Come aprire un asilo nido in casa


Aprire un asilo nido in casa: come fare e cosa occorre: la normativa, i requisiti necessari, la formazione ed i corsi da seguire, la tipologia e le condizioni dei locali per l’attività, i permessi, costi e guadagni. Info indispensabili. Esempi di arredo.

Asilo, Nido


L’asilo nido in famiglia, noto in tedesco con il termine tagesmutter, è una formula innovativa quando entrambi i genitori lavorano a tempo pieno, per affidare il proprio piccolo ad un adulto in grado di gestirlo durante le ore di assenza da casa.

Con la riduzione dei posti presso gli asili comunali ed i costi da sostenere per affidare il pargolo ad una struttura privata, il nido famiglia risulta essere un’alternativa più economica.

Ma la soluzione domestica può anche diventare un’interessante occasione per aprire un’attività economica redditizia, con il vantaggio di poter lavorare da casa.


Come funziona l’asilo nido in casa

L’attività di asilo nido in casa consiste nell’accogliere un numero ridotto di bambini, in genere fino a un massimo di 5-6, avente un’età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni.

Si configura dunque come un vero asilo nido, detto anche micronido, in considerazione dell’età dei piccoli, svolgendo un servizio di accudimento dei piccoli, seguendo un piano educativo preciso, consegnato ai genitori, nel quale si indicano una serie di attività svolte oltre ad assisterli in ogni loro esigenza. Inoltre l’attività può essere commisurata alle necessità particolari dei minori, d’accordo con i rispettivi genitori.

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In merito all’orario, la regolamentazione su base nazionale non esiste: si può passare da un massimo di 4 ore giornaliere fino a 10 ore per ciascun bambino, come stabilito da alcune regioni.

Asilo nido in casa: requisiti

Prima di iniziare il discorso sul regolamento in vigore in Italia, occorre tener conto che per poter aprire un asilo nido presso la propria abitazione è necessario non essere stati dichiarati falliti in passato.

Formazione necessaria per aprire e gestire asilo nido

Specifichiamo che la normativa può subire variazioni da Regione a Regione, organo presso cui informarsi prima di aprire l’asilo nido.

Indicativamente, per diventare tagesmutter, è necessario:

  • essere in possesso di un titolo di laurea in scienze dell’educazione o scienze della formazione;
  • in alternativa, frequentare un corso di formazione specifico, delle durata compresa fra 200 e 400 ore, a seconda della Regione.

In questo secondo caso, per essere valido e qualificante, il corso deve essere erogato da un ente di formazione riconosciuto. Inoltre nel piano formativo, devono essere previste ore di tirocinio pratico presso asili nidi domiciliari accreditati.

Asilo nido in casa: abitazione

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Aprire questo tipo di attività presso un’abitazione privata non richiede in maniera specifica che l’appartamento sia di proprietà o in locazione. Non è nemmeno obbligatorio che si tratti di prima casa, ovvero il domicilio, e può quindi anche trattarsi di locali che si ha a disposizione, facenti parte del patrimonio immobiliare oppure che si sono presi in affitto.

Molto più importanti invece sono altri fattori, quali la dimensione e la tipologia di spazi in uso.

Dimensione dell’appartamento per un nido privato

Perchè la casa sia a norma, è necessario che ogni bambino abbia a disposizione almeno 4 metri quadrati in locali lontani dai tradizionali spazi abitativi. Dunque un locale dove l’insegnante/educatrice/mamma possa tenere i piccoli, facendoli svolgere le attività previste.

Tipologia dell’appartamento idoneo al nido

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Gli spazi adibiti all’attività devono essere tali da consentire ai piccoli di muoversi in libertà, potendo gattonare o camminare senza incorrere in pericoli, come pavimenti troppo duri o spigoli sporgenti.

Inoltre le aree devono essere ben illuminate ed areate, secondo i parametri indicati dalle direttive regionali. Pertanto sono sicuramente vietati locali posti in seminterrati, privi di areazione e fonte di illuminazione naturale.

