Bonus stufe a pellet 2026: detrazioni, come fare, FAQ e info necessarie
Bonus stufa a pellet 2026: come sfruttare la detrazione fiscale. Le differenti modalità: Bonus ristrutturazione, ecobonus. Aliquote in vigore. Importi massimi di spesa. Modalità di pagamento, documenti necessari e loro conservazione. FAQ.

La stufa a pellet è un’opportunità moderna per riscaldare un appartamento od una stanza di grandi dimensioni; acquistandone una, si può godere di un’importante detrazione fiscale.
Il contribuente italiano può beneficiare, alternativamente, di una delle tre agevolazioni:
- Bonus Ristrutturazione 50%
- Ecobonus 65%
- Ecobonus 70%
Vediamo nel dettaglio come funzionano precisamente. E’ importante sottolineare che le agevolazioni si riferiscono ad acquisti e/o interventi effettuati nell’anno solare 2023, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre compresi.
Stufa a pellet detrazione 2026: Bonus ristrutturazione 50%
Rimane in vigore anche nel 2026 la possibilità per il contribuente italiano di godere del bonus ristrutturazioni 50% qualora effettui opere e lavori per rinnovare l’abitazione.
Più precisamente, la detrazione è concessa quando si tratta di :
- lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).
Confermata la differenza fra prima e seconda casa. Se per la residenza principale l’aliquota di detrazione è pari al 50%, nel caso di seconde/terze case l’aliquota scende al 36%.
Importo
La norma in vigore dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 permette di beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con detrazione fiscale del 50% (prima casa) fino ad un importo massimo di € 96.000 di spesa.
L’acquisto di una stufa a pellet, effettuato nel periodo in cui si effettuano i lavori di rinnovamento, dopo aver ricevuto il benestare dagli uffici comunali per l’avvio delle opere, rientra nella casistica.
Per chiarire le idee, nel caso si arrivi spendere una somma fino tetto massimo di €96.000 per l’esecuzione di tutti i lavori, il contribuente ha diritto a detrarre, in dichiarazione dei redditi, €48.000 (il 50% di 96000).
Spese incluse
Le spese sostenute dal contribuente ed incluse nel bonus sono:
- acquisto dei materiali
- esecuzione dei lavori
- altre prestazioni professionali richieste dal tipo d’intervento come perizie e sopralluoghi
- relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti
- imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori
- oneri di urbanizzazione.
Stufa a pellet detrazione 2026: ecobonus 50%

Se invece si effettua il solo acquisto della stufa a pellet, si può optare per l’Ecobonus, sempre con aliquota pari al 50%, purchè vengano rispettati i seguenti parametri:
- rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%
- rispetto dei limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure dalle delibere regionali
- utilizzo di biomasse combustibili ammissibili
- per le abitazioni che si trovano nelle zone climatiche C, D, E, F, le porte, le finestre e così via devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica ai sensi del D.lgls. 192/2005
- l’impianto di riscaldamento deve già essere presente
Importo
Nel caso dell’Ecobonus, l’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile oggetto dei lavori è pari a €30000 per l’anno solare 2026.
Bonus stufa a pellet 2024: come funziona
L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef ripartita in 10 quote annuali, con rate di identico importo.
La detrazione, per lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2026, comincerà dunque a partire dalla dichiarazione dei redditi 2027, per 10 anni consecutivi.
Con un esempio possiamo chiarire meglio. Ammettiamo di aver speso €4000 per l’acquisto di una stufa a pellet nell’ambito della ristrutturazione dell’appartamento, pertanto rientrando nella detrazione con aliquota del 50%.
Ogni anno si potrà portare in detrazione €200 per 10 anni (€2000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €4000).
Attenzione a considerare una cosa importante: nel caso in cui l’importo da detrarre sia maggiore dell’importo IRPEF da versare, il contribuente non potrà in alcun modo riportare l’eccedenza all’anno successivo o chiederne il rimborso.
Si ricorda che l’acquisto del pellet non dà diritto a godere ad alcuna detrazione.
Come pagare
Indipendentemente dalla detrazione a cui si ha diritto, la modalità di pagamento corretta richiede il rispetto delle seguenti condizioni:
- chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
- chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. Potrà utilizzare anche altra modalità di pagamento (vietati i contanti), purché fornisca altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.
In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:
- causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
- codice fiscale del beneficiario della detrazione
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
- il numero e data della fattura (o fatture nel caso siano più di una)
Documentazione da conservare
Per aver diritto alla detrazione, occorre che l’installazione della stufa a pellet venga effettuata da un tecnico qualificato, il quale al termine dei lavori, rilascerà al contribuente il certificato indicante i requisiti tecnici ed il relativo miglioramento termico dell’abitazione.
E’ obbligatorio conservare tutta la documentazione in caso di eventuali controlli per un tempo di 10 anni.
Nel caso in cui ci si dovesse accorgere di un errore nella compilazione del bonifico parlante, ecco come rimediare.
Invio documentazione ENEA
Al termine dei lavori ed effettuati i regolari pagamenti delle fatture relative, il contribuente dovrà operare l’invio dei documenti all’ENEA, l’ente preposto a tale funzione.
La trasmissione dei dati all’ENEA deve essere effettuata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dall’installazione della stufa a pellet.
Nell’articolo Enea ecobonus modulo compilazione si possono trovare tutti i chiarimenti del caso su come inserire correttamente i dati per godere della detrazione fiscale in occasione della dichiarazione dei redditi.
Anche la ricevuta dell’invio all’ente dovrà venire conservata, in caso di eventuali controlli futuri.
Stufa a pellet bonus 2026: FAQ

Per concludere, è importante chiarire alcuni dubbi riguardanti le agevolazioni fiscali:
- la detrazione fiscale (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) è riconosciuta soltanto in caso di lavori effettuati su abitazioni ed edifici già esistenti, dunque già iscritti al catasto o per quali la pratica è già stata avviata. In questo caso sarà importante conservare le ricevute dei pagamenti delle imposte comunali ICI e IMU
- immobili che siano in costruzione, non danno il diritto a richiedere l’agevolazione fiscale
- l’Ecobonus non è cumulabile con il Bonus ristrutturazioni al 50%.