Cartellone pubblicitario su lastrico solare: come funziona?

Per apporre cartelloni pubblicitari sul lastrico solare del Condominio occorrono maggioranze qualificate assembleari? E’ sempre possibile installarli? Ecco la risposta.

Cartellone pubblicitario su lastrico solare: maggioranze condominiali necessarie

Cosa accade quando un Condomino chieda di poter installare un pannello pubblicitario sul lastrico solare condominiale? L’assemblea può rifiutarsi e quale tipo di maggioranza è necessario per acconsentire l’installazione?

La vicenda dell’installazione dei cartelloni pubblicitari sul lastrico solare di un Condominio dipende ed è regolamentata, tutta, dal regolamento Condominiale.
In primis sussiste il regolamento di natura assembleare ex art.1138 c.c., in base al quale si disciplina la norma d’uso delle cose comuni, della ripartizione delle spese e della tutela del decoro dell’edificio.

Pertanto per l’approvazione dell’istanza di installazione del tabellone pubblicitario è necessaria la maggioranza degli intervenuti in rappresentanza di almeno 500 millesimi dell’intero edificio.

Altro regolamento è quello contrattuale, che apponendo dei limiti alla proprietà esclusiva, dev’essere sottoscritto da tutti i condomini e trascritto nel pubblico registro immobiliare.

Accordo sull’installazione delle tabelle pubblicitarie: ecco le maggioranze necessarie

Qualora, invece, vi sia accordo per l’installazione dei tabelloni pubblicitari sul lastrico solare condominiale, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n.8434 del 2020), ha statuito che la delibera assembleare necessaria, dovrà essere assunta con maggioranze qualificate, previste ex art.1136 c.c..

L’accordo con cui un condominio conceda a terzi, dietro corrispettivo, uno spazio sulla facciata per installarvi insegne o cartelloni pubblicitari solleva l’interrogativo delle maggioranze necessarie per l’approvazione.

Ovviamente tale accordo non dovrà produrre effetti reali ma solo obbligatori e la durata della pubblicità non potrà essere superiore a 9 anni.

Dovrà, infine, essere rispettato il limite ex art.1120, ultimo comma, con il reddito che ne deriverà, sottoposto ad equa distribuzione tra tutti i condomini in forza delle rispettive quote condominiali salvo che il regolamento di origine contrattuale non disponga diversamente.