Contatori dell’acqua individuali in condominio: chi paga?
Come si ripartiscono le spese relative ai contatori dell’acqua individuali in condominio? Questi elementi, soprattutto negli stabili che contano numerose unità immobiliari con consumi diversi, permettono una gestione migliore e precisa dell’acqua. Ma come si devono dividere le spese?
Guarda il video

Vivere in un condominio vuol dire dividere. Che si tratti di spazi comuni, servizi e proprietà. Tra le cose da dividere, e da gestire in modo comunitario, c’è anche l’acqua.
Per questo, soprattutto nei condomini molto grandi e con tante unità abitative, l’installazione di contatori individuali dell’acqua può rappresentare la soluzione migliore per gestire in maniera semplice e chiara la situazione. Questi, infatti, permettono ad ogni appartamento di avere il proprio contatore, e di avere la misurazione esatta dei propri consumi.
Di conseguenza, scegliere di installare i contatori individuali dell’acqua in condominio permette ai singoli proprietari di pagare solamente ciò che utilizzano, distribuendo le spese in modo proporzionale ai consumi. Come si deve dividere però, la spesa dell’acqua comune? Ecco come gestire i contatori individuali in un contesto condominiale.
Contatori dell’acqua individuali in condominio

Come anticipato, i contatori individuali dell’acqua in condominio rappresentano la soluzione migliore per dividere in modo equo le spese di consumo dell’acqua.
In passato, e ancora oggi negli stabili più datati, la divisione delle spese dell’acqua viene fatta in base ai millesimi di proprietà, per cui chi ha una casa più grande paga di più, a prescindere del consumo effettivo di acqua che fa. Si tratta, com’è evidente, di un sistema affatto equo. Grazie ai contatori singoli, invece, ogni appartamento può monitorare i consumi e pagare di conseguenza. I vantaggi, quindi, sono numerosi:
- si paga solo quello che si consuma
- si incentiva un uso più attento e responsabile delle risorse idriche,
- c’è un maggiore controllo e una maggiore precisione del consumo di acqua,
- si individuano più facilmente perdite e guasti nell’impianto.
Grazie agli ultimi sviluppi tecnologici, sul mercato si possono trovare diversi tipi di contatori, oltre a quelli classici meccanici: contatori a ultrasuoni, a radiofrequenza e contatori smart e IoT. Sta al condominio, quindi, scegliere quelli più adatti alle esigenze dei condomini, e procedere poi all’installazione.
Come dividere le spese

Il nodo della questione, come spesso accade quando si ha a che fare con installazioni condominiali, è come ripartire le spese. Per quanto riguarda il consumo, il quesito si risolve da sé, poichè i contatori individuali assegnano ad ogni appartamento la quota da pagare in base al consumo effettivo. Come funziona però, per l’installazione e il consumo comune? Trattandosi di una modifica all’impianto condominiale, l’installazione dei contatori individuali deve essere approvata dall’assemblea secondo le maggioranze previste dall’art. 1136 del Codice Civile.
Anche la ripartizione delle spese viene decisa in fase di assemblea e, solitamente, sia le spese di installazione che quelle inerenti il consumo idrico comune vengono ripartite tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà.
Nel caso specifico del consumo comune però, come quello per il mantenimento dello stabile (pulizia delle parti comuni, irrigazione del verde, ecc.), le riparazioni ai guasti e le piccole perdite fisiologiche della rete, la quota può essere ripartita in parti uguali, a discrezione dell’assemblea.
Questa scelta deriva dal fatto che la manutenzione degli spazi comuni deve ricadere su tutti coloro che ne godono in parti uguali, e non differentemente in base alla metratura del proprio immobile, in quanto altrimenti, dovrebbe essere proporzionale anche il diritto di godimento. Si tratta di una scelta che, spesso, viene fatta per evitare controversie tra condomini e per rendere la divisione delle spese quanto più possibile equa.