In maniera più precisa, necessari per il regolare funzionamento servono:

  • ambiente per la prima accoglienza, utile a depositare gli abiti e le scarpe;
  • zona gioco priva di spigoli ed ostacoli, meglio se rivestita da superficie morbida in gomma;
  • area/riposo con lettini;
  • cucina per mangiare;
  • bagno dotato di fasciatoio e vasetto.

Per quanto riguarda il bagno e la cucina, non è necessario che siano locali adibiti prettamente all’attività: possono essere gli stessi utilizzati dai componenti della famiglia durante il resto della giornata.

La cosa importante è che siano dotati di attrezzature idonee e adatte alle dimensioni dei piccoli, oltre ad essere realizzate in materiali sicuri mentre gli spigoli dovranno essere il più possibile arrotondati.

La zona riposo, dotati di comodi lettini dove i bimbi si possono distendere, è meglio che sia separata dalla stanza dei giochi e delle attività, in modo da consentire a chi desidera riposare, di non essere disturbato dalla presenza degli altri bimbi.

Certificazione impianti per micronido

Necessario essere in possesso della dichiarazione di abitabilità dell’immobile mentre gli impianti elettrici, idrici e del gas devono risultare a norma, con relativa certificazione redatta da personale qualificato.

Inoltre occorre poter dimostrare, come da libretti relativi, che la manutenzione ordinaria sia svolta con regolarità.

Permessi per aprire un asilo nido

  1. titoli di studio od all’eventuale corso di formazione;
  2. attestato di salubrità dei locali (in genere rilasciato dall’ASL);
  3. SCIA rilasciata dal comune di residenza;
  4. HACCP in caso sia necessaria per la manipolazione degli alimenti.

Asilo nido in casa: info

Per avviarsi ad un’attività del genere, oltre ad essere dotati di locali adeguati e tanta passione per dedicarsi ai piccoli ed al loro sviluppo di crescita, occorre informarsi presso gli uffici comunali e l’ASL, per conoscere le normative specifiche di riferimento.

Le diverse attestazioni relative ai locali, assicurano infatti il regolare svolgimento dell’attività.

A tale proposito, in particolar modo per conoscere il numero minimo/massimo di bambini che si possono tenere presso l’abitazione contemporaneamente, occorre consultare il regolamento in vigore nella Regione di residenza.

Consultare il regolamento condominiale

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Può sembrare banale, in realtà il regolamento condominiale potrebbe chiudere già le porte all’avvio dell’attività. Fra le norme contenute potrebbero essercene alcune che vietano o regolano la presenza di persone all’interno dei locali.

Inoltre, trattandosi di bambini, occorre considerare la possibilità di schiamazzi che potrebbero arrecare disturbo alla quiete.

Non per tutti infatti, l’allegria dei piccoli è fonte di gioia e, considerando che si ha a che fare con un’attività economica, qualche condomino potrebbe non essere contento delle vostre azioni.

Aprire Partita IVA

Trattandosi di un’attività economica, è indubbiamente obbligatorio richiedere la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. A tale proposito, richiedere un parere e la consulenza di un commercialista rende più semplice procedere in maniera corretta.

Finanziamenti per aprire un asilo nido

Informarsi presso gli Uffici del Comune e Regione, oltre che necessario per conoscere la documentazione ed i permessi necessari per avviare l’attività, consente di venire a conoscenza di eventuali bandi per ricevere un finanziamento a sostegno dell’impresa.

Aprire asilo nido in casa in franchising

Fra le opportunità per accelerare e semplificare l’avvio di un’attività innovativa quale è l’asilo nido in casa, ci si può rivolgere alle proposte delle aziende in franchising.

In questo modo si possono sfruttare i benefici di un marchio che vanta esperienza nel settore, oltre a ridurre i costi in termini di pubblicità, godendo di assistenza tecnica in materia fiscale, amministrativa oltre alla più classica consulenza riguardante la preparazione dei locali, la scelta delle attrezzature e consigli su come comportarsi con i piccoli ed i genitori.

Aprire asilo nido in casa: costi

La voce costi in materia è molto varia.

