Condono edilizio: va chiesto il permesso all’assemblea condominiale?

In caso di abuso edilizio realizzato all’interno di un’abitazione ubicata in un Condominio, il singolo condomino per la richiesta di sanatoria deve chiedere il consenso all’assemblea? Ecco la risposta.

Condono edilizio: va chiesto il permesso ad assemblea condominiale?

Cosa si verifica quando un condomino realizzi un abuso edilizio all’interno di un’abitazione sita in un edificio condominiale?

Ed, in particolare, sarà tenuto in merito alla richiesta di condono, ad ottenere il consenso da parte dell’assemblea condominiale?

La vicenda in oggetto è stata posta dinnanzi al Tribunale Amministrativo del Piemonte allorquando un condomino, desideroso di regolarizzare la propria posizione a seguito di realizzazione di un abuso edilizio, presentava richiesta di concessione in sanatoria con l’Amministrazione Comunale che, di poi, gli richiedeva di fornire prova di una richiesta di autorizzazione da parte dell’assemblea per agire in giudizio.


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All’esito del giudizio amministrativo è stata emessa una sentenza ricca di spunti di riflessione sulla necessità o meno da parte del reo, di chiedere per il condono, il preventivo permesso all’assemblea condominiale.

Ebbene, per la fattispecie dell’abbaino abusivo realizzato dal singolo condomino sul tetto dell’edificio comune, è stato sancito che il Comune interessato non potrà agire per il rigetto dell’istanza in sanatoria complice il mancato assenso preventivo dell’assemblea condominiale.

L’Ente territoriale, di fatto, non è legittimato ad interferire nei rapporti di tipo privato, bensì ha il compito di sorvegliare la conformità dell’opera alla normativa urbanistica concernente l’aspetto del diritto amministrativo.

Abbaino abusivo: la sentenza della corte di Cassazione sulla richiesta di sanatoria

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La stessa Corte di Cassazione, invero, ha statuito che un condomino ex art.1102 del c.c., ha il diritto di realizzare un abbaino sul tetto condominiale se la realizzazione di tale opera non infici il diritto sulle parti comuni vantato dagli altri condomini ovvero se non comporti un danno o un’alterazione alla funzione dell’edificio.

L’opera dev’essere realizzata a regola d’arte senza poter in alcun modo ledere la funzione di copertura del tetto condominiale o ridurre le capacità di godimento e disposizione sullo stesso da parte degli altri condomini.


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Se l’abbaino, nella fattispecie, risulti essere realizzato abusivamente, la richiesta di condono in sanatoria non dovrà essere formulata dal ricorrente previo consenso obbligatorio conferito da Assemblea Condominiale.

La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito come fondante tale ragionamento giuridico facendolo proprio in apposita sentenza (n.17099 del 2006), nella quale, fa rilevare che l’abbaino in questione, seppur realizzato abusivamente,  costituisca una pertinenza che incide su di una parte comune dell’edificio ma non comporta, di fatto, alcun decremento dell’uso comune del bene su cui sia stata realizzata l’opera.

Di tal che, il Comune interessato non potrà costituirsi in giudizio, a seguito di richiesta di condono in sanatoria dell‘opera abusiva realizzata, richiedere la sussistenza agli atti di un preventivo consenso formulato dall’Assemblea Condominiale.


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In particolare, secondo gli ermellini, la richiesta del Comune al singolo condomino di esibire, in giudizio,  il permesso dell’assemblea a far valere istanza di sanatoria dell’abuso realizzato dal condomino, risulta essere a tutti gli effetti illegittima.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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