Liti condominiali: come difendersi ed evitare problemi con la legge


Frequenti sono le liti in un condominio per differenti ragioni. Dai semplici dissapori alle liti di maggior gravità, ecco quando e come contattare un legale per difendersi.

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Il Condominio è in grado di far associare persone, a volte, difficilmente compatibili nell’uso e godimento delle cose comuni.

Quest’ultime, tuttavia, sono necessarie per poter beneficiare dell’abitazione apposta nell’immobile condominiale.

Le liti tra condomini, infatti possono avere differenti motivazioni: si passa dalle ragioni più futili alle problematiche di maggior rilievo che non possono esulare dall’intervento dell’autorità giudiziaria.


Liti condominiali: tutte le variabili possibili

Frequenti sono le liti tra inquilini di un condominio. Il panno che fa gocciolare acqua sul balcone dell’immobile sottostante.

Ed ancora la violazione della privacy negli orari in cui è fatto divieto di non provocare disturbi alla quiete dei condomini.

Dulcis in fundo la condivisione degli spazi condominiali spesso piuttosto angusti ma il cui uso è necessario per poter usufruire della singola proprietà.


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L’amministratore condominiale e l’obbligo d’intervento

Per tutte le ragioni evidenziate in precedenza è possibile che tra i condomini si instauri un astio difficilmente superabile.

Ed allora diventa fondamentale, almeno della fase iniziale, l’intervento dell’amministratore, il quale, a seguito di una diatriba tra condomini è obbligato a sedare gli animi e risolvere la controversia.

L’amministratore condominiale è il rappresentante dei condomini che agisce quale “braccio” esecutivo della volontà manifestata dagli stessi nell’assemblea.

Per conto dei condomini, l’amministratore è obbligato a far rispettare il regolamento condominiale per quanto riguarda l’uso delle parti comuni: ascensore, parcheggio, uso delle scale.

Il compito dell’amministratore è quello di assicurare la reciproca convivenza civile tra i condomini.

Risoluzione della lite attraverso mediazione

Il codice civile in materia condominiale prima che la lite sfoghi in giudizio, ha introdotto l’istituto della mediazione con apposita legge entrata in vigore nel 2013.In particolare, i condomini per addivenire ad una soluzione della lite sono tenuti a conseguire un accordo ovvero a venirsi incontro reciprocamente.

A fungere da collante tra le parti è la figura di un mediatore che è competente a dirimere una lite nell’ambito del Tribunale della circoscrizione del luogo in cui si trova il condominio

L’accordo vincolante tra le parti

Qualora dinanzi al mediatore le parti in contrapposizione raggiungano un accordo, il mediatore è tenuto ad imporre il rispetto della soluzione trovata di comune accordo tra i condomini.

Il mediatore, invero, non può adottare alcuna decisione di merito ma è testimone terzo ed imparziale dell’incontro di volontà tra i condomini.

Giudice di pace ultima ratio per la lite condominiale

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Nel caso in cui il mediatore non riesca a far conciliare le parti per trovare un accordo transattivo, le stesse come estrema ratio potranno adire il Giudice di Pace.

Quest’ultimo è autorità competente nel merito a risolvere in giudizio la lite insorta tra i condomini

Tra le competenze giurisdizionali del Giudice di Pace ex art.7 c.c. rientrano “le cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquemila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice”

Giudice di pace e le liti di competenza

Il Giudice di Pace può essere chiamato ad emettere una decisione su determinate controversie tra condomini.

In particolare, dinnanzi a tale autorità giudiziaria è necessario instaurare un giudizio per il recupero delle spese condominiali a cui il singolo condomino non ha ottemperato.

Altra competenza in materia del Giudice di Pace riguarda l’impugnazione delle delibere assembleari e l’uso improprio, a danno degli altri condomini, delle parti comuni di un condominio.

Le parti possono instaurare il giudizio senza l’intervento di un avvocato, qualora il valore della causa iscritta a ruolo non superi il valore di 1.100 Euro.

Ennio Carabelli

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