Se i locali di cui disponete hanno subito una recente ristrutturazione e vengono mantenuti costantemente in ordine, allora una voce di spesa importante e consistente viene già eliminata.

Potrebbe rendersi necessario attuare alcune modifiche agli impianti, almeno in termini di sicurezza, per garantire l’incolumità degli occupanti.

Ciò che più interessa e per il quale occorre avere riguardo, è l’acquisto di tavoli, sedie, giochi, contenitori e tutto quel materiale di cui i piccoli devono poter usufruire durante la loro presenza.

Ad agevolare nel sostenere i costi, presso negozi specializzati e grandi catene di arredo per la casa, ad esempio IKEA, Leroy Merlin, Castorama, si possono acquistare alcuni elementi fondamentali per la sicurezza domestica come tappeti e materassi in gomma oltre a sedie e tavolini adeguati all’altezza dei piccoli.

Bisogna poi considerare i costi della burocrazia e le spese amministrative necessarie: in questo, ad aiutarvi sarà sicuramente il parere di un commercialista che potrà illustrarvi la fiscalità oltre ad aiutarvi nel redigere una sorta di business plan di partenza.

Aspetto da non dimentica è la stipula di un polizza assicurativa per la responsabilità civile: in questo modo avrete davvero le spalle coperte qualora dovesse succedere un infortunio od un malore ad uno dei piccoli assistiti in casa.

Quanto si guadagna con un asilo nido in famiglia

Probabilmente più semplice rispondere a tale quesito, essendo note le tariffe base che gli asili nido tradizionali applicano.

Il listino prezzi dipende dal tipo e qualità di servizi offerti, oltre ovviamente al numero di ore di permanenza dei bimbi presso la struttura.

Un’indicazione forfettaria, su base mensile, può consistere in una cifra che varia da 250 a 700 euro, stima ovviamente che può cambiare notevolmente da città a città.

Per avere le idee più chiare in materia, un’opportunità è informarsi presso strutture private/pubbliche circa i prezzi e relativi servizi applicati, in modo da poter effettuare una stima basandosi su dati certi.

Asilo nido in casa: esempi

Può essere utile avere qualche delucidazione su come adibire le stanze interessate dall’attività, in modo da ripensare alcuni spazi di casa.

Sala giochi

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Locale principale e spazio più interessante e piacevole per i bimbi, la stanza adibita al divertimento ed alle attività deve prevedere innanzitutto un pavimento interamente  rivestito con un morbido tappeto colorato.

In commercio esistono vari e diversi modelli: quelli montabili con pezzi separati sono da preferirsi, oltre a rendere semplice la fase di manutenzione/sostituzione oltre alla necessaria ed assolutamente obbligatoria pulizia quotidiana.

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Un tavolino rotondo, con gli spigoli smussati è preferibile, e relative sedie in numero sufficiente 4/6 almeno, sono di facile reperibilità: realizzati in plastica atossica secondo i più moderni canoni di sicurezza, non prevedono parti o pezzi che possano rompersi mentre è semplice ed immediata la pulizia.

Un armadio contenitore basso dove sistemare i giochi, pennarelli, matite, fogli per le più disparate attività, consente di ordinare tutto in maniera semplice.

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Eventuali cesti contenitori possono essere disposti negli angoli, in modo da non frapporsi sul passaggio.

Bagno per asilo nido

Ogni bagno dispone già dei sanitari idonei per le normali attività. La presenza di un vasino per aiutare i più piccoli nell’esplicazione delle funzioni è senza dubbio obbligatorio, oltre a prevedere scorte di asciugamani di piccole dimensioni per l’igiene personale.

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Il fasciatoio, da sistemare in un angolo dove potersi recare in modo agevole, permette di cambiare i più piccoli: i modelli in commercio prevedono la presenza di utili cassetti e ripiani sottostanti mentre una serie di pensili in alto, con ante scorrevoli, consente di tenere a disposizione oggetti e prodotti utili all’igiene.

Galleria foto arredo per asili nido in casa

Nella galleria delle immagini ulteriori spunti per comprendere come allestire il piccolo asilo nido fra le mura domestiche.

 

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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