Case Green e transizione energetica: questa è la data da segnare

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Erika Fameli
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A che punto è la transizione energetica in Italia? Dopo aver fatto passare le scadenze di dicembre 2025 e di maggio 2026, il prossimo appuntamento con l’UE è fissato al 31 dicembre 2026, quando si dovrà trasmettere il Piano nazionale di ristrutturazione definitivo.

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Transizione energetica: appuntamento al 31 dicembre per l’Italia
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L’Italia ha saltato la scadenza per il recepimento dell’Energy performance of buildings directive, ma ha avviato le nuove regole per l’Attestato di prestazione energetica: segnali contrastanti, che da un lato fanno sembrare la Direttiva Case Green come una non priorità, ma che dall’altro mostrano un avanzamento nel riconoscimento dell’efficienza energetica nel tessuto urbano ed edilizio nazionale.

Dopo la scadenza perduta, il prossimo appuntamento con l’Unione Europea riguarda il Piano nazionale di ristrutturazione definitivo: come risponderà l’Italia, e cosa sta facendo per arrivare preparata a questa nuova scadenza, che si avvicina sempre di più?

Transizione energetica in Italia

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A maggio è scaduto il termine entro il quale l’Italia doveva recepire la Energy performance of buildings directive (Epbd), e quindi adeguarsi alle norme stabilite dall’Unione Europea con la Direttiva Case Green, per arrivare nel 2050 ad avere un parco immobiliare ad emissioni quasi zero.

Allo stesso modo, è saltata anche la scadenza del 31 dicembre 2025, quando i Paesi membri avrebbero dovuto inviare a Bruxelles la prima bozza dei piani nanzionali di ristrutturazione degli edifici. Si tratta di segnali certamente non positivi nei confronti della transizione energetica, ma che si contrappongono a quanto invece di positivo è stato fatto a livello nazionale. Innanzitutto, 1 milione di euro della 9° rata del PNRR andrà all’housing sociale, con lo scopo di rendere gli edifici meno energivori attraverso interventi di riqualificazione energetica.

Inoltre, non ci si deve dimenticare dei bonus fiscali dedicati alla casa, tra cui spicca il bonus ristrutturazione. Se ci saranno le condizioni, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha già fatto sapere che la prossima Legge di Bilancio potrebbe contenere la proroga dei bonus al 50% e al 36%, incentivi che stanno dando un impulso importante alla riqualificazione all’efficientamento energetico da parte dei privati.

Inoltre, a puntare sulla transizione verde è anche l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, che vede nella questione ambientale una priorità ai fini di crescita e sviluppo sostenibile dell’Italia, e che considera necessario rafforzare le misure per agevolare l’accesso al credito destinato agli interventi di efficientamento energetico di abitazioni, condomini e immobili produttivi.

La scadenza del 31 dicembre 2026

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Non aver rispettato la scadenza del 31 dicembre scorso ha fatto scattare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, che ora dovrà rimediare entro il 31 dicembre 2026. Nonostante l’attenzione sul tema ambientale non sia venuta effettivamente meno, è necessario definire:

  • come raggiungere gli obiettivi della Direttiva Case Green,
  • quali edifici saranno interessati dagli interventi,
  • quali incentivi verranno messi a disposizione per favorire l’efficientamento energetico.

Il provvedimento, infatti, prevede di adottare misure per garantire la riduzione dell’energia primaria media utilizzata dagli edifici residenziali non di  nuova costruzione del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

Gli Stati Membri devono inoltre ristrutturare il 16% degli immobili non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030, e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell’edilizia; realizzare nuovi edifici residenziali a zero emissioni a partire dal 2030 e adeguare gli edifici non residenziali alle zero emissioni a partire dal 2028.

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