economicamente non conveniente rispettare l’obbligo, allora lo stesso decade.

Con il nuovo decreto, quindi, si aggiunge la componente economica alle deroghe, che prima prevedevano solamente l’impossibilità tecnica. Ad ogni modo, la valutazione deve essere opportunamente documentata e si devono vagliare tutte le opzioni tecnologiche disponibili prima di affermare che non si possono rispettare i criteri del nuovo decreto. La relazione è inoltre obbligatoria per la regolarità edilizia.

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